Decreto Istruzione: crediti trentennali alle Regioni per costruire le scuole
Il tanto discusso Decreto Istuzione è diventato legge, dopo l'approvazione ottenuta dalla Camera dei Senatori nelle ultime ore con 150 voti favorevoli su 226 votanti, 15 sfavorevoli e 61 astensioni. Ma di cosa si tratta? Le modifiche appost dalla legge 140 sono davvero tante e sembrano essere state create ad hoc per far ripartire alla grande il settore della scuola, dell'istruzione e dell'università.
Ma procediamo con calma.
Vista l'esigenza piuttosto impellente di rimodernare gli istituti scolastici del nostro Paese che, il più delle volte, non consentono agli studenti lo svolgimento delle lezioni in aule a norma o che addirittura non hanno a disposizione una palestra dove svolgere un'ora di educazione fisica, ecco che il Governo ha deciso di dare la possibilità alla Regioni di richiedere dei mutui a scadenza trentennale a tasso agevolato per la costruzione di nuovi edifici o per ristrutturazione di quelli già esistenti, ma anche per la realizzazione delle palestre presso scuole o istituti universitari. Le Regioni potranno procedere con la richiesta, decidendo di stipulare il contratto con la Banca Europea per gli Investimenti, la Cassa depositi e prestiti, la Banca di Sviluppo del Consiglio d'Europeo con istituti bancari. Gli oneri relativi all'ammortamento dei finanziamenti attivati saranno interamente a carico dello Stato.
Le altre misure segnalate all'interno del Decreto Istruzione sono relative a somme piuttosto cospique che lo Stato concederà alle scuole che ne faranno richiesta per lo sviluppo di progetti utili all'attività formativa degli studenti. Stiamo parlando, ad esempio, dei 15 milioni di euro che sono disponibili fin da subito per inserire all'interno delle scuole secondarie una connessione internet wireless, lasciando alta priorità agli istituti di secondo grado. In questo modo, gli studenti avranno la possibilità di consultare materiali didattici e contenuti digitali con grande facilità e in tempi molto rapidi. E senza spendere nulla, ovviamente.
A questo si aggiungono poi i 3 milioni che serviranno a finanziare progetti didattici nei musei durante il corso del prossimo anno: la somma messa a disposizione dallo Stato sarà destinata sia ai musei, che a tutti quei siti che abbiano un interesse storico, culturale e archeologico, ma anche alle strutture di carattere culturale o scientifico.
Ma l'intervento del Governo sembra voler mettere il piede fermo sul comparto della cultura, anche quando si tratta dei docenti: nel corso del 2014, infatti, verranno destinati circa 10 milioni di euro per dare la possibilità ai docenti (sia quelli di ruolo che quelli con contratto a tempo determinato) di visitare gratuitamente i musei di natura statale e i siti di interesse archeologico, storico e culturale.
Aggiungendo poi: "Ora occorre portare a termine il lavoro avviato con questo primo importante passo avanti, per arrivare ad una vera riforma del nostro sistema, che porti definitivamente l'Istruzione, l'Università e la Ricerca al centro della risposta alla crisi che il nostro Paese sta attraversando". Un impegno che, ne siamo sicuri, porterà degli ottimi frutti soprattutto nel lungo termine, quando i nostri figli potranno sfruttarne i benefici sia a scuola, sia al momento del loro ingresso nel mondo del lavoro.
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