Gli interessi passivi in un mutuo

Gli interessi passivi di un mutuo, ovvero il costo del denaro che viene erogato dalla banca o dall'istituto finanziario, rappresentano un aspetto molto importante, in quanto a norma di legge possono essere detratti a patto di rispettare alcune condizioni assolutamente precise.

Quando si decide di stipulare un mutuo occorre ricordare che vanno attentamente considerati anche i cosiddetti interessi passivi, i quali non rappresentano altro che il costo del denaro che ci viene prestato dalla banca o dall'istituto finanziario. Questi interessi vanno a concretizzarsi in una quota extra che i clienti debbono versare in aggiunta alla somma di denaro che è stata erogata. Si tratta di un aspetto importante del mutuo, anche perché gli interessi passivi possono essere detratti dalla propria dichiarazione dei redditi.

In particolare, attualmente si può detrarre una quota corrispondente al 19% di interessi passivi, oltre che degli oneri accessori e delle quote di rivalutazione collegate all'indicizzazione per i mutui di acquisto della prima casa. Le detrazioni sono applicabili sino ad un importo massimo di 4000 euro. Occorre però fare una distinzione ben precisa, nel caso si tratti di imprese o privati.

Deducibilità e detraibilità per imprese e privati


Ove a richiedere l'accensione di un mutuo siano aziende o soggetti privati esistono due differenti possibilità di ammortizzare gli interessi passivi del mutuo. Per le prime è
infatti possibile dedurre gli interessi in questione dai ricavi che vengono calcolati ai fini della definizione del reddito di impresa, mentre per i privati cittadini è prevista la detraibilità dall'IRPEF, ma soltanto ove si verifichino determinate condizioni.

La deducibilità per le imprese


La deducibilità degli interessi passivi di un mutuo, è stata introdotta a partire dal 2008 e in base a quanto affermato nel testo dell'articolo 61, comma 1, del Tuir, essi sono deducibili, ma soltanto se inerenti all'esercizio di impresa, per imprese individuali o società di persone. In questa categoria possono rientrare proprio gli interessi passivi derivanti dal pagamento di mutui ipotecari che siano relativi all'acquisto o alla costruzione di immobili.

Gli interessi passivi sono un aspetto molto importante del mutuo

(Gli interessi passivi sono un aspetto molto importante del mutuo)

Anche in questo caso, però, il legislatore ha introdotto dei paletti ben precisi, delle condizioni senza le quali la deducibilità non sussiste: gli immobili non devono infatti rientrare nella categoria dei cosiddetti beni merce e debbono essere a destinazione abitativa o commerciale. Allo stesso tempo, non devono essere impiegati direttamente dall'impresa.

La deducibilità per i privati


La legge prevede inoltre la detraibilità a favore dei privati per quanto concerne gli interessi passivi del mutuo. E' estremamente importante ricordare, però, che diventa possibile beneficiare della detrazione del 19%, la quale può essere calcolata in sede di dichiarazione dei redditi e sulla quota IRPEF, soltanto ove il mutuo sia stato acceso al fine di acquistare, costruire o ristrutturare un'abitazione destinata o da destinare a prima casa.
Proprio per questo motivo, diventa molto importante presentare tutta la documentazione, compresa quella che è stata elaborata dall'istituto erogante, in cui si attesta chiaramente che l'immobile acquistato deve fungere da prima abitazione per l'acquirente.

Chi rientra nelle detrazioni e chi no


Gli interessi passivi
, che vengono pagati sul mutuo per l'acquisto dell'abitazione principale o della prima casa, possono essere portati in detrazione del 19% Irpef nel 730 o nella dichiarazione dei redditi modello Unico. 

Gli interessi passivi possono essere detratti da persone fisiche e imprese

(Gli interessi passivi possono essere detratti da persone fisiche e imprese)

Non tutti i contratti di mutuo, però, danno automaticamente diritto alla detrazione degli interessi passivi pagati. Non rientrano in questa categoria, ad esempio, quelli che sono stati stipulati nel 1991 o nel 1992 per motivi diversi dall'acquisto della propria abitazione oppure per la ristrutturazione della propria abitazione, così come non rientrano i mutui stipulati a partire dal 1993 per l'acquisto di una residenza secondaria, i mutui stipulati nel 1997 al fine di ristrutturare gli immobili e i mutui ipotecari che sono stati stipulati a partire dal 1998 per la costruzione e la ristrutturazione edilizia dell'abitazione principale.

Come e dove detrarli


Gli interessi passivi derivanti da mutui contratti per l'acquisto dell'abitazione principale più tutte gli altri oneri ad essa collegati, debbono essere indicati nel rigo E7 del 730. Nella compilazione del modello 730 (o modello unico) o del modello 730 precompilato, si può indicare la detrazione per gli oneri sostenuti a titolo di interessi passivi sul mutuo stipulato per l'acquisto dell'abitazione principale da molti erroneamente indicata come prima casa: gli interessi passivi su un mutuo contratto per l'acquisto dell'abitazione principale danno infatti diritto ad una detrazione del 19% sul costo sostenuto e vanno indicati nel quadro RE della dichiarazione dei redditi e nei righi da E7 a E11, per il pagamento delle imposte. Nel modello Unico deve essere invece preso in considerazione il quadro RP, anche se la cella è la stessa. Tutto ciò in attesa di eventuali e sempre possibili modifiche negli anni a seguire.

 
Dott. Dario Marchetti
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