Prestiti per universitari: la UE finanzia di nuovo il programma Erasmus

L'Unione Europea rilancia sull'Erasmus e destina 14 milioni di euro al progetto. Tra le novità la possibilità di concedere un microcredito agli studenti che vi partecipano.

L'Erasmus è quel programma che prevede la collaborazione tra diverse università europee affinché i propri studenti trascorrano un'esperienza scolastica performante in un paese straniero per un periodo di tempo che può variare dai 3 ai 12 mesi. Durante questo lasco di tempo, lo studente meritevole che ha vinto la borsa di studio si recherà presso il paese prescelto al momento della domanda e seguirà là i corsi universitari e gli esami, come se fosse nel suo paese di origine. Un'opportunità unica per scoprire una realtà completamente diversa rispetto a quella a cui si è abituati ma, soprattutto, per imparare bene una nuova lingua.

Ebbene, negli ultimi mesi l'Erasmus aveva avuto non pochi problemi: a novembre dello scorso anno, infatti, ben cinque paesi aderenti al progetto di scambio avevano bloccato la ratifica dei finanziamenti che servivano a pagare le borse di studio per un importo pari a 9 miliardi di euro. Dopo alcune settimane di tensione, tuttavia, si era trovata una copertura in extremis ma il fatto aveva fatto temere per il peggio, al punto che più di qualcuno aveva già prospettato un ridimensionamento del progetto.

Per fortuna, però, l'Unione Europea ha capito dell'importanza formativa del progetto Erasmus per gli studenti e ha deciso di scommetterci ancora di più. Martedì della scorsa settimana, infatti, la sede di Bruxelles ha dato il via all' "Erasmus +", una nuova versione dell'iniziativa che prevede una smobilitazione di fondi pari a 14 miliardi di euro che verranno messi a disposizione di tutti i ragazzi che aderiranno al progetto dal 2014 al 2020. Ma non solo: questa cifra è destinata anche allo svolgimento delle attività sportive, di volontariato o di apprendistato oltre i confini del proprio paese. L'Erasmus + è previsto, quindi, sia per il progetto Erasmus che già esisteva in precedenza, ma anche il Leonardo, che aiutava chi avesse intenzione di fare un'esperienza professionale tramite l'università in un altro paese europeo, il Grundtwig, che si occupava dell'istruzione per gli adulti, e tutti gli altri che via via seguono.

Se in un primo momento si era parlato di un budget previsto per i 20 miliardi di euro, dopo opportune analisi e verifiche si è deciso di diminuirlo a 14 ma, nonostante tutto, questa cifra consente un aumento di quasi la metà dei fondi destinati al progetto nella passata edizione. Dal momento che non si tratta più di tanti finanziamenti ma di uno che viene suddiviso nei progetti aderenti, sarà possibile una maggiore interazione tra le iniziative, semplificando la redazione della documentazione burocratica necessaria prima di partire.

Secondo quanto afferma l'Unione Europea, gli studenti avranno la possibilità di ottenere le borse di studio in tempi più rapidi: nelle precedenti edizioni, infatti, ogni università gestiva la concessione delle borse di studio che alle volte arrivavano dopo un paio di mesi dall'inizio dell'Erasmus mentre, in alcuni casi, venivano accreditate nel conto corrente degli studenti anche dopo diversi mesi.

Un'altra novità del progetto Erasmus + è quella delle borse di studio calcolate in base al costo della vita del paese ospitante: negli anni passati, la Ue concedeva 200 euro a studente al mese, indipendentemente dal fatto che abitasse a Bratislava o a Parigi. In questo modo sarà possibile rendere accessibile tutte le destinazioni anche agli universitari che non hanno le possibilità economiche per potersi permettere città la cui vita è ben più costosa rispetto a quella del paese di provenienze (nel caso degli italiani, ad esempio, ci riferiamo alla capitale francese, ma anche a Londra).

Per i meno abbienti, inoltre, la Ue ha deciso di mettere a disposizione un nuovo sistema di microcredito: gli studenti meno abbienti, quindi, potranno richiedere un prestito per un importo fino a 12.000 euro per un anno o 18.000 euro per due che li potrà aiutare a finanziarsi il periodo di studio in terra straniera. Si tratta di cifre non indifferenti che permetterebbero così a chiunque di trascorrere un periodo di studio all'estero, riuscendo a divincolarsi meglio tra l'affitto, le rate universitarie (che comunque bisogna versare alla propria università come se si stesse studiando nel proprio paese di origine) e le spese necessarie per vivere.

Questi cambiamenti sono stati effettuati con il preciso obiettivo di far partecipare quanti più studenti possibili al programma Erasmus: la Ue, infatti, ha preventivato che entro il 2020 dovranno essere circa 5 milioni gli studenti che decideranno di partecipare al programma, a differenza dei "soli" tre che hanno viaggiato per il continente dal 1987 (anno di nascita del programma) fino ad oggi.

Martedì della scorsa settimana, il testo relativo alla presentazione del nuovo progetto Erasmus + è stato presentato alla Commissione Cultura del Parlamento Europeo. Ora non rimane che attendere la sua ratifica che, comunque, dovrà avvenire seguendo dlle tempistiche più che celeri. Dal momento che l'entrata in vigore della nuova normativa è prevista per l'inizio del nuovo anno, è possibile che Bruxelles dia il via già tra un paio di settimane.

Mentre si attende la risposta definitiva, l'Unione Europea ha deciso di lanciare un messaggio a tutti coloro che nell'ultimo periodo hanno messo in discussione la rilevanza di questo progetto per il nostro continente, come nei confronti della Spagna che negli ultimi giorni per sopperire alla crisi economica del paese aveva annunciato la possibilità di procedere ad un taglio delle borse statali integrative; ma questa era stata un'idea che il governo spagnolo ha dovuto immediatamente rettificare a causa delle numerose manifestazioni he hanno mobilitato migliaia di studenti in tutto il paese. In quel frangente, Bruxelles aveva preso per le orecchio Mariano Rajoy decretando questa decisione come "penalizzante" ma quest'ultima notizia 

Questo cambiamento di tendenza da parte dell'Unione Europea è un sintomo di cambiamento: da qui si può evincere che Bruxelles ha finalmente capito l'importanza di dare la possibilità agli studenti universitari di trascorrere un periodo formativo in un altro paese del nostro continente; in questo modo, sarà più facile creare nelle nuove generazioni un sentimento di integrazione e di interculturalità. Rimane inoltre l'unico sistema che permette uno studio approfondito e, allo stesso tempo molto efficace, della lingua di una ltro paese, garantendo così a chi vi partecipa la possibilità di trovare maggiori sbocchi professionali una volta conseguita la laurea.

Giulia Ceschi
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