Il boom dei mutui a tasso fisso: perché ora convengono
Il mese di gennaio ha visto l'ennesima discesa dei tassi legati all' Euribor, i quali rimangono attorno allo zero, soglia che in alcuni casi viene anche oltrepassata. La conseguenza più vistosa di questo dato è la competizione innescatasi almeno per una volta all'interno del nostro sistema bancario, con gli istituti sempre più decisi a competere facendo leva sugli spread. Una battaglia che ha portato ad un deciso assottigliamento del costo dei mutui, in particolare di quelli a tasso variabile, ma non solo.
In questo preciso momento, non è raro assistere alla presenza sul mercato di prodotti finanziari che vanno ad attestarsi su tassi attorno al 2%. Una soglia che però, a detta di molti analisti, potrebbe scendere ulteriormente nel prossimo futuro, con la limatura di un altro mezzo punto percentuale che li porterebbe intorno a quota 1,5%. Anche se va messo in rilievo come la caduta degli spread si fosse già manifestata con particolare forza nel corso dell'anno appena concluso, circostanza che ha consigliato gli istituti bancari a procedere con una maggiore prudenza nel taglio degli stessi in questi primi mesi dell'anno.
Allo stesso tempo andrebbe messo in rilievo come lo scoppio della crisi dei mutui subprime abbia avuto effetti di non poco conto sulle politiche messe in atto dalle banche, con un severo restringimento delle regole di accesso ai finanziamenti. Una ridefinizione del quadro che permette a chi chiede un mutuo che copre la metà del valore dell'investimento avendo però le spalle coperte da merito creditizio e adeguate risorse, di risparmiare sino a 50 punti base sul tasso finale, rispetto a chi invece opti per finanziamenti tesi a coprire l'80% dell'operazione.

(Il mutuo a tasso fisso è oggetto di un vero boom in Italia)
Chi sta per richiedere un mutuo, anche in un periodo favorevole come questo deve però cercare di muoversi con grande circospezione. I tassi minimi, infatti, possono a volte celare vere e proprie trappole, in quanto i mercati possono all'improvviso essere oggetto di gravi turbolenze in grado di modificare in maniera molto sensibile il quadro di riferimento. Non può quindi essere escluso in partenza un rialzo dell'inflazione e di conseguenza dell'Euribor, il quale andrebbe a riflettersi sulle rate di chi ha optato per un mutuo a tasso variabile, fidandosi di una situazione che sembrava ideale.
Proprio per questo motivo negli ultimi tempi si sta assistendo ad una netta ripresa dei mutui a tasso fisso, per i quali molti analisti non esitano a parlare di vero e proprio boom. Un momento molto favorevole che è legato anche al fatto che negli ultimi mesi gli stessi hanno ridotto in maniera notevole il divario con i mutui a tasso variabile. Gli ultimi dati al proposito sono abbastanza eloquenti: nel secondo semestre del 2014 si è registrato un aumento del 40,9% delle richieste per i mutui a tasso fisso, che li ha spinti a raggiungere una quota di mercato quasi doppia rispetto a quella vantata ad inizio anno.
Naturalmente ad influire sul dato è anche la paura di una possibile ripresa dell'inflazione, anche se in questo momento a fare più paura al mondo economico e finanziario è l'esatto contrario, ovvero la deflazione, che potrebbe far addirittura implodere l'area euro. Un timore il quale potrebbe però essere dissolto dalla possibile ripresa economica che continua a farsi desiderare, ma che non dovrebbe essere così lontana nel tempo. Almeno se lo augurano i governi europei i quali non possono più contare a lungo sulle politiche di austerity per ridurre il proprio deficit, dopo aver praticamente azzerato il potere di spesa dei ceti popolari.
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