Prestiti d'onore per gli studenti, i dati del flop 2013
Quello del prestito d'onore dedicato agli studenti è un tema che è stato affrontato più volte anche su questo sito, con articoli dedicati al tema nel suo complesso ed ai singoli finanziamenti (trovate alcuni articoli al termine della pagina). L'opportunità di ricevere un aiuto concreto, soprattutto per chi non percepisce una borsa di studio, è sicuramente ben vista dagli studenti degli atenei italiani, costretti a fare i conti con tasse universitarie sempre più alte e con i fondi destinati alle borse di studio ridotti drasticamente negli ultimi anni. Si pensi infatti che stando ai dati comunicati dall'associazione di tutela dei consumatori Federconsumatori, le rate delle tasse universitarie per l'anno in corso sarebbero cresciute di circa il 3% rispetto all'anno accademico 2012/2013, con una crescita che ha interessato in particolar modo le regioni del nord. Se al nord Italia il costo dell'università è in media pari a 748 euro l'anno, dobbiamo però tener presente che l'importo delle tasse è influenzato di gran lunga anche dalla facoltà scelta. Infatti tendenzialmente le università di tipo scientifico costano molto di più rispetto a quelle umanistiche, a causa dei costi maggiori dell'offerta formativa, ad esempio per quanto riguarda i materiali di utilizzo od i laboratori, necessari in molti casi per una didattica di qualità. Il dato inoltre è una media, che comprende anche chi usufruisce di sconti e benefici vari.
Al prezzo delle tasse universitarie vanno poi ad aggiungersi il costo dei libri e del vitto e dell'alloggio per chi studia fuori sede, con cifre annue che non tutte le famiglie di origine sono in grado di sostenere e che costringono molti studenti a non dedicarsi a tempo pieno agli studi, dove possibile e nei casi peggiori, a rinunciare completamente al percorso universitario. Il prestito d'onore nasce quindi con la finalità di concedere un prestito agli studenti, che si impegnano a restituirlo al termine degli studi, quando (ci si augura) potranno trovare un lavoro.
Nonostante l'apparente vantaggio fornito, il prestito d'onore non ha riscosso molto successo: stando ai dati del 2012 solo 660 del milione ottocentomila studenti dichiarati dal ministero ha usufruito di un prestito d'onore, con una percentuale che potremmo definire prossima allo zero (0,04%).
Per far fronte alle esigenze degli studenti, i diversi atenei hanno sottoscritto negli ultimi anni convenzioni ed accordi con gli istituti di credito che variano nelle condizioni da ateneo ad ateneo. Per questo motivo non esiste uno studio completo del fenomeno nel nostro paese, ma possiamo comunque fare riferimento ad i dati comunicati dalle singole università.
Anche lo Stato dal canto suo ha cercato di agevolare gli studenti con stanziamenti ad hoc. Ricordiamo ad esempio il fondo "Diamogli futuro" del Ministero della Gioventù pari a 33 milioni di euro per tre anni di progetto (2011-2013) che ha in realtà erogato solo una piccola parte dei fondi previsti, cioè 7,56 milioni di euro, destinati a 795 persone nei primi due anni. Si tratta di quasi diecimila euro per studente, una cifra certamente importante, ma comunque discutibile nel suo complesso se si considera che le richieste effettuate sono state 1.756. Questo significa che meno della metà dei pochi richiedenti ha visto accogliere la propria domanda di finanziamento.
Stessa sorte è toccata agli studenti della Regione Toscana che ha stanziato un programma per i prestiti d'onore per il periodo 2012-2015, con fondi fino a 50.000 euro per ogni richiedente. I requisiti per l'accesso sono piuttosto semplici: risiedere od essere domiciliati in Toscana da almeno due anni, avere un'età compresa tra i 22 ed i 35 anni ed utilizzare i fondi ricevuti per percorsi di formazione nazionali od esteri. Nel biennio 2012/2013 la regione ha erogato solo 54 prestiti, per una cifra di poco superiore al milione di euro (circa 18.000 euro in media per studente, ma l'importo delle singole erogazioni varia dai 5.000 al massimo previsto).
Sono pochi di più i beneficiari del prestito d'onore sottoscritto dall'Università di Venezia con due diverse banche, che hanno concesso prestiti fino ad un massimo di cinquemila euro. Superiori gli importi concessi agli studenti dell'Università di Urbino nell'ambito del progetto "Magna Charta", che ha erogato finanziamenti di importo compreso tra i sei ed i dodicimila euro, da restituire entro cinque anni al massimo dal termine del percorso di studi. I prestiti d'onore anche qui hanno interessato poche decine di studenti (66 per la precisione) per un totale di circa 330mila euro nel 2012, mentre il dato si è rivelato in calo nel 2013 quando sono stati concessi complessivamente 48 prestiti, per un totale di soli 135.000 euro.
Difficile quindi sostenere che questo tipo di prestito possa aver riscosso molto successo. Ma cosa ostacola gli studenti dal richiedere un prestito? Innanzitutto molti di essi temono di indebitarsi e di non essere in grado di restituire quanto dovuto una volta terminati gli studi. La difficile situazione lavorativa del nostro paese, che interessa sempre di più anche i laureati, non da certo speranze in merito. Inoltre sono molti coloro che ritengono che le rate previste per la restituzione siano troppo alte, e che sia quindi impossibile farvi fronte, per i motivi di cui sopra.
Le modalità di restituzione dei prestiti infatti non sono quasi mai proporzionali al reddito che verrà percepito, ma prevedono rate fissate in partenza che a molti appaiono quindi come un ostacolo. Per ovviare al problema sarebbe necessario introdurre prestiti con rate da determinarsi dopo aver trovato un lavoro o per lo meno prestiti flessibili in grado di far allungare la durata del prestito con rate meno ingenti.
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