Come usare il TFR per l'acquisto della prima casa

Mentre si intensifica la polemica sull'anticipazione della liquidazione in busta paga, decisa dalla Legge di Stabilità 2015, va ricordato che chi vuole acquistare la prima casa e lavori da almeno otto anni con lo stesso datore di lavoro può richiedere l'anticipazione del Tfr.

Trovare ascolto presso il sistema bancario, in un momento in cui lo stesso ha ristretto in maniera sensibile i criteri per la concessione dei finanziamenti, è una vera e propria impresa. Se da un lato le statistiche accreditano l'ipotesi di una crescita della domanda, dall'altro va messo in rilievo come i dati sulla concessione dei finanziamenti siano letteralmente drogati dalle surroghe, ovvero dalla rottamazione dei vecchi mutui con la loro sostituzione in favore di prodotti più favorevoli per la clientela, una opzione sempre più sfruttata in un momento in cui i tassi di interesse sono molto bassi.
Se il valore di mercato degli immobili ha visto una contrazione negli ultimi anni, peraltro meno vistosa di quanto ci si sarebbe aspettato in considerazione del sensibile calo della domanda, i mutui proposti dagli istituti bancari difficilmente vanno poi a coprire il 100% del costo dell'operazione di acquisto. Per chi ha in animo di affrontare un investimento in tal senso, una buona opportunità è quella prospettata dalla possibilità di richiedere l'anticipazione del Trattamento di Fine Rapporto (TFR), ovvero la liquidazione. Il salario differito proprio in questi giorni è al centro del dibattito economico e politico, innescato dalla Legge di Stabilità 2015, la quale prevede la possibilità da parte del lavoratore di richiederlo anticipatamente sulla propria busta paga. Una polemica derivante dal fatto che chi aderisce a questa ipotesi, viene sottoposto ad un innalzamento della tassazione che va in pratica ad azzerarne il vantaggio, limitando il beneficio all'anticipazione di una somma che è comunque abbastanza contenuta. Proprio queste considerazioni hanno spinto pochi lavoratori ad aderire ad una proposta che negli intenti del governo Renzi avrebbe dovuto dare una spinta all'economia reale, incentivando i consumi. Secondo i dati rilasciati da Confcommercio soltanto il 6% dei lavoratori ad oggi avrebbe aderito mentre appena il 17% sembrerebbe intenzionato a sfruttare questa possibilità, troppo poco evidentemente per ottenere gli obiettivi prefissati dall'esecutivo. 

Il Tfr può essere richiesto anticipatamente per l'acquisto della prima casa

(Il Tfr può essere richiesto anticipatamente per l'acquisto della prima casa)

Proprio il TFR, però, potrebbe invece costituire la base in grado di portare all'acquisto di una abitazione. Il grimaldello legislativo che rende possibile tale operazione è l'articolo 2120 del Codice Civile, il quale consente ai lavoratori in costanza di rapporto, intendendosi per tale almeno otto  anni di anzianità lavorativa presso lo stesso datore di lavoro, di richiedere l'anticipazione del salario differito per l'acquisto di una prima casa, per sé o per i figli. Da questa opportunità è però escluso il coniuge e ove l'immobile sia cointestato, è quindi necessario che il richiedente sia, almeno in parte, intestatario dell'immobile. La norma in oggetto prevede inoltre che la quota di liquidazione non ecceda del 70% il Tfr maturato al momento della richiesta di un finanziamento.
Ad una richiesta di questo genere, il datore di lavoro non può rifiutare la sua adesione, fatto salvo il limite annuo del 10% dei lavoratori che ne hanno diritto e, in ogni caso, per un massimo del 4% sul numero totale dei dipendenti. In base alla legge inoltre, il datore di lavoro è obbligato a mettere a disposizione dei richiedenti tutta la documentazione che si renda necessaria al fine di verificare la natura della richiesta.
Va però ricordato che si tratta di una opportunità riservata ai lavoratori delle aziende che abbiano più di venticinque dipendenti, in quanto nelle piccole realtà imprenditoriali, il limite del 4% non è applicabile poiché comunque inferiore alla forza di lavoro. Una limitazione che fa capire ancora una volta come il mondo del lavoro italiano continui a girare a velocità differenti, con sensibili vantaggi per chi lavori in grandi realtà. Va comunque rimarcata la convenienza di un investimento di questo tipo rispetto ad una ipotesi, quella di anticipare il salario differito in busta paga, che sembra il classico escamotage teso a raschiare il fondo del barile e che potrebbe alla fine rivelarsi più un danno che un reale beneficio per il lavoratore.

Dott. Dario Marchetti
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