In aumento le richieste di mutuo in Italia, Olanda e Germania
Mentre Mario Draghi si appresta alle misure di Quantitative easing tese a dare un impulso decisivo alla auspicata ripresa dei consumi, l'Eurozona fa registrare un aumento della domanda di prestiti, in particolare di quelli per l'acquisto dell'abitazione. Il dato in questione, è quello relativo al quarto trimestre del 2014 ed estrapolato dal Sondaggio sul Prestito delle Banche (Bank Lending Survey) che è stato reso noto di recente dalla Banca Centrale Europea. Le attese degli analisti sono peraltro orientate per un ulteriore aumento della domanda di prestiti nel corso del primo trimestre del 2015.
Nel rapporto trimestrale redatto a margine del sondaggio, l'istituto di Francoforte ha poi precisato che un quarto delle banche interpellate ha potuto osservare una crescita delle richieste di prestiti rivolte all'acquisto della casa. Una domanda che è risultata particolarmente positiva, su base netta, in Italia, Olanda e Germania, mentre sarebbe stata leggermente meno sostenuta in Spagna. Inoltre sarebbe rimasta sostanzialmente invariata in Francia, ove però si era registrato un deciso incremento nel corso del trimestre precedente.

(Sono in aumento i mutui immobiliari in Italia, Olanda e Germania)
I dati che arrivano dalla Banca Centrale Europea vanno naturalmente interpretati. Sembra infatti azzardato poter desumere dagli stessi una evoluzione positiva della congiuntura economica, la quale si preannuncia difficile anche per il 2015. Tanto da spingere Mario Draghi a preventivare l'ormai famoso uso del bazooka, ovvero un piano da sessanta miliardi di euro al mese che dovrebbe avere per le economie dell'Eurozona lo stesso impatto di quello portato avanti a lungo dalla Federal Reserve. Un piano contro il quale si sono prontamente scagliati il ministro dell'Economia tedesco, Wolfgang Schaeuble e il numero uno di Bundesbank, Jens Weidmann, che però potrebbe trarre vigore dal risultato delle elezioni in Grecia, soprattutto se vincesse Syriza, cui guardano tutte le forze euroscettiche o comunque contrarie all'austerity del vecchio continente.
Per quanto riguarda i dati relativi ai prestiti per l'acquisto di abitazioni, va anche ricordato che almeno Germania e Italia, stanno vivendo un momento molto differente del loro mercato immobiliare. Se infatti per la Germania sussistono ancora alcuni timori per una possibile bolla speculativa, nel nostro Paese i dati che fanno riferimento al 2014 sembrano dimostrare la persistenza di un momento negativo che dura in pratica dal 2008, ovvero da quando la crisi dei mutui subprime ha travolto tutti gli argini, mettendo in crisi gran parte delle economie più avanzate. Il mercato italiano anche nel 2014 si sarebbe attestato poco oltre le 400mila compravendite, ovvero la metà dei livelli precrisi, rendendo ancora più evidente il contrasto con la crescita del credito. Una crescita che comunque sembra dipendere in larga misura dalle surroghe, ovvero la rottamazione dei vecchi mutui e la loro sostituzione con contratti più favorevoli, in grado di approfittare della costante discesa dei tassi di interesse.
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