Quali sono gli errori da evitare se si vuole ottenere un finanziamento a fondo perduto?
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Richiedere un finanziamento a fondo perduto non è così semplice, in quanto, sovente, esso è associato ad un progetto da presentare, il quale deve essere curato nei minimi dettagli, perché anche il più piccolo errore potrebbe essere fatale.
Molte volte, le aziende decidono di occuparsi da sole della redazione del progetto da presentare per l'ottenimento del finanziamento a fondo perduto: in questi casi, l'inesperienza e l'inadeguatezza per tale compito potrebbero essere le uniche cause di un netto rifiuto da parte dell'ente erogatore.

In presente articolo desidera focalizzare l'attenzione sui principali errori da evitare nella redazione e nella presentazione di un progetto, in modo tale da fornire una guida al lettore interessato capace di guidarlo nei passi preliminari e nella stesura esatta della progettazione necessaria per ricevere il finanziamento a fondo perduto, tanto desiderato.
Seguire le indicazioni presenti all'interno di questo articolo non vuol dire avere la certezza di ottenere un finanziamento a fondo perduto, ma quantomeno essere consapevoli di ciò che si è in procinto di fare, in modo tale che il proprio operato sia cosciente e lineare.
QUALI SONO I TRE ERRORI DA EVITARE ASSOLUTAMENTE SE SI DESIDERA OTTENERE UN FINANZIAMENTO A FONDO PERDUTO?
Uno degli errori più banali, ma al contempo più comuni è quello legato alla sicurezza di ottenere un prestito, anche nel caso in cui i soci componenti dell'impresa fossero completamente privi di esperienza nel settore.
Nel caso in cui l'inesperienza rappresenti una delle problematiche del progetto, per rimediare, è sufficiente sapere che la commissione che si occupa della valutazione potrebbe porsi domande di questo tipo: la società sarà in grado di durare nel tempo se nemmeno uno dei due soci è esperto nel settore di riferimento?
Non è tutto perduto. Nel caso in cui i soci componenti non abbiano conoscenza nel settore di riferimento e non abbiano la fortuna di poterla fare tramite un'esperienza lavorativa, in questo caso, per essi, si aprono le porte dei corsi professionali.
Con almeno uno dei soci provvisto di attestato o qualifica, rilasciati da un corso professionali, le probabilità che il proprio progetto venga finanziato si alzano nettamente.
Un altro errore da evitare assolutamente è quello di richiedere un prestito bancario ancor prima di ricevere la risposta positiva da parte dell'ente che si occupa dell'erogazione del contributo a fondo perduto.
L'ultimo errore da evitare è sicuramente la fretta di aprire la propria attività. L'attesa potrebbe risultare la mossa vincente per poter ottenere un significativo risparmio, ad esempio, sull'affitto della struttura.
I CONSIGLI E LE DRITTE PER RACCAPEZZARSI NEL MONDO DEI FINANZIAMENTI A FONDO PERDUTO
Di sicuro l'affitto rappresenta uno dei fattori determinanti nei costi mensili e nel totale complessivo delle spese necessarie per l'apertura della propria attività. Di conseguenza, è importante valutare attentamente tale voce e cercar di ricavarne più risparmio: in questo caso nessuna trattativa frettolosa potrebbe giocare a proprio favore.
Inoltre, l'inesperienza non è di sicuro la marcia vincente per il futuro della propria attività: le probabilità di errore sono molto più elevate; con zero esperienze, la buona riuscita del progetto viene sabotata, dunque nessuna commissione valutatrice si mostrerebbe disposta a sostenere un progetto del genere.
RIASSUMIAMO
Al fine di rendere più immediata la consultazione di tutti i consigli forniti all'interno del presente articolo, si redige un elenco semplificato qui di seguito:
- AVERE CONOSCENZA DEL SETTORE DI RIFERIMENTO (ESPERIENZA LAVORATIVA O CORSO DI FORMAZIONE);
- NON RICHIEDERE UN PRESTITO BANCARIO ANCOR PRIMA DI AVER RICEVUTO UNA RISPOSTA POSITIVA DA PARTE DELL'ENTE EROGATORE DEL FINANZIAMENTO A FONDO PERDUTO;
- CHIEDER L'AIUTO DI UN ESPERTO PER LA REDAZIONE DI UN BUSINESS PLAN;
- VALUTARE ATTENTAMENTE I COSTI NECESSARI PER LA REALIZZAZIONE DEL PROGETTO E PER LA RETRIBUZIONE DEI SOCI COMPONENTI.
FACCIAMO UN ESEMPIO
Curiosando sul web, è possibile imbattersi in molti esempi di aziende o startup che decidono di richiedere un prestito a fondo perduto. I profili e le problematiche ad essi legate sono molteplici, proprio per tale motivazione, è importante fornire un esempio che aiuti il lettore interessato a comprendere il duro percorso e l'elevata attenzione che merita la redazione di un progetto finalizzato all'ottenimento di un finanziamento a fondo perduto.
L'iniziativa parte da due soci di giovane età, ovvero ventisette anni e ventisei, i quali hanno deciso di imbattersi in un progetto finalizzato all'ottenimento di un finanziamento a fondo perduto per l'apertura di una nuova impresa nel settore gastronomia artigianale e pizzeria da asporto.
Il finanziamento al quale essi possono accedere presenta le seguenti caratteristiche:
- prevede un contributo a fondo perduto del 50%, che i giovani non dovranno restituire;
- prevede un finanziamento agevolato a tasso zero per il restante 50% che i giovani dovranno restituire.
L'investimento che i due giovani dovrebbero sostenere riguarderebbe l'acquisto di attrezzature, di arredamento, ma anche la ristrutturazione dell'immobile all'interno del quale poter iniziare l'attività, per un importo pari a circa 80.00€.
Una volta noti i consigli da tenere ben in mente e gli errori da evitare per la presentazione di una richiesta di finanziamento a fondo perduto, è facile intuire quali potrebbero essere i suggerimenti di un esperto in materia, ovvero i seguenti:
- dimostrare che almeno uno dei due soci abbia avuto una minima esperienza lavorativa nel settore di riferimento;
- che (anche o in alternativa) almeno uno dei due soci abbia frequentato un corso di formazione attinente al settore di riferimento;
- redigere un business plan, avvalendosi di un professionista esperto, prevedendo l'inserimento della stima del fatturato e dei costi sia per la realizzazione del progetto (cioè il budget necessario per saldare i fornitori di attrezzature e degli arredi prima di avviare l'attività) sia per la retribuzione dei due soci;
- inviare il progetto alla commissione valutatrice almeno alcuni mesi prima di aprire l'attività, in modo tale che i soci possano attendere l'accredito del finanziamento e pagare i fornitori in tempo.
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