Rimborso del mutuo: davvero si pagano prima gli interessi e ciò equivale a convenienza in caso di accollo del mutuo?

Quando si accende un mutuo il piano di rimborso prevede subito il pagamento degli interessi sul capitale? Questo equivale davvero a una circostanza di convenienza a riguardo di un'eventuale possibilità di accollo del mutuo?

Quando si accende un mutuo e si iniziano a saldare regolarmente i primi pagamenti rateali mensili, certamente si avrà la curiosità ma anche il buon senso di provvedere a controllare la quota di capitale pagata per così verificare l'alleggerimento del debito. 

Se il piano di rimborso  molto lungo, si dovrà aspettare un bel po' a trarre soddisfazione poichè le rate saranno composte quasi completamente dagli interessi.

Soltanto in finale si trarrà soddisfazione da rimborsi riguardanti quasi interamente il capitale. Ma è proprio vero che gli interessi di un mutuo vengono pagati all'inizio? Questa convinzione fa ad esempio pensare alla convenienza in caso di accollo: ma è proprio così? Scopriamolo insieme.

Interessi o capitale: cosa si paga prima?

Nella rata del mutuo sono compresi tutti gli interessi maturati dall'ultimo pagamento in poi e la quota capitale.

Essendo gli interessi proporzionali al debito, nella prima fase di ammortamento si avrà una spesa maggiore.

Convenienza o meno in caso di accollo: un esempio pratico

Prendiamo ad esempio un mutuo

  • dell'importo di 100.000 euro
  • con tasso fisso al 5%
  • con durata decennale
  • con rimborso semestrale

in cui la maggior parte degli interessi verrà pagata nella fase iniziale.

Si potrebbe ipotizzare che, alla fine del settimo anno di pagamento, potrebbe essere notevolmente vantaggioso un'eventuale accollo del mutuo dato il precedente saldo di un'alta quota di interessi.

Valutiamo però il piano di ammortamento di un ipotetico nuovo mutuo con importo e durata uguali a quelli residui del finanziamento in essere: ipotizzando che alla fine del settimo anno di mutuo il debito residuo 
risulti attorno a 35.000 euro, programmando un nuovo piano di ammortamento per la durata di 3 anni (10-7), si giungerà al medesimo risultato che si otterrebbe a confronto con i piani rateali relativi agli ultimi tre anni del vecchio mutuo, con rata e altre componenti perfettamente coincidenti.

Si avrebbero minori interessi soltanto a causa del debito inferiore ma la quota sarebbe la medesima a paragone con un qualsiasi altro mutuo in corso a parità di tasso, durata restante e capitale residuo. 

Considerazioni in merito al discorso e alla possibilità dell'accollo possono certo essere ponderate sulla base della differenza di spesa ma, se guardiamo il tutto da un punto di vista finanziario, tra un vecchio mutuo in corso o un nuovo finanziamento non si avrà alcuna differenza ne si trarranno vantaggi particolari.

Dott.ssa Elisabetta Berra
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