Il mutuo per dipendenti pubblici e statali: TUTTE LE INFORMAZIONI per scegliere quello più conveniente

I dipendenti pubblici e statali sono tra le categorie più avvantaggiate nella scelta del mutuo di acquisto prima casa, sopratutto se presentano la granzia di un contratto a tempo indeterminato. Ma quali sono le strategie per scegliere il mutuo più conveniente per questa categoria?

Se si è un dipendente pubblico o statale e si ha l'intenzione di acquistare la prima casa, le soluzioni di mutuo sono numerose, sopratutto se si è in possesso di un contratto di lavoro a tempo indeterminato che costituisce una maggiore garanzia per l'Istituto bancario che eroga il capitale. Naturalmente è importante che la retribuzione mensile sia proporzionale alla somma che si intende richiedere e che si rispettino i requisiti che sono tipici della richiesta di un mutuo, ma rispetto ad altre tipologie di lavoratori, si può affermare che un dipendente pubblico o statale può fruire di una minore tempistica nell'accettazione del finanziamento.

Il mutuo acquisto casa per dipendenti pubblici e statali: I PRIMI PASSI

Nonostante la premessa, è importante conoscere i criteri, le politiche, le condizioni di accettazione del mutuo e i requisiti fondamentali per accedere al credito di acquisto casa senza incorrere in sorprese, che potrebbero portare ad ottenere una rata mensile non sostenibile per sostenere un regime di vita similare a quello precedente il mutuo, o ancora, scegliere un tasso di interesse troppo alto o che segue un andamento del mercato in continua salita. Per questo motivo vediamo insieme che cosa deve sapere e conoscere un dipendente pubblico o statale prima di fare richiesta di un mutuo acquisto casa e valutiamo passo per passo come fare.

1. VALUTARE L'IMPORTO della RATA: la somma massima cedibile

Se si è un dipendente pubblico o statale, la prima cosa da valutare è la propria retribuzione mensile, ovvero quanto è possibile cedere per la rata del mutuo, in seguito ad aver detratto le spese per vivere e per sostenere le spese quotidiane. Se si ha una retribuzione di 1.500 euro al netto e abbiamo mensilmente delle spese che ammontano a 700 euro, ci resta un utile di 800 euro. Su queste 800 euro è possibile fare un conto sulla possibile rata mensile che non deve superare questa cifra. In realtà sarebbe meglio che fosse molto più bassa per evitare di rimanere scoperti nel caso di una spesa improvvisa.

Le rate costituiscono infatti la somma di denaro da versare con scadenza fissa, la liquidità che mensilmente deve essere disponibile nella propria retribuzione per saldare il debito contratto con il mutuo. Proprio per questo motivo è importante valutare bene quale sia la somma massima cedibile nella nostra retribuzione, per fare in modo che l'importo rata mensile sia sostenibile e che si abbia un fondo per non incappare in spese impreviste e non avere il contante necessario per pagarle.

Proprio in base alla somma massima cedibile della propria retribuzione mensile, valutata in rapporto alle spese mensili personali o presenti in famiglia, in fase di stipula del mutuo è anche possibile scegliere la scadenza della rata: rata mensile, rata trimestrale o rata semestrale in base alle proprie esigenze economiche. In questo caso viene in aiuto anche la scelta del piano di ammortamento che determina l'importo della rata: maggiore è la durata del piano di rimborso, minore è l'importo della rata. Per riassumere e comprendere meglio, si osservi anche la tabella sottostante:

RETRIBUZIONE MENSILE DIPENDENTE PUBBLICO O STATALE SPESE MENSILI SOMMA MASSIMA CEDIBILE PER IMPORTO RATA MENSILE MUTUO SOMMA MASSIMA CEDIBILE CONSIGLIATA PER IMPORTO RATA MUTUO
1.500 EURO 700 EURO 800 EURO 500 EURO

2. VALUTARE il PIANO DI RIMBORSO: RATA alta in poco tempo o bassa in breve tempo?

Come visto precedentemente, secondariamente alla valutazione della quota massima cedibile nella propria retribuzione mensile, particolare importanza assume la scelta del piano di ammortamento, che determina l'importo rata, che può essere anche trimestrale e semestrale. Oggigiorno i mutui più richiesti hanno un piano di rimborso della durata di 5-30 anni, ma si fa sempre più strada la tipologia di mutuo con piano di ammortamento della durata di 40 anni, in cui le rate sono maggiormente dilazionate nel tempo.

3. La RATA MUTUO per i dipendenti pubblici e statali: fino a 1/3 dello stipendio

In fase di valutazione della rata del mutuo da scegliere, che come abbiamo visto precedentemente, consiste nella somma massima cedibile in base alle altre spese personali e famigliari, è importante considerare che la rata mensile non deve superare un 1/3 della retribuzione mensile. Ciò significa che nella scelta di un mutuo, la rata trimestrale, prendiamo sempre in esame una retribuzione mensile al netto di 1.500 euro, non deve superare le 1.500 euro, mentre una rata semestrale non deve superare le 3.000 euro.

Per comprendere meglio, si osservi anche la tabella seguente in cui si cerca di mettere in evidenza delle simulazioni di mutuo acquisto casa da 120.000 euro, da parte di dipendenti pubblici e statali, con un tasso di interesse dello 5,30 - tasso medio stimato a novembre del 2013 - utilizzando i criteri sopra elencati, valutando la rata massima cedibile in base alla retribuzione e lasciando un margine di liquidità per le spese impreviste che potrebbero sopraggiungere in itinere - dal momento che la durata del mutuo può avere una durata massima di 30-40 anni:

IMPORTO RATA CON TASSO DI INTERESSE DEL 5,3% = 120.000 ERO
PIANO DI AMMORTAMENTO IMPORTO COMPLESSIVO DEL MUTUO
MENSILE = 967 EURO
15 ANNI

174.200 EURO

TRIMESTRALE = 2.900 EURO
SEMESTRALE = 5.800 EURO
MENSILE = 811 EURO
20 ANNI

196.000 EURO

TRIMESTRALE = 2.440 EURO
SEMESTRALE = 4.900 EURO
MENSILE = 666 EURO
30 ANNI 239.000 EURO
TRIMESTRALE = 2.000 EURO
SEMESTRALE = 4.000 EURO

4. VALUTARE IL CAPITALE che è possibile ottenere: posso pagarlo senza problemi?

La quarta cosa da valutare, se si è un dipendente pubblico o statale, è il capitale massimo da richiedere, in rapporto alla rata scelta e al piano di ammortamento, come visto sopra. E' importante considerare che il mutuo di acquisto prima casa copre fino all'80% del valore dell'immobile, stabilito da una perizia preventiva che ne determina il valore-prezzo esatto. Ciò significa che è necessario avere da parte la liquidità necessaria per coprire il 20% non erogato con il finanziamento mutuo, oltre alla somma necessaria per le spese aggiuntive che consistono nel costo del notaio e nel costo del rogito e delle imposte.

Per comprendere meglio, osserva la tabella seguente in cui si mette in evidenza il capitale massimo erogabile (medio) per un dipendente pubblico o statale con una retribuzione di 1.500 euro mensili, che richiede un mutuo acquisto casa di 120.000 euro, mettendo in evidenza la somma di liquidità necessaria per accedere al mutuo e coprire il valore non erogato e il pagamento delle spese aggiuntive, di rogito, di perizia e di sottoscrizione dell'atto notarile:

PER AVERE IL MUTUO PRIMA CASA = 120.000 EURO
CAPITALE MASSIMO EROGABILE CON IL MUTUO
CAPITALE EROGATO
LIQUIDITA' DEL 20% DEL VALORE DELL'IMMOBILE = 24.000 EURO
FINO ALL'80% DEL VALORE DELL'IMMOBILE 99.700 EURO
COSTI SPESE DI ISTRUTTORIA, AGGIUNTIVE E PERIZIA IMMOBILE = 5.000 EURO CIRCA
SU 120.000 EURO = 100.000 EURO
IMPOSTE ALLO 0,25 = 300 EURO 100.000 - 300 EURO =

5. VALUTARE IL TASSO DI INTERESSE: rischiare o NON rischiare?

La quinta cosa da valutare, anche se non per importanza, è il tasso di interesse, elemento principe nella determinazione dell'importo della rata, come abbiamo anche potuto notare nella tabella al punto 3. Per questo motivo è fondamentale scegliere la tipologia di mutuo con il tasso di interesse che meglio corrisponde alle nostre esigenze di spesa, che ricordiamo, in base a una stima a novembre 2013 appare rivolto verso il 5,3%. In fase di stipula del mutuo acquisto casa, un dipendente pubblico o statale ( al quale questo articolo si rivolge, ma scelta valida anche per le altre categorie di lavoratori) può scegliere tra il:

  • mutuo a tasso fisso;
  • mutuo a tasso variabile.

Il mutuo con tasso di interesse fisso ha il vantaggio di mantenere la rata del mutuo invariata; il mutuo con tasso di interesse variabile varia in base all'andamento di mercato e pertanto è possibile beneficiare del ribasso della rata ma anche del suo rialzo. Nella seconda scelta, il rischio maggiore è quello di ottenere una rata insostenibile nell'importo, trovandosi in difficoltà nel pagamento e incorrendo in maggiorazioni. Una terza possibilità è quella della scelta di un mutuo con tasso di interesse misto che consente di passare da un tasso fisso a un tasso variabile con scadenze fisse.

COSA C'E' DA SAPERE SUL TASSO DI INTERESSE: Il tasso di interesse del mutuo è calcolato in base a parametri dei mercati monetari e finanziari ai quali l'Istituto bancario aggiunge lo spread, ovvero la differenza tra il parametro di riferimento e il tasso di interesse applicato. Il parametro di riferimento per il tasso di interesse fisso è l'Eurirs; il parametro di riferimento per il tasso di interesse variabile è l'Euribor, tasso ufficiale stabilito dalla Banca Centrale Europea.

RATA e TASSO DI INTERESSE: TABELLA sui "PIU' CONVENIENTI"

Per comprendere meglio la differenza tra i differenti tassi di interesse che un dipendente pubblico o statale può scegliere in fase di stipula di un contratto di mutuo acquisto casa, si consiglia di consultare la tabella seguente in cui si mettono in evidenza le caratteristiche di ciascun tasso di interesse, fisso, variabile e misto, con il rispettivo parametro di interesse e la corrispondente rata:

TIPOLOGIA TASSO DI INTERESSE PER MUTUO
PARAMETRI DI RIFERIMENTO PER LA DETERMINAZIONE DELL'IMPORTO RATA
IMPORTO RATE

TASSO FISSO:

  • RATA DI IMPORTO COSTANTE PER TUTTA LA DURATA DEL MUTUO
    .
EURIRS

RATE DI IMPORTO ELEVATO MA COSTANTE:

  • RATA + SPREAD

TASSO VARIABILE:

  • RATA DI IMPORTO VARIABILE IN BASE ALLA POLITICA FINANZIARIA.
  • EURIBOR;
  • TASSO DI INTERESSE STABILITO DALLA BANCA CENTRALE EUROPEA.

RATE DI IMPORTO ELEVATO MA SOLO ALL'INIZIO DEL PIANO DI RIMBORSO:

  • RATA + SPREAD
TASSO MISTO
  • TASSO FISSO;
  • TASSO VARIABILE.
RATA DI IMPORTO VARIABILE

6. Le altre SPESE DA SOSTENERE: acquistare da un privato o da un'impresa?

Una sesta cosa da valutare, è la sensibile differenza di costi, delle spese per le imposte e l'Iva, in base all'acquisto della prima casa da un privato o da un'impresa costruttrice, e in base all'età di costruzione dell'abitazione. Sembrerà un pò strano, ma le spese e i costi sono variabili in base a questi fattori che si cerca di riassumere nello schema sottostante:

VENDITORE IMMOBILE IMPOSTA DI REGISTRO O IVA IMPOSTA IPOTECARIA E CATASTALE
PRIVATO NON SOGGETTO A IVA 3% DEL VALORE DELL'IMMOBILE 168 EURO + 168 EURO
IMPRESA COSTRUTTRICE O DI RISTRUTTURAZIONE IVA DEL 4% PER IMMOBILE ACQUISTATO ENTRO 4 ANNI DAL TERMINE DI COSTRUZIONE
IMPRESA NON COSTRUTTRICE 3% DEL VALORE DELL'IMMOBILE ACQUISTATO DOPO 4 ANNI DAL TERMINE DI COSTRUZIONE
Maria Francesca Massa
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