Finanziamenti Patronati verso il taglio, servizi gratuiti addio?

Secondo la Federconsumatori il taglio dei finanziamenti ai Patronati rappresenta in tutto e per tutto un attacco frontale a quelli che sono i diritti dei cittadini, perché in tal modo non si fa altro che ostacolare l'accesso ai cittadini alle forme di assistenza ed alle prestazioni.

Con la Legge di stabilità del 2015 sono a rischio i servizi che forniscono ai cittadini i Patronati a partire da quelli legati alle domande per chiedere la pensione. Questo perché con la 'Finanziaria' approvata dal Governo presieduto dal Premier Matteo Renzi, salvo modifiche dell'ultima ora, è stato disposto un taglio di risorse ai Patronati pari a ben 150 milioni di euro. E' un duro colpo per i Patronati ma soprattutto per i cittadini visto che proprio questi svolgono un'attività di cui da tempo non si occupa più l'Istituto Nazionale per la Previdenza Sociale (Inps). Oltre a tutta l'assistenza necessaria per le domande di pensione, infatti, i Patronati gratuitamente erogano anche i seguenti servizi:

Pratiche sui permessi di soggiorno. Domande di maternità. Pratiche relative agli infortuni sul lavoro. Domande di disoccupazione.

Secondo la Federconsumatori il taglio dei finanziamenti ai Patronati rappresenta in tutto e per tutto un attacco frontale a quelli che sono i diritti dei cittadini. Questo perché in tal modo non si fa altro che ostacolare l'accesso ai cittadini alle forme di assistenza ed alle prestazioni pensionistiche con la seguente assunzione di maggiori costi. Con i Patronati a corto di risorse, infatti, i cittadini saranno inevitabilmente costretti a pagare e, di conseguenza, ad arricchire le casse dei commercialisti, degli avvocati e dei consulenti del lavoro. Questo è quanto prevede purtroppo l'Associazione dei Consumatori che, insieme all'Adusbef, appoggia '#xidiritti', la petizione che è stata lanciata proprio per protestare contro i tagli ai finanziamenti e nello stesso tempo a difesa dell'attività svolta dai Patronati

Fino a quanto la Legge di Stabilità del 2015 non sarà approvata definitivamente dal Parlamento italiano, il taglio dei finanziamenti ai Patronati non può comunque dirsi certo. Questo anche perché il Governo Renzi in zona Cesarini potrebbe ridurre l'entità dei tagli anche in scia alle accese proteste da parte dei Sindacati.

'La gratuità e l'universalità della tutela dei diritti dei cittadini sono ancora un valore da garantire?'. E' questa la domanda che è stata posta da Antonino Sorgi, il presidente dell'Inas - Istituto Nazionale Assistenza Sociale, il Patronato della Cisl, nell'apprezzare comunque i segnali di apertura giunti dal Governo in questi ultimi giorni sulla revisione dei tagli ai finanziamenti imposti con la Legge di Stabilità 2015

Il taglio ai finanziamenti ai Patronati rappresenta nel complesso una scelta sbagliata in quanto in questo modo occorrerebbe mantenere invariata nei confronti dei cittadini l'offerta di servizi gratuiti a fronte di richieste che però negli ultimi anni sono cresciute in Italia in maniera esponenziale. Di conseguenza sono cresciuti anche gli oneri a carico dei Patronati a fronte di una tendenza che, secondo il presidente dell'Inas Antonino Sorgi, non è destinata comunque a cambiare nel nostro Paese nei prossimi anni. 

Ancor più dura, contro il taglio ai finanziamenti ai Patronati, è la posizione della Cgil che in merito ha lanciato 'Hanno toccato il fondo', uno slogan associato ad una campagna contro quello che, da parte del Sindacato, è stato bollato come un 'attacco allo stato sociale della tutela gratuita nei confronti dei diritti dei cittadini'. D'altronde solo nell'ultimo anno le richieste di assistenza evase dai Patronati sono cresciute del 13% e quindi il taglio alle risorse va in primis a penalizzare lavoratrici e lavoratori, ma anche i pensionati ed i disoccupati.

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Filadelfo Scamporrino
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