Il crowdfunding per realizzare un progetto

Come funziona il crowdfunding? Uno strumento utile per dare impulso alle imprese italiane e rimettere in moto gli investimenti? L'Italia è il primo Paese ad aver regolamentato - e quindi tutelato - questo sistema di finanziamento diffuso.

Tutti più o meno conosciamo il termine crowdfunding (o crowd funding), soprattutto da quando Barack Obama lo scelse come sistema per finanziare una parte sostanziosa della campagna elettorale che lo portò alla Casa Bianca nel 2009.

Il crowdfunding (fusione delle parole inglesi crowd, ovvero folla, e funding, finanziamento) è un sistema di finanziamento dal basso, che mobilita le risorse finanziare di numerose persone, molto spesso persone comuni, che nella loro quotidianità nulla o ben poco hanno a che fare con il mondo dei finanziamenti.
Decidono di investire una somma, spesso anche molto piccola, in un progetto in cui credono.
Questo sistema di finanziamenti dalla "folla" è stato applicato nei capi più disparati, dagli aiuti umanitari, alle iniziative sociali, dai progetti tecnologici al mecenatismo artistico, dalla ricerca scientifica al giornalismo partecipativo...
Si tratta di un ottimo strumento per chiunque abbia tra le mani – o nella testa – un progetto in cui crede, un'idea nuova, ma non le risorse finanziare per realizzarla.

Con il crowdfunding si instaura un rapporto molto particolare tra finanziatori e richiedente, di reciproca stima, fiducia e sostegno, che porta ad un interscambio proficuo di opinioni e aggiornamenti costanti tra le due parti. Il finanziamento in questo modo risulta diffuso, spalmato tra centinaia di persone, e quindi con meno potere di interferenza, eppure il legame che unisce finanziatori e finanziato spesso spinge quest'ultimo a tenere sempre i suoi investitori informati sugli sviluppi del progetto, responsabilizzandolo e obbligandolo ad una trasparenza che in altri generi di finanziamento non è sempre così presente ed evidente.

Il web è lo strumento più potente, immediato ed efficace per mettere in contatto la domanda e l'offerta e lo fa tramite siti nati appositamente per fari incontrare idee e fondi.
Queste piattaforme di crowdfunding si dividono in generaliste, e tematiche (ovvero specializzate nel lancio di progetti appartenenti solo a determinati settori).
Il crowfunding prevede sostanzialmente due tipologie di ritorno economico per gli investitori: azioni della società ( in questo caso si parla di equitiy-crowfunding) o una quota dei profitti realizzati dal progetto finanziato.
I prestatori che usualmente si rivolgono a queste piattaforme sul web sono o investitori professionali o persone fisiche che vogliono investire somme di denaro, anche molto piccole, in iniziative imprenditoriali o sociali di loro gradimento, nelle quali vedono qualcosa di valido su cui puntare.
Le ragioni sono varie, dalla più ovvia di voler diversificare il proprio portafoglio e ottenere futuri benefici economici, fino al semplice desiderio di fare parte di un'iniziativa in cui si crede, sostenendola fino a vederne il successo.
A rivolgersi ai portali di crowdfunding per ottenere finanziamenti sono invece sono principalmente tutte quelle aziende e organizzazioni neonate o giovani – ma sempre più spesso anche imprese ben avviate, che cercano un modo per resistere alla crisi e alla conseguente chiusura dei rubinetti delle banche e delle agenzie di prestito – che ricercano il capitale necessario per sviluppare e avviare validi progetti imprenditoriali o di carattere sociale.

Come molte delle idee più coraggiose ed innovative in campo economico, anche il crowdfunding ha radici anglosassoni; eppure è proprio l'Italia il primo Paese al mondo ad essersi dotato di una regolamentazione specifica: nell'estate 2013 è entrato infatti in vigore il regolamento CONSOB (Commissione Nazionale per le Società e la Borsa) in materia di crowdfunding-equity-based. Aver giocato d'anticipo sta premiando l'Italia: il "Regolamento sulla raccolta di capitali di rischio da parte di start-up innovative tramite portali on-line", infatti, ha dato forte impulso a questo innovativo sistema di finanziamento.
La legislazione italiana pretende determinati requisiti dai portali di crowdfunding: la CONSOB ha, a tale scopo, istituito un registro atto a certificare affidabilità e qualità del servizio offerto da queste piattaforme di crowdfunding sul web.
Il servizio di crowdfunding viene esteso anche alle banche e alle Sim (imprese di investimento).
Nel regolamento è stato anche posto un tetto massimo ai finanziamenti: l'esenzione dall'applicazione della disciplina sui servizi di investimento si applica quindi a patto di non superare la soglia, per gli investimenti delle persone fisiche, di 500 euro per singolo finanziamento e 1.000 euro per quelli annuali complessivi.
Per le persone giuridiche i tetti sono rispettivamente 5.000 e 10.000 euro.

Questa regolamentazione, seppur giudicata da molti ancora molto imperfetta può essere considerata un vero e proprio primato mondiale per l'Italia.
Il vero peso del regolamento stilato dalla CONSOB si valuterà probabilmente tra questo e il prossimo anno.

Nei giorni scorsi è stato infatti messo on line il primo portale di equity-crowdfunding italiano ufficialmente autorizzato. Si chiama StarsUp e si propone di offrire a imprese in incubazione e investitori servizi professionali che li accompagnino dalla fase preparatoria e di lancio dell'idea, a quella della raccolta dei fondi, fino alla gestione operativa delle attività di implementazione successive al lancio del progetto.
La piattaforma è gestita dalla società StarsUp Srl di Carlo e Matteo Piras e Alessandro Scutti e ha sede a Livorno.
In particolare, StarsUp ha puntato su quello che si definisce "equity crowdfunding", ovvero il crowdfunding che al suo elevato numero di destinatari (crowd) offre strumenti partecipativi al capitale di rischio (equity) emesse da determinate tipologie di aziende, ad esempio quote di Srl o azioni di Spa.
Per il momento la piattaforma si rivolge solo a start-up innovative a contenuto tecnologico o sociale (e non quotate in borsa).
Gli obiettivi che si prefigge StarsUp sono quelli di individuare giovani imprese innovative con idee in grado di conquistare i mercati, anche internazionali; valorizzare il meglio dell'innovazione italiana, specie nei settori in cui è tradizionalmente leader e lanciare progetti di new economy utili per la collettività.
Il portale non può detenere per sé le somme di denaro, che restano di pertinenza degli investitori, e non esegue direttamente gli ordini per la sottoscrizione degli strumenti finanziari, dovendo trasmetterli esclusivamente a banche o Sim.
Allo stesso tempo,non è responsabile del lavoro svolto da chi ha chiesto il sostegno economico di un crowdfunding; richiedente è dunque l'esclusivo responsabile della completezza e della veridicità dei dati e delle informazioni fornite.

L'avvio sembra promettente, saranno probabilmente la fiducia degli investitori e la serietà dei richiedenti a determinarne o meno l'espansione.

Dott.ssa Arianna Acciarino
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