I mutui ai tempi del Jobs Act

Secondo una simulazione di Supermoney i mutui a chi ha un contratto a tutele crescenti non richiedono particolari garanzie. Un'inchiesta de Il Manifesto mette in luce l'esistenza di una polizza assicurativa contro il licenziamento.

Un dilemma pende come una spada di Damocle sulla testa dei nuovi giovani lavoratori, assunti con contratto a tempo indeterminato a tutele crescenti, recentemente introdotto dal Jobs Act, la legge di riforma del lavoro che ha di fatto abolito l'articolo 18 dello Statuto dei lavoratori, con lo scopo dichiarato di disoccupare la disoccupazione dilagante, sia generale che giovanile.

Ma i lavoratori con il contratto a tutele crescenti, potranno accedere al credito bancario con la stessa facilità e con le stesse modalità dei lavoratori con il tradizionale contratto a tempo indeterminato? Saranno valutati con lo stesso metro sul piano dell'affidabilità, o  ci saranno disparità di trattamento? 

Indagine Supermoney: il Jobs Act apre al mondo dei finanziamenti anche per i più giovani

SuperMoney hi chiesto a diverse banche del settore – Intesa Sanpaolo, Unicredit, Deutsche Bank, CheBanca! e Banca Sella – di effettuare una simulazione di mutuo, destinato ad un profilo del richiedente il più possibile verosimile e conforme alla reale situazione socio-economica: quello di un giovane di età compresa fra i 25 e i 30 anni assunto con contratto a tutele crescenti, con una RAL di 25.000 euro annui che richiede un finanziamento per l'acquisto di un immobile del valore di 200.000 euro.

I mutui ai lavoratori assunti con il Jobs Act

(mutui ai giovani contratto a tutele crescenti)

Tutti gli istituti coinvolti nella simulazione hanno dato lo stesso responso: non esiste alcun ostacolo alla concessione di mutui legata alla tipologia di contratto, ciò che realmente conta è la comprovata capacità da parte del richiedente di affrontare l'impegno economico. Nessuna delle suddette banche ha inoltre richiesto particolari garanzie o la sottoscrizione di un impegno da parte di un garante terzo.  

Finalmente il sogno di acquistare una casa propria potrebbe smettere di essere una lontana chimera e tradursi in una realtà fattibile? E' ancora troppo presto per saperlo. Ad oggi non esiste alcun dato certo. Il Jobs Act è in vigore dal 4 marzo scorso, meno di due mesi e le richieste di mutuo da parte dei lavoratori assunti dopo l'entrata in vigore della nuova riforma del lavoro, sono ancora pressoché inesistenti.  La verità si saprà tra un po', sempre che i giovani siano disposti ad affrontare il rischio di un impegno pluriennale senza la certezza di un lavoro stabile.

Secondo un'incihesta de Il Manifesto ci vuole l'assicurazione per accendere un mutuo

Un'inchiesta del Manifesto mette in luce che le banche prendono tempo in attesa di capire come evolverà il mercato del lavoro in seguito alla riforma, ma nel frattempo chiedono a chi vuole accendere un mutuo di aprire, contestualmente, una polizza assicurativa che le tenga al riparo da eventuali insolvenze.

Con il nuovo contratto il rischio licenziamento esiste e quando si conoscerà la percentuale dei licenziamenti si potrà conoscere il fattore di rischio per le banche. In attesa di scoprire gli effetti del  Jobs Act, le banche si tutelano richiedendo una polizza contro licenziamento da stipulare insieme al mutuo. "assicurazione sulla perdita del lavoro", "garanzia della continuità del reddito". 

Dott.ssa Laura Candeloro
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