La Cina abbassa i tassi sui mutui per rilanciare il mercato immobiliare
La Cina cerca di mettere un freno alla discesa ritenuta eccessiva dei prezzi sul mercato immobiliare verificatosi nel corso degli ultimi mesi. La Banca Centrale, infatti, ha deciso di operare un taglio dei tassi di interesse, il primo dal 2012 ad oggi, in modo da stimolare la risalita delle compravendite e ridurre di conseguenza lo stock di immobili invenduti attualmente presenti sul mercato. Nella sorpresa generale, l'istituto centrale ha così limato di quaranta punti base il tasso di riferimento applicato ai crediti superiori ai cinque anni, portandolo al 6,15%.
Una decisione che va peraltro a sconfessare almeno parzialmente le politiche attuate dal governo, che nel corso dell'ultimo quadriennio aveva introdotto una serie di limitazioni e ostacoli tesi a spuntare le unghie alla speculazione, i quali hanno però ottenuto il risultato di far scendere in maniera preoccupante i prezzo degli immobili. Tra gennaio e ottobre dell'anno in corso, la discesa dei volumi di vendita ha toccato un decimo del complesso, mentre i prezzi hanno visto il loro livello calare in tutto il paese nel corso degli ultimi due mesi. Proprio per cercare di restituire fiducia ad eventuali compratori, arriva ora la decisione della Banca del Popolo Cinese, interpretata e apprezzata come tale dagli analisti finanziari.

(La banca centrale cinese ha abbassato i tassi di interesse sui mutui per contrastare il calo dei prezzi immobiliari)
Va anche ricordato che al taglio dei tassi, la banca centrale cinese ha fatto seguire l'introduzione di nuove norme tese a rendere più semplice l'accesso al credito. Tra le decisioni più rilevanti, l'estensione dei vantaggi che erano sinora dedicati esclusivamente agli acquirenti di prima casa, concessi anche a chi cerca un finanziamento al fine di acquistare una seconda abitazione. Anche in questo caso, l'acconto sul valore dell'abitazione è limitato al 30%, a patto che il compratore abbia estinto eventuali debiti contratti in precedenza.
Una decisione che avrebbe già dato luogo agli effetti sperati, almeno stando a quanto riportato da un sondaggio flash realizzato online da SouFun, maggiore portale sul web dedicato al mercato del real estate cinese, in base al quale oltre il 40% degli intervistati si sarebbe detto intenzionato a completare i propri piani di acquisto a seguito del taglio dei tassi sui mutui. Aumenta sino al 60%, invece, la quota di intervistati che prevede un rimbalzo dei prezzi delle abitazioni come conseguenza dell'allentamento del credito, in particolare a Shangai, ove si era verificato un calo dello 0,6% congiunturale in ottobre, equivalente a un -2% a livello tendenziale.
La mossa della Banca del Popolo Cinese, potrebbe ora riflettersi sulle scelte di marketing degli operatori, che nel caso calasse la quota di invenduto potrebbero spingersi a ritirare almeno una parte degli sconti che avevano dovuto adottare per svuotare il magazzino. Anche i costruttori, peraltro, potrebbero giovarsi del calo dei tassi, sotto forma di un risparmio complessivo relativo ai minori interessi annui da pagare che sarebbe superiore ai 4,6 miliardi di yuan (pari a 610 milioni di euro).
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