Il Prestito Libri Zero di Bper: come finanziare gli studi dei propri figli

In un momento di crisi economica generalizzata, il modo migliore di garantire il diritto allo studio dei propri figli è ricorrere al Prestito LibriZero di Bper, uno strumento finanziario grazie al quale è possibile acquistare libri, vocabolari e altri strumenti didattici necessari .

Studiare in Italia sta rapidamente trasformandosi in un lusso. Basti pensare che in base ai calcoli fatti da un noto giornale nazionale, per poter mandare un figlio a scuola sono necessari 300 euro in libri, almeno altrettanti tra spese di cancelleria e attrezzaturein una prima media statale. Si tratta più o meno la cifra della stessa necessaria per affrontare una prima liceo, una prima all'interno di un istituto tecnico o la prima di una scuola professionale. Una cifra nella quale non sono però compresi i cosiddetti contributi volontari, le spese relative al trasporto e quelle per la mensa. Se si aggiungono anche queste, in alcuni casi il costo annuale può salire sino a superare i 2mila euro, anche se possono sussistere differenze sostanziali tra comune e comune, città e provincia.

Un costo fissato per legge

Andrebbe peraltro precisato come in Italia il costo dei libri di testo venga regolato per legge. Di anno in anno, infatti, il ministero dell'Istruzione va a fissare delle linee guida cui i consigli di classe devono attenersi prima di dare vita all'elenco dei libri da acquistare. Il problema consiste nel fatto che non sempre il tetto fissato per legge viene poi rispettato. Proprio per questo le famiglie sono spesso costrette a ricorrere a veri e propri escamotage, a partire dall'acquisto di libri usati o dall'utilizzo di fotocopie, abitudine ormai invalsa in particolare tra gli studenti universitari, per i quali il prezzo dei libri può assumere l'aspetto di un vero e proprio salasso.

Il Prestito LibriZero di Bper consente di acquistare strumenti didattici necessari allo studio

(Il Prestito LibriZero di Bper consente di acquistare strumenti didattici necessari allo studio)

In questo quadro si vanno quindi ad inserire iniziative come i mercatini dell'usato che sorgono in alcune grandi città in corrispondenza dell'inizio dell'anno scolastico, che però sono in fondo soltanto un palliativo. Resta il fatto che in Italia, il diritto allo studio rischia di diventare soltanto una parola altisonante, senza alcuna rispondenza nella realtà.

Il diritto allo studio nell'era della crisi economica  

I dati appena ricordati, vanno poi ad incrociarsi con una crisi economica che sembra non finire mai e che ha messo praticamente in ginocchio i bilanci familiari, anche a causa delle politiche adottate dall'esecutivo per cercare di ridurre la montagna del debito pubblico. Una situazione che è andata a saldarsi con la caduta in picchiata di stipendi e pensioni, come attestato anche dagli ultimi studi, creando un mix micidiale tale configurare lo studio non più come il diritto da sempre riconosciuto anche nella carta costituzionale, bensì come una sorta di privilegio, tale da poter mettere infine a repentaglio la tenuta dei bilanci familiari.

Il prestito LibriZero di Bper

Il sistema bancario ha cercato di andare incontro alle esigenze delle famiglie con una serie di prodotti finanziari ideati in modo da alleviare il peso relativo alle spese necessarie per i libri e gli altri strumenti didattici. In particolare Bper ha varato il Prestito Libri Zero, grazie al quale è possibile acquistare libri di testo, dizionari, e-book, enciclopedie elettroniche e tutti i prodotti editoriali che servono per garantire l'istruzione dei propri figli. I prestiti Libri Zero e PC Zero vanno da un importo minimo di 300 euro a un massimo di 1.500 euro, per una durata fissa di dodici mesi, senza alcuna spesa di istruttoria. Anche l'imposta sostitutiva è a zero, come l'incasso della rata, mentre il Taeg è fissato allo 0,492%. La convenienza di questa formula può essere desunta dal fatto che su un prestito da mille euro, alla fine dei dodici mesi si saranno pagati 12 rate da 83,35 euro, per un totale di 1001,33 euro, ovvero con un ricarico creditizio attestato a 1,33 euro. Perché non approfittarne?

Dott. Dario Marchetti
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