Accollo del mutuo: quanto conviene?
In un caso di compravendita immobiliare, può capitare che chi acquista si trovi di fronte alla possibilità di accollarsi il mutuo, ai tempi acceso e ancora in corso, di chi vende la propria abitazione.
Questa soluzione conviene? Scopriamo in quali casi.
Cosa succede con l'accollo del mutuo?
Quando si interviene nel pagamento durante la vita di un mutuo, significa dare inizio a un nuovo mutuo con importo e durata pari all'importo e alla durata residui del finanziamento in essere.
Ipotizzando, ad esempio, l'accollo, dopo 8 anni, di un mutuo di 20 anni sull'importo di 100.000 euro con tasso fisso al 5% e rata mensile sulle 650 euro, si acquisirebbe un debito del capitale residuo di circa 70.000 euro da rimborsare nei restanti 12 anni.
Inoltre, accendere un nuovo mutuo allo stesso tasso porterebbe alle stesse medesime condizioni, con piani di ammortamento perfettamente sovrapponibili.
E qui incontriamo il vantaggio dell'accollo: l'accollo di un mutuo in essere infatti, non prevede le spese aggiuntive di apertura del finanziamento, anche se può capitare che, in alcuni casi, alcuni istituti di credito richiedano una commissione di subentro per l'accollo fino all'1% del debito residuo.
In caso di accollo, la banca richiederà l'apposito inoltro di una domanda da parte del nuovo acquirente, corredata di documenti anagrafici e reddituale, e la processerà come richiesta di concessione per un nuovo mutuo.
Se l'ente erogante negasse l'accollo, il contratto di mutuo resterebbe intestato al venditore anche in caso di vendita e indipendentemente dal cambio di intestazione dell'immobile.
Ma, tornando al nostro discorso, quanto conviene dunque l'accollo del mutuo? La risposta dipende dalla differenza dei costi.
Quanto conviene l'accollo del mutuo?
L'esempio precedente può aiutarci a capire la convenienza dell'accollo rispetto all'accensione di un nuovo mutuo: prendiamo la differenza di spese tra l'apertura di un nuovo finanziamento e l'accollo del mutuo in essere, ipotizzando un costo di 2.000 Euro e un'alternativa di mutuo al 4%.
Si dovrebbe dunque richiedere un mutuo sulle 72.000 euro con rata mensile sulle 640 euro e un risparmio sulle 10 euro. Bisogna però ricordare che la durata non sarà modificabile, l'importo massimo utilizzabile deve corrispondere a quello del capitale residuo e la tipologia di mutuo potrebbe non coincidere con quella che si preferisce.
Bisogna dunque valutare bene la decisione di accollo di un mutuo, anche perchè cambiare idea potrebbe creare dei problemi all'acquirente poiché chi vende potrebbe pretendere il rimborso di eventuali penali di estinzione anticipata a suo carico.
Conviene sempre visionare bene una copia del contratto di mutuo, effettuando tutti i conteggi necessari a valutarne la convenienza e specificare in forma scritta, a partire dalla proposta di acquisto, che ci si riserverà in un secondo tempo la facoltà di decidere per l'accollo o meno del mutuo.
Decidendo per l'accollo, ci si dovrà accertare che chi vende sia in regola con i pagamenti e dell'importo esatto del debito residuo, che dovrà essere detratto dal saldo del prezzo.
Chi vende dovrà inoltre rimborsare a chi compra la quota di interessi giornalieri maturati sul mutuo nel periodo compreso tra la scadenza dell'ultima rata e il giorno del rogito.
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