Nuovi accordi banche-università per i prestiti agli studenti
La crisi economica porta a tagliare le spese in eccesso e il suo prolungarsi porta a tagliare anche le spese necessarie: tra queste, si possono annoverare anche quelle per lo studio universitario.
Sarà anche la sfiducia generale nel sistema scolastico, ma certo è che per la prima volta dopo anni si assiste a un calo degli iscritti negli atenei italiani. Il Consiglio Universitario nazionale, Cun ha calcolato infatti che in meno di dieci anni (tra 2003 e 2012) le immatricolazioni sono passate da 340mila a 280mila: si tratta di un calo di quasi 60 mila unità. Si valuta che a evitare gli studi che una volta magari avrebbero intrapreso, sono le ragazze e i ragazzi di famiglie meno abbienti, che preferiscono non sobbarcare sulle spalle dei genitori i costosi oneri accademici.
Le Università, quindi, corrono ai ripari. Erogando per quel che è possibile borse di studio, ma anche puntando ad accordi con le banche del territorio per attivare convenzioni di prestiti agli studenti che tanto somigliano ai prestiti d'onore in voga negli Stati Uniti, un finanziamento agevolato per l'erogazione di somme di media entità (5-6 mila euro) che si può ottenere senza garanzie, senza busta paga e con i soli requisiti di mancanza di mezzi economici e bravura (ci guarda ai voti presi agli esami). Il prestito d'onore si restituisce anni dopo la laurea, quando si suppone si cominci a lavorare e a guadagnare.
Da noi a regolamentare l'erogazione di prestiti agli studenti è una vecchia legge del 1991 e le prime convenzioni si sono cominciate a vedere nel 2003. Il sistema si è avviato pienamente nel 2008, dopo che il Governo all'epoca in carica ha definito alcune specifiche (era il programma "Diamogli credito") sottoscritto dall'Associazione bancaria nazionale con il Ministero della Gioventù).
Un vero e proprio bilancio dell'efficacia delle legge non è mai stato fatto, ma sentendo le banche che hanno cominciato per prime a erogare i prestiti, come Intesa San Paolo che rivela (come si legge qui) chi siano i clienti del suo prestito specializzato Bridge.
Si scopre così qual è la tipologia di studente che richiede il prestito d'onore.
Quasi metà, il 42 per cento, frequenta la laurea biennale, uno su tre è iscritto alla specialistica. Gli altri frequentano o un master (16%) o un dottorato.
Guardando il genere, prevalgono i maschi (58%) sulle femmine (42%) e in poco più della metà dei casi (53%) si tratta di ragazze e ragazzi che studiano lontani dalla città di origine. Dato un po' a sorpresa, c'è una certa percentuale di studentesse e studenti che in teoria non avrebbero problemi economici, ma che non vogliono, evidentemente, gravare sulla famiglia e rendersi autonomi appena possibile.
Su queste basi sono stati varati i nuovi accordi banche-università per i prestiti agli studenti.
Si tratta di misure che prevedono un iter burocratico decisamente semplice, che si è ormai rodato si svolga nelle segreterie universitarie. Qui studentesse e studenti si possono rivolgere per capire se la propria università ha attivato convenzioni o no. Occorre verificare perché conviene molto attivarli. Infatti, rispetto ad altri, questo tipo di prestiti sono i più agevolati per quel che riguarda i tassi di interesse e i tempi di rimborso.
Ma ecco qualche esempio.
Intesa San Paolo ha il prestito Bridge che prevede che su un conto corrente venga messo a disposizione l'ammontare totale del prestito che si può usare quando si vuole. Si concorda un preciso di tempo in cui si prende e basta, e alla scadenza si può o restituire subito quanto preso, oppure chiedere di aspettare un anno per farlo.
Bridge, che eroga fino a massimo 5 mila euro l'anno per 3 anni, è riservato agli studenti di uno dei 14 atenei con cui la banca ha attivato la convenzione (l'elenco qui).
La Banca Popolare di Vicenza ha invece trovato un accordo con l'Università Link Campus University che prevede per gli studenti iscritti a questo ateneo si vedano coprire le spese degli interessi direttamente dall'università. Occorre, però, che personalmente o con un genitore aprano un conto corrente presso l'istituto bancario dove domiciliare utenze e stipendio. Il prestito che si attiva è a tasso zero e copre spese di trasporto, libri, pc (si prevede un massimo di 2 mila euro)
Se di Politecnico di Torino e Fondazione Agnelli, in collaborazione con Banca Sella, abbiamo già parlato in un precedente post, ancora diversa è la misura varata dalla banca nazionale del Lavoro.
La Bnl ha una convenzione con l'Università Cà Foscari di Venezia che prevede che sia la banca a pagare direttamente le tasse universitarie (solo quelle) all'ateneo Lo studente – che come requisito per accedere alla convenzione deve avere voti alti – può o rimborsare tutto appena si laurea, o trasformare il suo debito in prestito da rimborsare in 5 anni.
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