Finanziamenti ai pensionati: tutte le novità del mutuo vitalizio
Il mutuo vitalizio, già noto in Italia da diversi anni, è un finanziamento mirato per chi, avendo superato una certa età, ci riferiamo in particolar modo ai pensionati, offre la possibilità di richiedere importi anche elevati a fronte di un'unica garanzia: la casa.
Come recita la normativa che regola questa tipologia di mutuo, le banche che lo erogano possono finanziare i soggetti che hanno superato i 60 anni di età, richiedendo quale garanzia l'immobile di proprietà, senza però che essi ne perdano il possesso; saranno poi i leggittimi eredi ad estinguere il debito contratto, quando il mutuatario verrà a mancare, scegliendo fra le diverse opzioni.
Cosa prevede il mutuo vitalizio
Il mutuo vitalizio, dunque, prevede che i richiedenti, proprietari di abitazione, possano ottenere un prestito, il cui ammontare dipenderà dall'età e dal valore dell'immobile, per cui, più anziano è il mutuatario maggiore sarà l'importo concesso (a causa del suo elevato rischio di morte), che comunque non potrà superare i 200 mila euro, senza che essi presentino determinati requisiti reddituali.
Tale finanziamento, inoltre, non prevede il pagamento di rate mensili, ma il debito (capitale + interessi) verrà estinto dopo il decesso del mutuatario.
A morte avvenuta, infatti, gli eredi saranno tenuti, entro 1 anno, ad estinguerlo attraverso le modalità previste:
- vendita all'asta dell'immobile da parte della banca
- accensione di un nuovo mutuo per estinguere il debito.
Quali sono le novità introdotte per il mutuo vitalizio
La Camera ha finalmente ripreso la normativa (legge n. 248 del 02.12.2005) che regola il mutuo vitalizio, modificandone alcuni punti e rendendolo sicuramente più conveniente.
Analizziamo meglio le novità apportate a questo prestito, cercando di evidenziarne quei vantaggi che, si spera, possano finalmente farlo decollare anche nel nostro Paese e portare beneifici non soltanto a chi lo eroga, ma soprattutto a chi lo richiede.
La prima modifica riguarda l'età del richiedente, che è stata abbassata da 65 anni a 60 anni, alla quale si aggiunge l'introduzione di alcune agevolazioni fiscali, l'esenzione dall'imposta di bollo, di registrazione ed ipotecaria e catastale, nonchè, dalle tasse sulle concessioni governative.
Per quel concerne, invece, l'estinzione del mutuo vitalizio, sono previsti dei cambiamenti importanti, ecco quali:
- la banca erogante ha diritto al rimborso del finanziamento entro 12 mesi, rivalendosi con la vendita della proprietà ricevuta in garanzia a prezzo di mercato e versando l'eventuale eccedenza del ricavato agli eredi;
- qualora gli eredi decidano di non estinguere il prestito e di lasciare l'immobile nelle mani dell'istituto di credito, non potranno ricevere ulteriori richieste di denaro (spese aggiuntive, nuovi interessi maturati, etc.);
- il mutuatario ha facoltà di rimborsare le spese e gli interessi gravanti sul mutuo, non soltanto al termine dello stesso, ma anche gradualmente, negli anni.
Ridefinita, dunque, questa tipologia di finanziamento dovrebbe risultare sicuramente più appetibile per chi, pur avendo un reddito basso, può dare maggior valore alla sua proprietà e trasformarla nella liquidità necessaria a realizzare un progetto importante per se stesso o per la propria famiglia.
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