Ora il mutuo può dipendere anche da Facebook

Ora la concessione del mutuo può dipendere anche da Facebook, come dimostra il caso di Kreditech, una start up di Amburgo che chiede di poter accedere al profilo personale del richiedente al fine di verificare se nella lista degli amici siano presenti utenti notoriamente insolventi.

Il successo di una richiesta per l'erogazione di un mutuo, può dipendere da molte cose, a partire naturalmente dalla solidità delle garanzie che il richiedente può offrire all'istituto di credito cui si è rivolto. Alla lista delle precondizioni, ora, va però ad aggiungersi non solo il merito creditizio, ma anche la fama di cui ognuno di noi gode su Facebook.

Avete capito bene: se nel prossimo futuro avete intenzione di chiedere un finanziamento per l'acquisto della vostra abitazione o un prestito per acquistare l'auto, fate molta attenzione al web. Ci sono infatti istituti finanziari che al fine di una valutazione approfondita dell'affidabilità dei richiedenti, sono soliti affidarsi al profilo sui principali social network, partendo naturalmente dal più diffuso in assoluto, Facebook.

A partire da Kreditech, una start-up tedesca che ha sede ad Amburgo, che prima di accordare il credito chiede di poter accedere, almeno in via temporanea, all'account del potenziale cliente, sperando con tutta evidenza di poter desumere dalla cerchia degli amici informazioni le quali possano far capire la propensione a restituire la somma ricevuta. Se nella lista dovesse risultare la presenza di qualche insolvente, la risposta negativa diventerebbe molto probabile. Una consuetudine forse non molto trasparente, visto che alcuni iscritti al social network di Menlo Park possono vantare centinaia e centinaia di amici di cui non possono certo valutare il merito creditizio. Eppure si tratta di una pratica che se sul vecchio continente muove i primi passi, negli Stati Uniti può essere addirittura considerata prassi consolidata, tanto da spingere più di un utente a prendere in considerazione una bella scremata dei suoi contatti, al fine di non avere qualche sgradita sorpresa in un paese ove anche per acquisti non molto impegnativi si è soliti ricorrere alla leva creditizia.

La concessione di un finanziamento può dipendere anche da Facebook

(La concessione di un finanziamento può dipendere ora anche da Facebook)

Non solo il merito, ma anche il numero degli amici può essere un parametro negli States. Basti pensare ad esempio che LenUp, una azienda che opera a San Francisco, rilascia finanziamenti solo a seguito di una attenta verifica riguardante il numero dei followers su Twitter e degli amici su Facebook della persona che richiede il credito, mediante un algoritmo. Una prassi giustificata dal fatto che una forte interazione con altri utenti viene considerata come l'indicatore di un'alta probabilità di stabilità economica. In questo caso, quindi, occorre avere non solo molti amici, ma anche che siano reputati affidabili. Se siete tra quelli che reputano indispensabile limitare al massimo la vostra cerchia di seguaci sui social media, LenUp non fa per voi.

C'è poi Neo, che privilegia Linkedin, il social media che viene impiegato principalmente per lo sviluppo di una rete di contatti professionali, tanto da vantare oltre 80 milioni di professionisti iscritti. In questo caso, il criterio usato è quello in base al quale proprio dal curriculum e dalla qualità dei contatti del potenziale cliente su Linkedin, può dipendere la possibilità di trovare un nuovo lavoro in caso di improvviso licenziamento tale da mettere il richiedente in condizione di difficoltà a onorare il debito contratto. 
Già da tempo si sapeva che proprio le informazioni personali, provenienti in particolare dai social network, erano ormai diventate oggetto di fiorente commercio tra le aziende, tanto da essere impiegate per ricerche di mercato e analisi statistiche. Il salto di qualità operato usandole al fine di stabilire l'affidabilità finanziaria, delinea però una situazione del tutto anomala, tanto da essere stata categoricamente bocciata, in quanto ritenuta palesemente ingiusta e discriminatoria, da parte delle associazioni che tutelano i diritti dei consumatori.

Una bocciatura che però non sembra aver particolarmente impressionato il mondo finanziario, il quale non esita a sottolineare come proprio questo tipo di dati acquisterà sempre maggiore importanza nella determinazione dei profili finanziari, per i quali sinora valevano criteri come l'impiego, il capitale e la frequenza dei pagamenti operati con la carta di credito. Una situazione del tutto nuova e che come tale non è ancora stata oggetto di codificazione legislativa, in quanto nè il Fair credit reporting act, nè l'Equal credit opportunity act, ovvero le due piu' importanti leggi americane chiamate a regolare il trattamento dei dati finanziari dei clienti degli istituti di prestito, prendono in considerazione la possibilita' di usare quelli desunti dai social network. Chissà che non lo facciano nel prossimo futuro.

Dott. Dario Marchetti

Altri articoli che potrebbero interessarti

Richiedi subito un PRESTITO personalizzato

Sei un lavoratore Dipendente o un Pensionato?
Realizza facilmente i tuoi desideri.
PRESTITO fino a 60.000€, 100% ONLINE

RICHIEDI
PREVENTIVO