Mutui, scendono i tassi, ma quelli concessi sono pochi
Il mercato dei mutui immobiliari in Italia, mostra una tendenza ormai in atto da alcuni mesi, la discesa dei tassi cui, però, non fa riscontro una risalita del numero delle compravendite. Una situazione che sembra paradossale, ma che in realtà nasconde il fatto che se gli interessi calano ancora, le regole troppo rigide imposte dalle banche per la concessione dei finanziamenti contribuiscono a far fuggire a gambe levate i purtroppo pochi che pure avrebbero la possibilità di contrarre un mutuo per l'acquisto della casa.
Basti pensare al riguardo che nel mese di ottobre gli interessi medi si sono attestati al 3,18%, in calo quindi dal 3,27% fatto registrare nel mese precedente. I dati in questione sono tratti dal monitoraggio mensile operata dalla Banca d'Italia sui tassi medi applicati dalle banche, un rapporto che contribuisce a fare luce sulla difficile situazione vissuta nel nostro paese dal mercato delle costruzioni. Ormai la vendita di una abitazione o trovare un inquilino disposto all'affitto può essere considerata una vera e propria impresa, situazione cui contribuisce in maniera rilevante proprio la stretta operata dal settore creditizio, con regole troppo impegnative e criteri troppo restrittivi, che stanno letteralmente strozzando il settore.
(Continua ad essere molto difficile la concessione di mutui in Italia)
Non sono solo gli agenti immobiliari a lamentarsi di una situazione che, ad oggi, sembra senza via di uscita. Chi riesce a trovare un finanziamento da parte delle banche per acquistare un'abitazione, si vede solitamente corrispondere solo il 50-60% del valore immobiliare. Le statistiche cercano di accreditare una risalita dei mutui che coprono percentuali superiori del loan to value, ma in realtà si tratta di una salita rispetto ad un valore estremamente basso, che non rende l'idea della reale situazione. Basterebbe pensare al proposito che le due aste proposte dalla Banca Centrale Europea per cercare di innestare liquidità nel settore bancario in favore di imprese e famiglie, hanno trovato scarsa accoglienza nel sistema bancario tricolore. E quando i soldi sono stati richiesti, sono andati a finire nell'acquisto di Btp da parte delle banche, in una percentuale che supera i due terzi delle cifre richieste. Una situazione che non riguarda solo l'Italia, con tutta evidenza, ma che proprio da noi ha visto una applicazione tale da provocare le preoccupazioni del governatore della Bce, Mario Draghi, tanto da spingerlo a ipotizzare l'adozione di quelle misure di quantitative easing tanto invise in particolare al governatore della Bundesbank, Jens Weidmann.
La situazione del nostro paese è una delle più preoccupanti in assoluto. La stretta creditizia, infatti, rende estremamente complicata una ripartenza del mercato immobiliare, ormai ridotto a livelli che sono praticamente dimezzati rispetto a quelli pre-crisi, con poco più di 400mila compravendite nel 2013, che dovrebbero leggermente aumentare nell'anno in corso, a fronte delle oltre 800mila concluse nel 2007. Dati che preoccupano non poco gli operatori del settore immobiliare, in quanto non si vede una via d'uscita rapida.
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