Prestiti tra privati: quando sono illegali? Perché? I consigli per evitare tutti i rischi legati a questa forma creditizia!

I prestiti tra privati sono legali? E le piattaforme di social lending sono sicure? Perché? Questa tipologia di prestiti è tutelata dalla Legge? Come comportarsi quando si presta o si prende in prestito del denaro da privati? Quali sono i principali rischi nei quali si rischia di incorrere quando si ricorre ad un prestito tra privati?

Chi non ha mai prestato dei soldi al proprio zio o alla propria sorella: tutti, almeno una volta nella vita, siamo ricorsi ad un prestito tra privati, come è noto in gergo. Tuttavia, nessuno ha mai pensato di redigere un contratto.

Eppure, anche per questa tipologia di finanziamento, nota oramai come prestito tra privati, è possibile procedere con la stesura di una stipula che consente di tutelare entrambe le parti interessate.

In questa sede, si desidera approfondire un importante aspetto, riguardante la legalità e l'illegalità di questa particolare forma creditizia tra privati, ovvero rispondere a quesiti del tipo: queste forme di prestito sono legali? Sono tutelate dalla Legge? Come comportarsi quando si presta o si prende in prestito del denaro da privati?

INNANZITUTTO: IL PRESTITO FRA PRIVATI È LEGALE?

Chiedersi se il prestito tra privati è legale o no è una domanda legittima, soprattutto dopo che tanta battaglia di precisazioni è stata fatta da parte dell'Agenzia delle Entrate, in merito ad alcuni finanziamenti tra privati coinvolti in evasione fiscale, e dopo le azioni di Bankitalia rivolte a società di social lending.

Redigere un contratto per regolamentare un prestito tra privati è un'operazione legale e tutelata dalla legge, dunque completamente sicura.

Il prestito tra privati è una forma di credito che è sempre esistita, già da tempi remoti e oggigiorno diventa un metodo efficace per poter pagare le bollette, le tasse o le spese improvvise.

ESPERIENZE E CONSIGLI PER NON CADERE IN ERRORE: PER LA SERIE FIDARSI È BENE, NON FIDARSI È MEGLIO!

Questa guida non vuole far nascere dentro ad ogni lettore uno spirito dubbioso, in grado solamente di innescare perplessità nei confronti di chi gli sta accanto e popola la sua quotidianità; tuttavia, deve assolutamente mettere in guardia da possibili truffe, che purtroppo si realizzano proprio nella vita di tutti i giorni e soprattutto tra le persone più care.

Prestare soldi ad un amico o ad un parente, se è in difficoltà, risulta un gesto bellissimo e ammirevole, segno di un cuore grande e di una grande fiducia. Tuttavia, se il debitore si impegna al rimborso, allora è necessario ricorrere ad un contratto, al fine di evitare spiacevoli situazioni.

Si può redigere una stipula in tre differenti modi, ovvero i seguenti:

  • prestito con scrittura privata;
  • prestito garantito da cambiali;
  • social lending su piattaforme online.

Va da sé che la scelta di procedere con una delle suddette modalità di prestito tra privati, dipende fortemente dal rapporto che esiste tra le parti.

In qualsiasi caso è opportuno che il contratto di prestito tra privati contenga le seguenti informazioni (per conoscere proprio tutto in merito a questo argomento, si consiglia di prendere visione dell'articolo dedicato alle caratteristiche che deve avere un contratto di prestito tra privati):

  • dati anagrafici delle parti coinvolte;
  • somma erogata;
  • modalità di restituzione della somma prestata;
  • tasso di interesse applicato, se previsto;
  • dicitura esplicita di "contratto di mutuo ex art. 1813 C.C.";
  • data;
  • firme autografe;
  • specificare la tipologia di prestito.

Attenzione, dunque: fidarsi è bene ma non fidarsi è meglio!

IN QUALI CASI I PRESTITI TRA PRIVATI NON SONO TUTELATI DALLA LEGGE?

Non tutti i prestiti tra privati vengono considerati legali, in quanto, in merito alla loro validità in ambito diplomatico, vi sono delle precisazioni da fare.

Innanzitutto, secondo quanto previsto dalla Corte di Cassazione, sentenza n. 2404 del 2010, bisogna ricordare che il contratto di prestito tra privati è consentito solo nel caso in cui esso venisse erogato occasionalmente e non sia svolta nei confronti del pubblico in modo continuativo e abituale.

Inoltre, nell'articolo 132 del testo unico bancario nonostante sia precisato che l'attività finanziaria, realizzata senza autorizzazioni da parte dello Stato, è considerata reato, in quanto non sottoposta a periodici controlli, viene anche sottolineato che il finanziamento è ammissibile solamente nel caso in cui esso venga rivolto ad un conoscente o ad uno sconosciuto, purché non si riscontri una vera e propria attività.
Dunque, l'erogazione di prestiti tra privati non costituisce di per sé un "esercizio abusivo del credito".

Per legge non sono considerati illegali nemmeno quei prestiti tra privati ai quali viene applicato un tasso di interesse, purché esso non superi il tasso legale: in caso contrario, tali contratti verrebbero ritenuti delitto di usura (art. 644 c.p.).

È considerato illegale quel prestito tra privati, nel quale il creditore applica un interesse sul rimborso, non pattuito precedentemente da entrambe le parti coinvolte.

Inoltre, non è previsto dalla norma un numero massimo di prestiti tra privati da poter erogare o da ricevere: dunque la legge non interviene sul fattore quantità.

PRESTITI TRA PRIVATI SU PIATTAFORME DI SOCIAL LENDING: SONO LEGALI?

Le piattaforme di Social Lending o Peer to Peer Lending consentono ai privati di poter trovare online un "luogo" d'incontro tra la domanda e l'offerta di finanziamento.

Tali piattaforme creditizie prevedono logiche che sono molto simili a quelle degli istituti di credito; l'unica differenza consiste nel fatto che, a volte, per coloro che non hanno una storia di credito maturata presso la piattaforma, sono previsti interessi meno vantaggiosi rispetto a coloro i quali hanno già ottenuto finanziamenti in tale forma.

Proprio per il loro meccanismo di funzionamento, molto vicino a quello delle banche online, le piattaforme di social lending vengono considerate legali, tuttavia, il consiglio è quello di optare solo per le piattaforme autorizzate da Banca d'Italia.

PER CONCLUDERE I BELLEZZA: QUALI SONO I RISCHI NEI QUALI SI INCORRE PIÙ FACILMENTE QUANDO SI PRESTA DEL DENARO TRA PRIVATI?

Con le premesse fatte in questa sede, in merito alla completa legalità dei prestiti tra privati, nessuno può dubitare che vi siano dei rischi legati allo scambio di denaro tra amici e parenti.

Tuttavia, proprio il fatto di non ricorre ad un contratto potrebbe rappresentare uno vero e proprio primo rischio e con questo ci si ricollega al primo monito, dato all'inizio, ovvero : FIDARSI È BENE MA NON FIDARSI È ANCORA MEGLIO, SOPRATTUTTO QUANDO LE SOMME PRESTATE SONO ELEVATE!

Inoltre, bisogna tenere in mente che L'AMICO DELL'AMICO È QUASI SEMPRE UN NEMICO. Purtroppo, le brutte storie legate all'usura iniziano sempre con l'incontro di un amico dell'amico: questo, il più delle volte, è l'inizio non di un rapporto sincero, bensì di una tragedia personale e familiare dalla quale è difficile venir fuori.

È bene ricordarsi che L'INSOLVENZA PUÒ RAPPRESENTARE UN PROBLEMA ANCHE NEI CONFRONTI DI UN FAMIGLIARE O UN AMICO. Spesso, infatti, si ricorre ad un familiare o ad un amico quando le somme di denaro necessitano urgentemente e magari non ci si può rivolgere alle banche a causa di un trascorso creditizio burrascoso. Tuttavia, risultare insolventi, tardare i pagamenti oppure non venire pagati porta a situazioni spiacevoli anche (forse sarebbe meglio dire, soprattutto) con amici e parenti.

In ultimo, è opportuno PRESTARE LA MASSIMA ATTENZIONE NEL FORNIRE I PROPRI DATI, SOPRATTUTTO QUANDO SI OPERA SU PIATTAFORME ONLINE.

 

Dott.ssa Sara Tomasello
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