Tutto sui requisiti di finanziabilità dei mutui

Quando si richiede un mutuo, occorre essere in possesso di una serie di requisiti di carattere legale e finanziario in grado di convincere l'istituto ad erogare il credito, ovvero a credere sulla effettiva capacità del richiedente di onorare il piano di ammortamento predisposto.

Quando si decide di chiedere un finanziamento, mutuo o prestito che sia, si viene sottoposti ad un attento esame da parte dell'istituto finanziario cui ci si rivolge. La cifra richiesta, infatti, non può essere erogata senza una valutazione preventiva e la presentazione di precauzioni sufficienti. In pratica, chi richiede un mutuo deve dimostrare alla banca di essere in grado di poter restituire la somma ottenuta in prestito.

I requisiti legali


Da un punto di vista strettamente legale, i requisiti necessari per poter ottenere un mutuo sono minimi. È infatti sufficiente essere:

  • Cittadini italiani residenti in Italia;
  • Cittadini di Stati facenti parte della Cee;
  • Cittadini stranieri (extra Unione Europea) dotati di residenza in Italia.
Per ottenere un mutuo occorre presentare una serie di requisiti legali e economici

(Per ottenere un mutuo occorre presentare una serie di requisiti legali ed economici)

Per quanto riguarda l'età, occorre essere maggiorenni, mentre quella massima viene determinata di volta in volta dalla banca che eroga il finanziamento.  

Capacità di rimborso


Per capire se sia il caso di accordare un mutuo, le banche sottopongono il richiedente ad un esame estremamente accurato, la cosiddetta istruttoria, tesa a capire se lo stesso è effettivamente in grado di accollarsi l'impegno teso alla restituzione della somma richiesta, più gli interessi. Il consenso alla richiesta arriverà soltanto quando e se l'istituto bancario si convincerà che l'interlocutore ha le spalle abbastanza larghe per poterlo fare. A formare questo convincimento, possono contribuire in particolare due fattori:

  • la personalità del richiedente. In questo caso la banca procede ad una valutazione della buona fede, dell'affidabilità e della correttezza di chi richiede il mutuo;
  • la sua capacità creditizia. In pratica, l'istituto bancario deve anche convincersi che il mutuatario sia effettivamente nelle condizioni di accollarsi una rata che il suo reddito sia poi in grado di sostenere.

In questo quadro, si può facilmente comprendere come l'analisi del reddito del richiedente è un punto chiave dell'istruttoria. Una analisi che deve capire se la capacità reddituale del richiedente, magari forte oggi, sia in grado di resistere anche nel futuro. Proprio per questo motivo la situazione lavorativa diventa uno dei cardini dell'istruttoria, tanto che la recente approvazione del Jobs Act ha subito scatenato una ridda di polemiche sull'accoglimento che le banche potranno fare ai lavoratori che chiederanno un mutuo avendo a copertura un contratto a tutele crescenti e senza più lo scudo rappresentato dall'articolo 18. 

Solitamente, per le banche la rata mensile del mutuo, risultante dal calcolo al tasso d'interesse a regime rilevato alla data della valutazione, non dovrebbe oltrepassare la soglia di un terzo del reddito familiare netto mensile del richiedente, proprio per non rendere eccessivamente difficile il rispetto del piano di ammortamento del mutuo.

La documentazione necessaria


Va specificato che ogni istituto ha le sue procedure. Generalmente, comunque, i documenti che occorre presentare sono:

1) Nel caso di lavoratori dipendenti:

  • la dichiarazione del datore di lavoro relativa all'anzianità di servizio del dipendente;
  • l'originale dell'ultimo cedolino dello stipendio e copia del modello CUD (in alternativa una copia del mod.730 o "Unico").

2) Nel caso di lavoratori autonomi o liberi professionisti

  • una copia del modello "Unico" (ex. Modello 740);
  • un estratto della Camera di Commercio Industria e Artigianato (C.C.I.A.);
  • l'attestato di iscrizione all'albo cui appartiene, ove trattasi di libero professionista.

Sia per gli uni che per gli altri, ad integrazione dei documenti sopra elencati, occorre poi accludere:

  • il certificato di nascita;
  • lo stato civile oppure un estratto dell'atto di matrimonio. L'estratto di matrimonio deve poi contenere tutte le eventuali convenzioni patrimoniali che siano state stipulate fra i coniugi. Nell'ipotesi di persone divorziate o legalmente separate, è invece necessario presentare una copia della sentenza emessa dal tribunale;
  • la copia del compromesso;
  • la planimetria, con l'indicazione della proprietà confinanti sia dell'immobile che delle eventuali pertinenze (cantina, solaio, box);
  • la copia del certificato di abitabilità;
  • la copia dell'ultimo atto di acquisto dell'immobile.
Dott. Dario Marchetti
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