La Francia regolarizza il crowdfunding. E l'Italia?
Le difficoltà di accesso al credito sono uno dei motivi che rendono molto difficile fare impresa nel nostro paese. La stretta creditizia operata dal settore bancario nei confronti delle aziende tricolori, è ormai oggetto di grandi polemiche, soprattutto da parte delle associazioni di categoria, tanto da essere stata denunciata dalla CGIA di Mestre come possibile favore all'usura. Soprattutto in un momento in cui la crisi si salda ad indici di disoccupazione in salita, la mancanza di credito spinge infatti molti piccoli imprenditori a cercare la necessaria liquidità per non chiudere la propria attività anche per vie traverse, ovvero affidandosi a chi presta denaro a tassi astronomici.
Esistono però alcune alternative che vanno via via affermandosi, come ad esempio il social lending, che ha ormai preso piede anche nel nostro paese e che permette di trovare condizioni anche migliori rispetto a quelle praticate dalle banche, grazie al contatto diretto tra chi presta e chi riceve denaro, senza commissioni per gli intermediari in grado di gonfiare i costi.

(Il crowdfunding è sempre più affermato, non solo nel mondo anglosassone)
Altra alternativa è il crowdfunding, ovvero la forma di finanziamento collettivo che vede incontrarsi sul web progetti reputati attraenti e forieri di sviluppi con potenziali investitori. Nel mondo anglosassone, ad esempio, il crowdfunding è molto usato da aziende che producono giochi elettronici, le quali sottopongono il loro progetto all'attenzione degli appassionati e spesso riescono a trovare i finanziamenti per il successivo sviluppo. Anche nel nostro paese si sono affermate alcune piattaforme per il crowdfunding, che operano soprattutto nel settore del sociale. E' però in Francia che il successo di questa modalità di finanziamento ha infine spinto il governo transalpino a decidere di regolamentare la materia, proprio per togliere ogni ombra ad una pratica che può rivelarsi decisiva per uno sviluppo alternativo di forme creditizie in grado di aiutare le imprese.
Il ministro dell'Economia Arnaud Montebourg, infatti, ha deciso di presentare al consiglio dei ministri un progetto espressamente dedicato al finanziamento partecipativo di imprese e start-up, per mezzo di donazioni, prestiti o investimenti. La legge è entrata in vigore da poco e corrisponde all'esigenza di eliminare ogni dubbio intorno al crowdfunding, proprio in considerazione del successo incontrato da questa forma di finanziamento che attrae soprattutto i progetti non convenzionali, favorendo al massimo la creatività.
Basti pensare al proposito che tra i progetti resi possibili dal crowdfunding rientranoSeaOrbiter, un vascello degli abissi, Tricolore, azienda che produce maglioni con lane riciclate e Wist, geolocalizzatore di oggetti perduti. La decisione dell'esecutivo è stata la logica conseguenza di una dichiarazione rilasciata qualche mese fa dall'allora ministro dell'Economia digitale Fleur Pellerin, secondo il quale
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