Ora le banche vogliono gettarsi anche nell'intermediazione immobiliare
Diventa sempre più complicato il mestiere dell'agente immobiliare in Italia. A renderlo tale il combinato disposto creato da banche che sembrano ben decise a entrare nel mercato della compravendita e da privati sempre più restii ad affidarsi agli esperti, preferendo il fai da te reso più facile dalla possibilità di usare uno strumento potente come Internet, ove un largo numero di portali specializzati offre spazi gratuiti che permettono la conclusione delle transazioni senza doversi affidarsi ai mediatori, risparmiando in tal modo sulla provvigione.
In un momento di crisi ancora profonda del settore immobiliare, ancora fermo a livelli che sono in pratica la metà di quelli registrati nell'epoca precedente alla crisi dei mutui subprime, a risentire dell'attacco proveniente da più parti è soprattutto il franchising, che ha visto un crollo verticale del 12,5% nell'arco dei dodici mesi tra il 2013 e il 2014. Mentre rimane stabile il numero delle agenzie che operano sul territorio, passate da 42.309 a 42.041, contro le 575 in meno fatte registrare dal franchising. Per quanto concerne il numero degli agenti regolarmente iscritti, sarebbero 70mila, in base ai numeri della Fiaip.
Se però il fenomeno del fai da te da parte di chi deve vendere la propria abitazione è sempre esistito, a preoccupare maggiormente il settore è in questo momento la decisione del settore bancario di allargarsi all'intermediazione immobiliare, una circostanza che potrebbe rivelarsi esiziale in considerazione della possibilità per gli istituti bancari di saldare l'attività di compravendita e quella relativa all'erogazione dei mutui.

(Le banche vogliono gestire anche l'intermediazione immobiliare)
Va ricordato come il primo istituto di credito ad attivarsi nel campo dell'intermediazione immobiliare sia stato la Cassa di Risparmio di Bolzano, tramite la controllata Sparkasse Immobilien. Il vero e proprio allarme rosso da parte degli agenti immobiliari è però scattato quando Unicredit, ha lanciato "Subito Casa", una società di intermediazione immobiliare con sede a Milano. Partita con una fase pilota incentrata su mandati ricevuti da costruttori clienti della banca che hanno cantieri in sette città (Roma, Torino, Milano, Verona, Bologna, Napoli, Palermo), dal gennaio 2015 si allargherà però anche ai privati e al resto del paese. Il risultato di questa operazione sarà l'offerta nelle filiali delle case e dei mutui per il loro acquisto.
Una ipotesi denunciata come una vera e propria alterazione del principio di concorrenza, come affermano senza mezzi termini proprio i vertici di Fiaip. Gli istituti bancari infatti, non solo potranno contare sulla possibilità di saldare intermediazione immobiliare e credito, ma anche sulla moral suasion nei confronti di chi, ad esempio, esposto verso l'istituto bancario potrebbe sentirsi obbligato ad affidargli la propria abitazione da vendere.
Se si somma la possibilità di una entrata in forze del settore bancario alla spina rappresentata ormai dai portali online, ove cresce sempre di più la quota dei privati che decidono di fare da soli, arrivata ormai al 45% del totale, si può comprendere come il settore immobiliare si senta in pratica sotto attacco. Proprio i portali, a loro volta, reagiscono però alle accuse degli agenti immobiliari ricordando come ormai la percezione degli utenti sulla qualità del servizio offerta dai professionisti del settore sia molto bassa, tanto che appena il 7% di chi deve vendere una abitazione oppure affittarla, preferisce farlo tramite le agenzie. Forse sarebbe necessario un esame di coscienza anche da parte degli agenti immobiliari, di fronte a dati che sembrano inequivocabili.
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