Banca di Vicenza sotto accusa per le spese indebite sui mutui
Il nostro è un Paese ove il rispetto verso i consumatori continua ad essere molto labile. Lo conferma ancora una volta quanto successo all'inizio del mese, quando la Banca Popolare di Vicenza ha deciso di addebitare a tutti i suoi clienti che hanno contratto un mutuo delle "spese per ricupero forfetario per accertamento periodico del valore dell'immobile in garanzia".
Se la cifra pretesa non desta scandalo, a sollevare grossi interrogativi su tutta l'operazione è però il principio che ha spinto i vertici dell'istituto bancario veneto a prendere una decisione così improvvida. Sembra infatti incredibile che una banca possa spingersi ad addebitare spese alla propria clientela che non siano quella fissate dal punto di vista contrattuale all'atto della firma. Le spese di perizia, le quali tra l'altro costano più di 45 euro, sono assolutamente logiche e giustificate al momento dell'esame preliminare dell'operazione, in quanto la banca deve sincerarsi sul valore dell'immobile, in modo da avere chiara la situazione in merito ad un'eventuale recupero forzoso del credito. Il problema è che dopo qualche anno diventa del tutto inutile provvedere ad una perizia, in quanto il cliente ha già iniziato a rimborsare le rate previste e quindi il debito è già stato ridotto.

Che l'operazione in questione non abbia giustificazioni da un punto di vista economico, lo dimostra peraltro il fatto che i 45 euro in questione sono stati addebitati anche ai titolari dei mutui precedentemente cartolarizzati, ovvero ceduti ad altri istituti bancari, per i quali quindi il rischio di non poter rientrare è già stato sventato e scaricato ad altri. Naturalmente la procedura adottata dalla Banca Popolare di Vicenza ha scatenato grandi recriminazioni da parte degli interessati, con una pubblicità estremamente negativa per l'istituto, i cui vertici sembrano proprio non essersi resi conto dell'infortunio cui stavano andando incontro. Si è quindi assistito ad un balletto che assomiglia tanto alla classica toppa peggiore del buco, con la decisione di tornare indietro, ma solo per quanto riguarda i titolari del mutui cartolarizzati, cui è stato stornato l'addebito, giustificando il tutto con il più classico dei disguidi. Mentre per gli altri, il disguido sembra non esistere, vista la conferma dell'addebito. Insomma, l'ennesima conferma, ove mai ce ne fosse bisogno, che l'Italia non è un paradiso per i consumatori, realtà peraltro già ampiamente denunciata dalle associazioni che cercano di tutelarne i diritti.
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