Uscita dall'Euro. Cosa potrebbe accadere ai mutui?

Uscire dall'Euro; cosa accade ai mutui già in essere? Come si comporterebbero le banche italiane?

L'uscita dall'Euro e i potenziali pericoli per i mutui già accesi.

Ormai è un tormentone con quasi due anni di vita. Usciamo dalla Euro, si o no? Sbandierata  da molte parti politiche in campagna elettorale, l'uscita dal sistema di moneta unica è apparsa in certi momenti come un concreta possibilità. Un po' demagogicamente si è lasciato credere che l'uscita dall'Euro avrebbe automaticamente portato al ripristino di tutte le condizioni economiche preesistenti e sempre demagogicamente si è fatto credere alla pubblica opinione che si annidavano nell'euro tutti i germi della crisi. Da una breve analisi è facile intuire che purtroppo a questa crisi non si può far fronte con nessuna soluzione da bacchetta magica quale potrebbe sembrare il ritorno alla vecchia moneta. Ad incentivare questa erronea convinzione c'è nella memoria di tutti l'oggettivo fatto di aver visto nel passaggio lira – euro un vero e proprio raddoppio dei costi. Va detto tuttavia che in realtà, pur essendoci stata una parte di commercianti che hanno approfittato del cambio, la perdita del potere di acquisto fu realmente causata da un mero fenomeno inflazionistico.

Ma cosa accadrebbe oggi se da domani tornasse la lira?

Il primo dubbio sarebbe sul valore della conversione; probabilmente avrebbe senso riconvertire usando il cambio con cui venne fatto il passaggio inverso cioè 1 EURO = 1936,27 LIRE. Tuttavia i valori in lire per quanto solleticherebbe bei ricordi nella nostra memoria non sarebbe in grado di generare un potere di acquisto pari a quello che avevano pre-euro. Tornando alla vecchia moneta molto probabilmente i mercati internazionali leggerebbero un fallimento del sistema Europa portando inevitabilmente ad una svalutazione repentina della nuova-vecchia moneta. La lira per i primi mesi della sua nuova vita varrebbe molto poco in termini di cambio e questo porterebbe a rendere insostenibili tutti quei prezzi dati da importazione, primi fra tutti i carburanti. Purtroppo rischieremmo la paralisi dei consumi con conseguente rischio di rivolte civili.

Ovviamente non è detto che questo scenario sia l'unico possibile e non è nemmeno detto che si protrarrebbe per molto tempo. Potrebbe anche succedere che i mercati internazionali credano nel progetto Italia e investano nei nostri titoli di stato riportando la nostra moneta a quote di cambio più verosimili.

Per quanto riguarda i mutui il rischio sarebbe fondamentalmente di natura tecnica. Infatti ipotizziamo un istante zero in cui tutto viene convertito da Euro a Lira. L'ipotesi più sensata sarebbe quella di convertire tutto con lo stesso cambio. In questo modo al di la dei fenomeni inflazionistici, non ci sarebbero fondamentalmente nè vantaggi nè svantaggi per nessuno. Chi a un mutuo in Euro se lo ritroverebbe ricalcolato in Lire e  con lo stesso tasso di cambio verrebbe ricalcolato il proprio reddito. In questo modo il famigerato rapporto rata/stipendio rimarrebbe invariato. A quel punto potrebbe accadere che la parte di reddito rimasta libera dal mutuo potrebbe in termini di potere d'acquisto essere improvvisamente insufficiente a causa della svalutazione di cui parlavamo al capoverso precedente.

Su una nota testata giornalistica, circa un anno fa un giornalista propose quello che secondo lui sarebbe uno scenario possibile generando il panico tra tutti coloro che avevano acceso un mutuo con una banca la cui casa madre non era italiana. Il giornalista infatti ipotizzava che la banca aveva deliberato il mutuo in Euro e qualora l'Italia fosse uscita dall'euro avrebbe preteso il pagamento delle rate sempre in Euro. Ma se solo l'Italia insieme a qualche altro paese uscissero dall'euro, la lira italiana avrebbe almeno inizialmente un valore molto basso rispetto all'Euro, si parla di circa un terzo; cioè 2000 lire anziché valere circa 1 Euro, varrebbero 30 centesimi pertanto le rate dei mutui richiederebbero al cliente uno sforzo triplo.

Va fatta chiarezza su questa possibilità. Innanzitutto gli scenari possibili sono 2:

1)      L'Italia e qualche altro paese escono dalla moneta unica ma la moneta unica resta in piedi. Questo per noi sarebbe un semidisastro in quanto ci troveremmo a competere nel mercato con una moneta svalutata. Correremmo inoltre il rischio di dover pagare i nostri debiti in Euro continuando a percepire reddito in una valuta, la lira fortemente svalutata. In questo scenario sarebbe fondamentale il ruolo della Banca d'Italia la quale dovrebbe attuare delle clausole di salvaguardia finalizzate a mantenere fisso il cambio euro-lira per i debiti preesistenti all'uscita dalla moneta unica

2)      L'Euro come moneta unica cessa di esistere. In questo caso la situazione anche se complessa sarebbe paradossalmente più semplice. La Banca Centrale Europea fisserebbe per ogni stato dei fattori di conversione e con quelli si calcolerebbero debiti e crediti. Nessuno verrebbe a priori penalizzato e si affiderebbe poi alla capacità dei mercati, l'arduo compito di bilanciare i tassi di cambio.

Il secondo scenario sopraenunciato presenta un rischio occulto pericoloso non solo per i debiti già in essere ma anche per lo sviluppo futuro dei paesi europei attualmente in difficoltà. La partenza con svantaggio che avrebbe il nostro paese insieme alla Grecia, al Portogallo e parzialmente anche l'Irlanda rischierebbe di rafforzare il divario tra paesi che in questi anni sono cresciuti, primo fra tutti la Germania, generando una pericolosa situazione politica. Ci troveremmo tutti all'anno zero ma con differenti storie di PIL e di sviluppo socio economico. Paesi più forti avrebbero gli strumenti per comprare letteralmente tutto dai paesi in difficoltà snaturandone l'essenza e portandoli ad essere mere periferie industriali. Chiaramente questa ipotesi è abbastanza remota e va detto e non dimenticato che l'Italia è uno dei  paesi fondatori dell'Euro e può avere la forza politica per ridisegnare e rideterminare il destino dell'Europa.

Il vuoto politico degli ultimi anni ha screditato il nostro paese al punto da rendere quasi invendibili i nostri titoli di stato. Rispetto alla Germania per circa due anni abbiamo venduto BTP pagando ai creditori dei tassi molto alti. Tassi molto alti se paragonati alla Germania che l'anno scorso vendeva i suoi BUND di stato senza corrispondere alcun interesse. Un divario altissimo misurato dal famigerato SPREAD che conteneva in se due enormi problemi; alcuni paesi crescevano troppo dal punto di vista commerciale e di esportazione ed alcuni altri non riuscendo a tenere il passo perdevano colpo su colpo cadendo in una pericolosissima spirale di recessione.

Sperando che nessuno degli scenari sopradescritti si verifichi realmente non resta che sperare che la luce della crescita torni nel nostro paese magari attraverso una nuova iniziativa politica illuminata.

Salvatore Amandorla

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