Perché tornano di moda i mutui a tasso fisso

Dopo anni di incontrastato dominio dei mutui a tasso variabile, durante il secondo semestre del 2014 il tasso fisso ha fatto registrare un incremento del 14,2%, tanto da prefigurare un revival che secondo gli esperti sarebbe favorito dalla politica della Bce guidata da Mario Draghi.

La scelta di un mutuo, non può prescindere da una oculata valutazione della situazione economica del richiedente. Ecco perché prima di optare per un mutuo a tasso fisso o variabile, si dovrebbe fare una attenta disamina non solo della propria situazione patrimoniale e finanziaria, ma anche di altri dati di non secondaria importanza, come ad esempio la situazione lavorativa.

Chi ha un lavoro a tempo indeterminato magari in una istituzione pubblica, può fare piani a lunga scadenza, sapendo che con ogni probabilità il suo lavoro non sarà mai messo in discussione, chi invece lavora in una azienda di non grandi proporzioni, con una situazione non florida a causa magari di difficoltà dovute ad un mercato in via di progressivo restringimento, dovrebbe evitare impegni gravosi e costanti, scegliendo strumenti finanziari flessibili. Nella scelta occorre anche tenere conto del fatto che optare per un tasso variabile, vuol dire risparmiare di solito un punto percentuale o anche di più rispetto al fisso, ma anche esporsi alle turbolenze del mercato.

Un dato da esaminare con grande attenzione in un periodo come questo, in cui tornano ad aleggiare i timori di bolle speculative in grado di affossare nuovamente i mercati, con particolare riferimento ai prestiti per studenti e per l'acquisto di auto negli Stati Uniti. Se il tasso fisso può tranquillizzare per il fatto di non essere esposto ai venti di guerra che ogni tanto agitano la scena finanziaria, ha però il difetto di non poter neanche godere di una eventuale discesa dei tassi, come quelle che stanno caratterizzando la politica della Bce negli ultimi anni. Inoltre in caso di una estinzione anticipata del mutuo, la penale da versare è più alta rispetto al tasso variabile. Come si può comprendere, quindi, nella valutazione da fare rientrano molti fattori, tali da rendere la scelta molto problematica.

Torna di moda il mutuo a tasso fisso

(Torna di moda in Italia il mutuo a tasso fisso)

Negli ultimi anni, la scelta dei consumatori ha premiato con inesorabile regolarità i mutui a tasso variabile. Ora, però, sembra che si stia assistendo ad un vero e proprio revival del tasso fisso, come rivelano i dati elaborati ad ottobre dall'Osservatorio di MutuiOnline, il quale segnala un deciso incremento delle richieste di mutui a tasso fisso. Il secondo semestre del 2014 avrebbe infatti dato luogo ad un rialzo del 14,2% rispetto all'analogo periodo del 2013. Per effetto di questo dato, la percentuale dei mutui a tasso fisso erogati rappresenta attualmente il 23% del totale dei finanziamenti, contro il 20,8% raggiunto nel corso del 2013. La discrepanza è dovuta al fatto che a fronte di un deciso aumento delle richieste, le effettive erogazioni sono rimaste ancorate al trend manifestatosi nel corso dei mesi precedenti e dell'anno scorso.

Tra i motivi che secondo gli analisti finanziari hanno nuovamente spinto i clienti ad optare per questa tipologia di finanziamento ci sarebbe soprattutto la politica di taglio del costo del denaro e dei tassi di interesse adottati con sempre maggiore decisione dalla Bce, su impulso del governatore Mario Draghi, il quale andrebbe ad incidere sugli spread dei mutui a tasso fisso, abbassandoli sino a renderli più convenienti rispetto ad alcuni mesi fa. Una politica che renderebbe il tasso fisso preferibile al variabile agli occhi di molte famiglie e imprese.


Una tendenza che si è accompagnata alla riduzione da parte dei richiedenti sia della spesa da finanziare che del periodo del finanziamento. In pratica, gli aspiranti mutuatari, cercherebbero per quanto possibile di finanziare l'investimento con le risorse a propria disposizione, facendo ricorso al credito soltanto per la parte rimanente, ove non sia possibile altra strada.

Sempre nel corso del mese di ottobre, secondo l'Osservatorio MutuiOnline, sarebbe stato rilevato un aumento del 5,1% per i mutui a 15 anni rispetto allo stesso periodo dell'anno precedente. Mentre per quanto riguarda la cifra richiesta, l'importo medio si sarebbe ridotto dai 131.796 euro del 2013 ai 126.410 del 2014. In conseguenza di questo dato, si sarebbe registrata una decisa riduzione del loan-to-value, con un aumento del 7,6% delle richieste per classe dal 30% al 50%. Il trend in questione ha del resto goduto della politica adottata dagli istituti creditizi, sempre più propensi a premiare con spread vantaggiosi coloro che chiedono finanziamenti la cui entità sia situata sotto il 50% del valore dell'immobile.

Dott. Dario Marchetti
Richiedi subito un PRESTITO personalizzato

Sei un lavoratore Dipendente o un Pensionato?
Realizza facilmente i tuoi desideri.
PRESTITO fino a 60.000€, 100% ONLINE

RICHIEDI
PREVENTIVO