Mutuo cointestato: chi paga in caso di separazione?
Indice dei contenuti
- Qualsiasi siano le motivazioni che spingono i coniugi a separarsi e a svincolarsi dal contratto di mutuo, è lecito domandarsi quali siano le soluzioni che si prospettano nel momento in cui ciò accade
- Che cosa si intende quando si parla di prestito cointestato? in che modo esso incide in una pratica di separazione tra i coniugi?
- Chi paga il mutuo cointestato in caso di separazione dei coniugi? che cosa fare nel caso in cui un ex consorte decida di uscire dal contratto di prestito?
- Che cosa accade quando un solo coniuge continua a farsi carico del pagamento del mutuo anche dopo la separazione? che cosa succede quando un partner decide di uscire dal contratto di mutuo?
- Quali sono le incidenze del mutuo sui provvedimenti del tribunale in caso di separazione dei coniugi?
Per tutti giorni della mia vita, finché morte non ci separi, se sono rose fioriranno, sono tutti formulari che rimandano immediatamente all'amore infinito tra una coppia di sposi: tuttavia, la passione potrebbe anche cessare di esistere e quello che prima pareva un giardino fiorito, diventa un vero e proprio labirinto di documenti e pratiche da sbrigare.
Nelle migliori delle ipotesi è possibile mantenere un rapporto amichevole con la persona lasciata, altre volte, invece, il legame si trasforma in una relazione burrascosa e a pagarne le conseguenze sono sempre i figli. Tuttavia, non è questa la sede per redigere un manuale del perfetto amore o dell'idilliaco rapporto tra uomo e donna, qui di seguito, si desidera focalizzare l'attenzione su un aspetto che riguarda il mutuo cointestato e di conseguenza sulle dinamiche da affrontare nel caso di separazione dei coniugi.
Molte sono le situazioni che vedono compartecipi marito e moglie nel pagamento di uno stesso mutuo, aperto, magari, per l'acquisto di una casa; nel momento in cui l'amore tra i due termina, si pone la questione di chi deve continuare a rimborsare le rate del mutuo. Può accadere che uno dei due coniugi declini il suo interesse verso la casa, rinunciando alla sua parte di proprietà, dunque il mutuo ricadrebbe internamente sull'altro coniuge. Può anche capitare che uno dei due coniugi voglia svincolarsi dal mutuo, in quanto necessita di denaro per il pagamento del nuovo canone di locazione per la nuova sistemazione.
Qualsiasi siano le motivazioni che spingono i coniugi a separarsi e a svincolarsi dal contratto di mutuo, è lecito domandarsi quali siano le soluzioni che si prospettano nel momento in cui ciò accade
La prospettiva migliore è quella che vede entrambi i coniugi rimanere cointestatari di un mutuo, dunque contribuire al pagamento delle rate contemporaneamente, mentre la situazione si complica quando uno dei due partner decide di uscire dal contratto di mutuo: in questo caso, è necessario rinegoziare le condizioni del contratto stipulato un tempo, durante il matrimonio.
Qui di seguito si forniranno le risposte dettagliata a numerosi quesiti che gravitano attorno a questa problematica; un focus sulla normativa in materia di separazione consentirà di fare il punto della situazione e comprendere meglio l'iter processuale che coinvolge qualsiasi contratto di mutuo cointestato.
CHE COSA SI INTENDE QUANDO SI PARLA DI PRESTITO COINTESTATO? IN CHE MODO ESSO INCIDE IN UNA PRATICA DI SEPARAZIONE TRA I CONIUGI?
Al momento della sottoscrizione di un mutuo si può decidere di cointestarlo e ciò significa che tutti i soggetti interessati parteciperanno al pagamento delle rate, fino al momento in cui si riuscirà a colmare il debito. Tuttavia, il contratto di mutuo cointestato non presenta tra le clausole il vincolo matrimoniale, nel senso che, nel caso in cui una coppia dovesse decidere di ricorrere al divorzio, il prestito in questione non verrebbe annullato, in quanto autonomo rispetto alle questioni economiche e private, riguardanti la crisi coniugale. Non è la condizione di separato a stabilire le condizioni contrattuali dei coniugi, rispetto all'istituto di credito.
Per comprendere meglio tale discorso, si fa riferimento ad un esempio immediato. Nel caso in cui un genitore decidesse di sottoscrivere un mutuo per l'acquisto di una casa da regalare ad un figlio, poco importa alla banca se con il passare del tempo tale rapporto si incrinasse e il genitore decidesse di non proseguire con il pagamento delle rate: ciò che importa in questo caso è solo la solvibilità di colui il quale si è impegnato alla restituzione del prestito.
Nel caso in cui due coniugi decidessero di separarsi si presenta la medesima situazione; non importa all'istituto creditizio chi si impegna a pagare il mutuo, chi risiede come abitante e proprietario all'interno della casa (nel caso in cui il finanziamento richiesto fosse finalizzato all'acquisto di un bene) o chi ne sia l'effettivo proprietario, le condizioni contrattuali negoziate al momento della sottoscrizione del contratto di mutuo restano invariate.
CHI PAGA IL MUTUO COINTESTATO IN CASO DI SEPARAZIONE DEI CONIUGI? CHE COSA FARE NEL CASO IN CUI UN EX CONSORTE DECIDA DI USCIRE DAL CONTRATTO DI PRESTITO?
Come già detto pocanzi, qualsiasi siano le motivazioni che spingono i coniugi a separarsi, essi non influenzano minimamente il decorso del mutuo cointestato, ovvero: il prestito deve necessariamente essere colmato.
Il mutuo, infatti, è un contratto finanziario che lega i soggetti interessati, ma l'istituto di credito presso il quale si decide di sottoscriverlo non ha nulla a che vedere con l'unione matrimoniale vera e propria; in caso di separazione dei coniugi è possibile che si verifichino i seguenti casi:
- entrambi i coniugi continuano a farsi carico del pagamento del mutuo anche dopo la separazione; tale situazione è la più semplice, in quanto la coppia continua a corrispondere congiuntamente le rate del prestito, proseguendo con la contestazione del contratto che ha sottoscritto durante il periodo del matrimonio;
- uscita di un solo coniuge dal contratto di mutuo e questa pare essere la situazione più complessa, che si verifica quando uno dei due partner decide di tirarsi indietro dal contratto di prestito per le motivazioni più disparate (ad esempio l'acquisto di una nuova casa) e lasciare l'intero pagamento delle rate del mutuo all'altro, il quale diviene intestatario dell'immobile in via esclusiva;
- estinzione anticipata del mutuo, pare essere la soluzione preferibile ma anche meno frequente e la motivazione è da rintracciarsi nella penale da pagare a conclusione del contratto.
CHE COSA ACCADE QUANDO UN SOLO CONIUGE CONTINUA A FARSI CARICO DEL PAGAMENTO DEL MUTUO ANCHE DOPO LA SEPARAZIONE? CHE COSA SUCCEDE QUANDO UN PARTNER DECIDE DI USCIRE DAL CONTRATTO DI MUTUO?
Mentre nel primo caso non sembrano profilarsi particolari problematiche, nel secondo caso, è possibile incorrere in situazioni spiacevoli e complesse. Tra queste, ad esempio, è possibile annoverare il mancato accordo tra le parti coinvolte nel contratto, come anche la mancanza del consenso da parte della banca presso cui è stato sottoscritto il mutuo. L'istituto di credito potrebbe anche rifiutare di sollevare un partner dal pagamento del mutuo, in quanto l'altro coniuge potrebbe essere considerato non in grado di corrispondere la restante somma del contratto, a causa di mancanza di garanzie reali.
Nel caso in cui entrambi i coniugi decidano di lasciare cointestato il mutuo, tutt'e due rimangono obbligati nei confronti dell'istituto di credito erogante; in questo modo, nel momento il cui non avvenisse il pagamento di una delle due parti, la banca può aggredire i beni di entrambi, ricorrendo ad un pignoramento (si parla di obbligazione in solido).
Un'altra situazione spinosa, è data dalle rate che finora il coniuge uscente ha versato per corrispondere il contratto di mutuo. Questo problema si pone dal momento che, al termine del pagamento del debito bancario, l'unico proprietario dell'immobile verrà considerato colui il quale conclude il rimborso del mutuo. Gli ex consorti possono accordarsi privatamente in maniera differente, ma l'istituto di credito dovrà comunque fornire delle uscite ottimali per entrambi i coniugi.
A tal proposito, può essere prevista la mancata restituzione del 50% delle rate versate a fronte della cessione bene, che abbiano un valore corrispondente alla metà di quanto già versato. In pratica, i coniugi, accordatisi con l'istituto di credito, rinegoziando le condizioni contrattuali, potranno prevedere il rimborso al coniuge uscente della metà delle rate già corrisposte. Tale rimborso può essere realizzato in maniera differente, ovvero prevedendo la cessione di un altro bene, come sostituzione del pagamento delle rate da rimborsare. La situazione può anche essere risolta mediante la riduzione dell'assegno di mantenimento, ma rimandiamo l'approfondimento al riguardo all'interno del paragrafo dedicato.
Invece, nel caso in cui nessuno dei due coniugi rinunciasse alla proprietà del bene, affidando il pagamento delle rate del muto ad un solo partner, ciò contribuirà a dare il giusto peso nel momento in cui si dovrà stabilire l'obbligo contributivo in favore dell'altra parte e dei figli.
Inoltre, i coniugi possono anche decidere di vendere l'immobile, così da estinguere il mutuo che grava su di esso; in questo modo, dal ricavato è possibile dividere i proventi in base ad un calcolo proporzionale alle rispettive quote di proprietà; questa soluzione risulta essere la più comoda nel caso in cui no vi fossero figli minori, o in caso contrario, essi potessero abitare in un'altra casa.
In qualsiasi caso, vista la delicatezza della materia, è opportuno farsi consigliare adeguatamente da uno specialista in materia, valutando le varie possibilità e soluzioni, in modo tale da soddisfare entrambe le parti e cercando di conciliare anche ciò che pare non esserlo.
QUALI SONO LE INCIDENZE DEL MUTUO SUI PROVVEDIMENTI DEL TRIBUNALE IN CASO DI SEPARAZIONE DEI CONIUGI?
La normativa (Cass. Civ. Sez. I sentenza del 25.06.2010 n. 15333) prevede la riduzione dell'assegno di mantenimento dovuto dal marito, in caso di divorzio, qualora egli si accollasse il pagamento delle rate del muto gravante sulla casa coniugale sgravando la moglie, assegnataria dell'immobile.
In questo caso il giudice è tenuto a conoscere e a considerare le capacità di reddito di entrambe le parti, non solo riferendosi alle entrate, ma anche agli effettivi esborsi: il mutuo rientra tra quest'ultime.
Nel caso in cui un marito deve occuparsi del mantenimento dell'ex moglie e nel contempo corrispondere al pagamento delle rate del mutuo, è facile intuire come in questo modo si viene a creare un'enorme sproporzione economica tra la capacità di reddito tra le parti, che il giudice che si occupa della sentenza non deve passare sotto gamba.
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