Euribor basso o negativo? È possibile?

Euribor basso fino a toccare quote sotto zero: è una cosa possibile? Che cosa succederebbe se ciò accadesse? Per quale motivo gli esperti si allontanano dalle teorie allarmistiche e proclamano l'impossibilità che l'Euribor possa giungere a livelli negativi? Gli approfondimenti e i video per comprendere meglio tale discorso.

Durante gli ultimi mesi, le manovre della BCE hanno condotto i tassi di interesse al minimo storico, prossimi persino allo zero, contribuendo al crollo degli indici che ad essi sono collegati, in maniera particolare dell'Euribor (parametro che influenza fortemente il calcolo della rata del mutuo). Questo argomento è molto scottante per quella categoria di persone, i contribuenti, che sono coinvolte in mutui a tasso variabile.
Nessuno, infatti, si sarebbe mai aspettato che i tassi di interesse arrivassero fino allo 0,5% e alcuni indici che influiscono sull'Euribor potessero avere un valore sottozero, ad esempio come nel caso della tassa sui depositi, pari a -0,2%; in questo modo, non è più la Banca Centrale a pagare interessi agli istituti di credito, ma  sono le banche che per mantenere la liquidità all'intero della BCE sarebbero costrette a pagare lo 0,2% con il tasso negativo alla BCE.
L'interrogativo che spesso sorge spontaneo per coloro i quali sono soggetti a queste tipologie di prestito è il seguente: che cosa succederebbe se l'Euribor diventasse negativo? In realtà tale prospettiva è pressoché impossibile e durante la storia dell'Unione Europea ciò non è mai accaduto.Scongiurato questo problema per i contribuenti, segnali negativi giungerebbero per le banche, le quali, in caso di un'ulteriore discesa (negativa) dell'Euribor, si vedrebbero costrette a concedere prestiti con rate ancora più convenienti; in questo caso, gli istituti di credito, privi di meccanismi di sicurezza capaci di stabilire quale sia la soglia minima, dovrebbero dotarsi in fretta di precise misure, inserendo delle clausole contrattuali.

CHE COSA È L'EURIBOR? LA DEFINIZIONE, LA NASCITA DELL'INDICE E LA SUA APPLICAZIONE

Prima di addentrarsi in merito all'argomento dell'Euribor negativo, è opportuno fare una precisazione e definire che cosa si intende per Euribor, ovvero che cosa è e che cosa riguarda.
L'Euribor nasce nel 1999, nel momento in cui si è introdotta la moneta unica europea e si sentì la necessità di creare un nuovo benchmark di riferimento, per regolare gli scambi interbancari all'interno dei paesi facenti parte  dell'eurozona.
L'Euribor è un indice con il quale si rileva la situazione di mercato. Il nome per esteso dell'indice Euribor è EURo Inter Bank Offered Rate, ovvero il tasso interbancario di offerta in euro, in pratica il tasso che regola i prestiti tra le grandi banche europee .
La rilevazione dell'Euribor avviene giornalmente, in modo da rendere l'indice di valutazione sempre aggiornato; proprio grazie a questa sua particolare affidabilità, l'Euribor è stato preso come àncora per le banche le quali aggrappano ad esso l'oscillazione dei mutui a tasso variabile che propongono.

PERCHÉ SI PARLA DI EURIBOR A UN MESE, A DUE MESI, O ANCHE DI EURIBOR BASE 360 O 365?

Ancora una volta, prima di iniziare il discorso in merito al tasso negativo dell'Euribor, è opportuno fare un'ulteriore precisazione, in merito ai diversi modi di riferirsi all'Euribor.
In realtà, nonostante le indicazioni possono far cadere in errore, quando si parla di Euribor a un mese o a due mesi non si sta facendo riferimento a indici differenti, ma la differente nomenclatura dipende dalla durata del prestito interbancario. Dunque, l'Euribor indicato si riferisce al tasso medio con cui le banche concedono i prestiti ad altre banche, prevedendo l'obbligo di rimborso entro quel preciso periodo.
Quando si fa riferimento all'Euribor a base 360 o 365, invece, si suole indicare il divisore per il calcolo del tasso, a seconda che si considera l'anno commerciale o l'anno solare.
Nel momento in cui viene sottoscritto un contratto di mutuo, si indica sempre il tasso di riferimento secondo cui l'interesse viene indicizzato ( solitamente Euribor a uno o a tre mesi), oltre anche al valore dell'indice impiegato per il calcolo della rata.

COME E QUANDO VIENE CALCOLATO L'EURIBOR? È POSSIBILE CHE L'EURIBOR SIA SOGGETTO A MANIPOLAZIONI?

Come detto già in precedenza, l'Euribor viene calcolato ogni giorno e viene aggiornato spesso in modo da fornire un indice preciso verso cui ancorarsi.
L'Euribor viene calcolato dall'agenzia Reuters, la quale raccoglie i dati derivanti dai flussi di oltre cinquanta banche, ovvero quelle che si caratterizzano da un maggior volume di affari all'interno dell'eurozona; una volta reperiti i dati, la stessa agenzia calcola la media arrotondata al terzo decimale, ma prima scarta dall'elenco dei dati il 15% di essi che presentano i valori più alti e più bassi.
Tuttavia, la partecipazione delle banche a questa valutazione è spontanea e l'Euribor può essere calcolato anche con la partecipazione di appena dodici banche, dunque, esso non può essere considerato come l'effettivo tasso medio applicato sulle transazioni interbancarie, ma solamente un indice di riferimento.
Proprio per tale motivazione, numerose sono le critiche rivolte a tale sistema di rilevazione, in quanto si presta facilmente alla manipolazione da parte della banche, le quali potrebbero decidere si prestare a tassi più alti o più bassi, a seconda della propria convenienza.
A tal proposito è in corso un'inchiesta della procura di Trani, a seguito di un esposto presentato da alcune associazioni di consumatori, il quale mirava a colpevolizzare alcune banche che durante il periodo tra il 2007 ed il 2009, avrebbero manipolato e alterato il valore dell'Euribor.
Per fornire una trattazione dettagliata in merito a questa problematica della manipolazione dell'indice Euribor, si fornisce il seguente video che permette di far luce su aspetti differenti della medesima medaglia.

Rimanendo su questo tema, si propone ancora un altro video che focalizza l'attenzione in maniera particolare sull'inchiesta di Trani.

È PROPRIO VERO CHE I TASSI DELL'EURIBOR NON POSSONO SCENDERE OLTRE LO ZERO?

Sebbene si detto precedentemente che la probabilità che l'Euribor giunga a percentuali negative è molto improbabile, tuttavia, esso non è praticamente così impossibile come si vuole far credere.
Per dimostrare che tale tendenza potrebbe anche essere reale, si fa riferimento al trend che ha coinvolto l'Euribor, con riferimento ad un mese e ad una settimana. Mentre il valore di questo indicatore riferito a trenta giorni è sceso allo 0,07%, molto vicino alla zero dunque, in riferimento a sette giorni, il medesimo indicatore si ritrova con un valore negativo, pari a  -0,006%. L'Euribor a tre mesi invece si attesta a 0,04%.
Come già visto, le conseguenze per un indice negativo di Euribor, coinciderebbero con un decremento della rata; tuttavia, ogni contratto di mutuo prevede una storia a sé e in alcuni casi questa impone una soglia che vìola il principio di variabilità.
Una delle cause di tale situazione può essere rintracciata nella tendenza messa in atto da parte degli istituti bancari che, rinunciando al deposito di liquidità all'interno della banca di Francoforte, la BCE, acconsentono allo scambio di prestiti interbancari: in questo modo, i costi vengono sintetizzati dagli indici Euribor, portando il tutto verso soglie negative.

CHE COSA CAMBIA NELLA RATA DEL MUTUO SE L'EURIBOR DIVENTA NEGATIVO?

Per comprendere il meccanismo di applicazione dell'indice Euribor sul mutuo, è opportuno leggere attentamente il  proprio contratto e in caso di confusione contattare direttamente la propria banca e chiedere chiarimenti.
Tuttavia, è utile ricordare che nei mutui a tasso variabile, la rata mensile viene calcolata in base ad una somma ricavata dallo spread più il tasso di indicizzazione, ovvero l'Euribor a uno o a tre mesi. Proprio per tale motivazione, nel caso in cui quest'ultimo indice fosse negativo, quella che dovrebbe essere una somma, si trasformerebbe in una sottrazione. Poiché non dovrebbero essere posti dei limiti oltre il quale l'Euribor non possa scendere (questo è quanto si legge sul Sole24ore), teoricamente, tale indice dovrebbe essere sottratto allo spread fisso, così da ottenere il tasso sul quale calcolare la rata mensile del mutuo.
Nonostante sia molto improbabile che gli Euribor a uno e a tre mesi cadano verso indici negativi, è opportuno recarsi press gli sportelli della propria banca per leggere insieme ad un esperto il proprio contratto e chiedere chiarimenti in merito.

EURIBOR TRA TIMORI E CERTEZZE: CONCLUSIONI

La confusione e l'incertezza in merito alla negatività dell'Euribor regnano sovrane. C'è che ipotizza che, nel breve periodo, questo indice possa raggiungere quote sotto lo zero e ciò farebbe la felicità di coloro i quali stanno pagando un mutuo a tasso variabile, tuttavia, la medesima situazione rischierebbe di mandare nel caos il sistema di calcolo dei piani di ammortamento di molti istituti di credito.
Molti esperti in materia, invece, ripetono che è praticamente impossibile che l'Euribor possa scendere sotto lo zero e per far ciò distinguono tale indice dal tasso Eonia, anch'esso tasso interbancario. Quest'ultimo è considerato un tasso overnight, in quanto consente di misurare il tasso di interesse di un solo giorno che grava su una banca che chiede un prestito ad un'altra. Tali scambi avvengono di sera, quanto le banche devono riportare i conti in ordine: nel caso in cui una banca è in scoperto chiede un prestito a un'altra banca. L'Eonia consente di regolare i tassi di queste transazioni. Mentre l'Eonia risente di diverse dinamiche e può scivolare verso quote negative, l'Euribor a un mese, invece, si attesta sempre più caro di dieci punti rispetto all'Eonia, quindi pur azzerandosi, non potrebbe mai essere negativo, in quanto l'Euribor non è un tasso transato.
Nel caso in cui l'Euribor scendesse sotto lo zero l'intero mercato interbancario si bloccherebbe inesorabilmente.

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Dott.ssa Sara Tomasello
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