Anche Moody's sotto accusa per i mutui subprime

Mentre Standard & Poor's patteggia una multa da un miliardo e mezzo di dollari con il governo degli Stati Uniti per i rating troppo generosi concessi durante la crisi dei mutui subprime, anche Moody's si trova alle prese con una inchiesta che muove dalle stesse ipotesi di reato.

Non c'è solo Standard & Poor's nel mirino del dipartimento americano della Giustizia per la questione legata ai troppo generosi rating concessi, ovvero manipolati, in favore a titoli garantiti da mutui tossici che hanno poi portato all'esplosione della bolla supprime nel 2008. Ora, infatti, anche Moody's sarà chiamata a rispondere del proprio comportamento, almeno stando a quanto riportato dal Wall Street Journal, secondo il quale l'inchiesta sarebbe ancora ai primi passi e non sarebbe ancora chiaro se sfocerà infine in una vera e propria causa legale. Va anche messo in rilievo come il procedimento non sarebbe una novità, in quanto i suoi primi passi sarebbero stati mossi sin dal 2010, per poi cedere il passo a quella su S & P, considerata assolutamente prioritaria. 
L'ipotesi su cui è stata incardinata l'indagine, è la stessa che ha caratterizzato l'accusa contro Standard and Poor's. A proposito della quale, va ricordato che proprio in queste ore è stato raggiunto un accordo per il pagamento di una multa da un miliardo e mezzo di dollari al governo federale e a quelli di una decina di stati americani. Cifra corrisposta per le irregolarità commesse in relazione al rating di società che emettevano titoli tossici, concessi con grande generosità, ripagata dalla concessione di business da parte delle stesse aziende. Proprio la concessione di rating di tripla A a società di questo genere, avrebbe poi indotto investitori che evidentemente si fidavano dei giudizi emessi, ad investire in titoli legati ai mutui subprime, perdendo cifre ingenti.

Anche Moody's si trova sotto inchiesta per i mutui subprime

(Anche Moody's si trova sotto inchiesta per i mutui subprime)

Proprio il ruolo giocato da Standard & Poor's e Moody's in questo frangente, ha spinto ormai da tempo molti analisti a chiedere un ripensamento sul sistema di monitoraggio messo in piedi dalle cosiddette "tre sorelle" (la terza è Fitch) e sugli evidenti conflitti di interesse che ne muovono spesso le valutazioni. Proprio il fatto di gestire attività affidate da aziende che sono state sottoposte ad una valutazione, come è appunto avvenuto per Standard & Poor's in occasione della crisi dei mutui subprime, va ad inficiare la validità dei giudizi emessi.
Una vera e propria anomalia che ha spinto molti analisti a chiedere il varo di una agenzia di rating europea sganciata dalle logiche che hanno screditato l'attuale sistema. Va infatti ricordato che le attività espletate dalle agenzie di certificazione dei bilanci sono considerate sempre più necessarie dagli investitori per poter valutare al meglio la solidità e la possibilità di default da parte di chi emette titoli. Alle critiche avanzate dopo il crac di Lehman Brothers, le tre sorelle hanno risposto affermando che esse non sarebbero nate per prevedere il futuro e che la dinamica delle situazioni che sono di volta in volta chiamate ad analizzare spesso si presenta talmente piena di opzioni e incognite da non poter permettere di fornire un'indicazione certa. Il problema è che le indicazioni fornite, come dimostra proprio il caso che ha portato alla condanna di Standard & Poor's sono viziate in partenza da logiche estranee al mercato.

Dott. Dario Marchetti
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