Il tasso d'ingresso in un mutuo a tasso variabile: cos'è, a cosa prestare attenzione

Che cosa rappresenta il tasso d'ingresso riferito ad un discorso iniziale inerente un mutuo a tasso variabile? Vediamo la definizione e a che cosa bisogna prestare attenzione.

Tenere d'occhio i cosiddetti tassi rappresenta sempre una prassi fondamentale quando ci si approccia ad un discorso inerente la possibile richiesta di un mutuo

Diversi istituti di credito, si preoccupano di proporre a chi sia intenzionanto a chiedere un mutuo soluzioni ad interessi molto bassi, detti  tassi d'ingresso, applicate ad un breve periodo iniziale, con lo scopo di attrarre un maggior numero di clienti.

Si tratta di stratagemmi che certamente possono essere di grande attrattiva ma a cui bisogna fare molta attenzione. Vediamo insieme innanzitutto che cos'è il tasso d'ingresso e a cosa sia necessario prestare cura all'atto della richiesta di un finanziamento per l'acquisto di un immobile.

Tasso d'ingresso: cos'è

Il tasso d'ingresso rappresenta un'agevolazione di tipologia promozionale applicata ad un breve periodo iniziale, generalmente compreso tra 3 e 6 mesi oppure fino a 5 anni, inerente il pagamento delle prime rate di un mutuo, che saranno inferiori nella prima parte del piano di ammortamento.

Rappresenta dunque il tasso iniziale applicato ai mutui a tasso variabile nei primi tempi di vita del mutuo stesso, con valore nettamente inferiore rispetto a quello che sarà adottato successivamente alla conclusione del periodo promozionale, alla fine del quale sarà applicato un normale tasso a regime maggiormente elevato.

Si tratta di una condizione agevolata al fine di avvantaggiare il cliente il quale abbia bisogno di contenere le uscite finanziarie iniziali.

Tasso d'ingresso: a cosa prestare attenzione

Quando si vagliano le diverse offerte relative ad un mutuo, bisogna fare molta attenzione a non confondere il tasso d'ingresso con il tasso effettivo del finanziamento.

In presenza di un tasso di interesse particolarmente favorevole, si dovrà avere la piena certezza che questo corrisponda effettivamente al tasso reale associato al mutuo prescelto e non a un momentaneo tasso d'ingresso.

E' il tasso effettivo infatti quello che determinerà la rata reale del mutuo e che il cliente si ritroverà a dover pagare per l'intera durata del finanziamento.

Quando un istituto di credito reclamizza finanziamenti a tassi estremamente vantaggiosi, si tratterà sempre di tassi iniziali quindi di tassi d'ingresso, che non saranno mai quelli effettivi per tutta la durata del mutuo.

Tasso d'ingresso: cosa fare per non sbagliare

Nei mutui a tasso variabile, il tasso reale a regime sarà sempre corrispondente alla formula

  • Euribor + Spread annuo

dove l'Euribor è la componente variabile del tasso mentre lo Spread quella fissa per l'intera durata del mutuo. 

La chiave per non sbagliare consiste proprio nel confronto tra le varie proposte dello Spread, che permetterà di capire il tasso reale del mutuo.

Ad esempio, per conoscere il tasso a regime di un mutuo con tasso d'ingresso all'1% e Euribor + 2%, sarà necessario prima di tutto capire il valore di Euribor, che mettiamo ad esempio al 3%, quindi addizionarlo al valore 2% dello Spread.

Da ciò risulterà il reale tasso a regime del 5%, che non ha tenuto minimamente conto dell'1% iniziale.

Un'altro valore che può essere utile da considerare è inoltre il TAEG, ovvero il Tasso Annuo Effettivo Globale del mutuo, dato che tiene conto di tutte le spese inerenti il finanziamento, compresa la presenza del tasso di ingresso.

Per non incorrere in errori di valutazione, sarà inoltre utile richiedere alla banca la scheda informativa sintetica contenente tutte le informazioni dettagliate a riguardo dell'offerta di mutuo prescelto.

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Dott.ssa Elisabetta Berra