Crisi: come sono cambiati i prestiti italiani?

Quali sono i profili che maggiormente hanno necessità di un prestito per superare la crisi? quali sono gli importi e le esigenze che spingono ad un prestito?

Sono sempre più le famiglie italiane che non riescono ad arrivare a fine mese e spesso i prestiti sono visti come una valida soluzione. Ma come sono effettivamente cambiati i prestiti italiani in tempi di crisi?

Su questa domanda è intervenuta una interessante indagine svolta "dall' osservatorio supermoney". L'obiettivo? Capire quanto siano cambiate nel tempo le abitudini delle famiglie italiane,  i profili e le ragioni che possono spingere a richiedere prestiti, soprattutto in un difficile momento di crisi economica. Al fine di analizzare al meglio le caratteristiche principali sui prestiti italiani in tempi di crisi, l' osservatorio supermoney ha attuato quindi una prima fotografia del paese, sui profili più presenti nelle famiglie italiane.

Parliamo per lo più differenti condizioni lavorative antecedenti alla crisi, con un forte calo rispetto al passato dei contratti a tempo indeterminato e di un forte utilizzo di piccoli capitali soprattutto per le ristrutturazioni delle case, per le cerimonie e per le vacanze. Successivamente l' attenzione dell' osservatorio supermoney, si è spostata sull' analisi di dati più concreti, analizzando uno dei periodi clou della crisi italiana, ossia il biennio 2012-2014. Tra i dati più importanti: tipologie di lavoratori,  tipo di spese ed importi richiesti, ma anche su una media dei tassi di interessi applicati sui prestiti.

Rispetto alle tipologie di lavoratori che richiedono dei prestiti, ad esempio, la percentuale dei lavoratori a tempo indeterminato, scende notevolmente da una percentuale del 68% nel 2012 ad una del 37,5% nel 2014, mentre aumenta la percentuale dei lavoratori pubblici e dei pensionati.  Rispetto alle tipologie di lavoratori che richiedono dei prestiti, ad esempio, la percentuale dei lavoratori a tempo indeterminato, scende notevolmente da una percentuale del 68% nel 2012 ad una del 37,5% nel 2014, mentre aumenta la percentuale dei lavoratori pubblici e dei pensionati.  Per la prima categoria la percentuale passa da un 10% a una 35%, mentre per la seconda categoria ( quella cioè più colpita dalla crisi economica) la percentuale passa da un 5,5% del 2012 ad un 11% del 2014.

Tabella: tipologia di lavoratori che richiedono maggiormente prestiti

 

anno 2012

anno 2014 

prestiti lavoratori pubblici 10%
35%

 prestiti pensionati

5.5%
11%

Rispetto al tipo di spese per le quali richiedere un prestito, sorprende il forte boom degli ultimi anni sulle spese di ristrutturazione della casa, in parte spinte dagli eco bonus statali, passate da una percentuale del 14,8% del 2012 ad una percentuale, più che raddoppiata, del 41,1%. Seguono cerimonie e viaggi, con percentuali di appena 1,5% nel 2012 alle ultime percentuali del 2014 del 17,5%.

Tabella: tipologia di spese per le quali richiedere un prestito

 

anno 2012

anno 2014

prestiti per spese di ristrutturazione della casa 14.8%
41,1%
prestiti per cerimonie e viaggi 1.5%
17.5%

Rispetto agli importi richiesti sui prestiti in tempi di crisi, ritroviamo soprattutto piccole somme sotto i 10.000 euro. In questo caso le percentuali sono, infatti, passate da una percentuale del 53% del 2012 a una percentuale  del 72% nel 2014. Per le somme comprese tra i 10.000 e i 20.000, le percentuali passano da un precedente 33% ad un recente 11%. Più stabile il differenziale negli anni per gli importi sopra i 20.000 euro con un lieve passaggio da una percentuale dell' 14% ad una del 17%.

Tabella: tipologia di importi maggiormente richiesti sui prestiti

 

 anno 2012

anno 2014

importi < 10.000 53%
72%
importi > 20.000 14%
17%

Un ultimo interessante dato, riscontrato dall'osservatorio supermoney rispetto al cambiamento dei prestiti in tempi di crisi, è sul tasso di interesse applicato, che a sorpresa è nettamente più basso rispetto al passato. I dati riscontrati nell'indagine, infatti, evidenziano un calo percentuale del 58% sul Taeg e del 65% per il Tan rispetto a quanto applicato nel 2012. Nello specifico nel primo semestre del 2014, il Tan medio applicato nel nostro paese è del 6,24%, mentre il Taeg medio è del 7,56%. Ciò si traduce in un notevole vantaggio in termini di restituzione del capitale, con maggiori risparmi rispetto al 2012.

In definitiva, la fotografia dell' osservatorio supermoney, ridisegna un contesto sui prestiti nettamente diverso in tempi di crisi,  con una tendenza alla richiesta di piccole somme ( sui 10.000 euro)  da utilizzare per le spese di ristrutturazione della propria casa o per il pagamento ai propri cari di cerimonie e viaggi. Di un netto calo del numero di lavoratori a tempo indeterminato, contrapposto a un aumento nella richiesta dei prestiti da parte soprattutto di dipendenti statali e pensionati. Migliore invece, il confronto con il passato del tasso d'interesse applicato, con Taeg e Tan molto più bassi.

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Dott.ssa Iolanda Piccirillo
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