I prestiti personali senza busta paga per il 2015

La presenza sempre più forte di forme contrattuali atipiche e l'allargarsi della platea dei senza lavoro, costringe anche gli istituti creditizi a dare vita a nuovi prodotti maggiormente rispondenti alla nuova situazione, come ad esempio i prestiti personali senza busta paga.

Il persistere della terribile crisi economica che continua ad imperversare sul nostro Paese, mixando i suoi effetti a quelli di un mercato del lavoro rivoluzionato dai recenti provvedimenti presi dal governo Renzi, in particolare il Job Act, che ha in pratica eliminato l'articolo 18, ha riportato d'attualità il tema relativo alla struttura del sistema creditizio e alla sua evidente difficoltà di seguire i mutamenti profondi della struttura sociale. Va infatti messo in rilievo come le riforme del mercato del lavoro, che pur avrebbero dovuto introdurre maggiore flessibilità, abbiano invece comportato un aumento esponenziale dei contratti a tempo determinato e di altre forme di lavoro atipico, spinte spesso alla vera e propria precarietà. E mentre il cosiddetto posto fisso si trasforma in una eccezione, la crisi innescata dallo scoppio della bolla dei mutui subprime continua a riversare i suoi effetti su un Paese come il nostro che già è costretto a scontare un prezzo altissimo imposto dalla ristrutturazione del debito pubblico, con politiche che hanno praticamente azzerato la capacità di spesa delle classi popolari.

I risultati di tutto ciò sono abbastanza evidenti con una insicurezza sociale sempre più pronunciata, anche per effetto di una dinamica dei livelli occupazionali sempre più negativa, come si può verificare del resto dagli ultimi dati diffusi da Istat, che hanno visto il numero dei senza lavoro toccare un nuovo record storico. Una situazione esplosiva, che ha costretto anche il sistema creditizio ad interrogarsi sul modo migliore per cercare di andare incontro alle esigenze di tutte quelle persone che hanno bisogno di reperire risorse al fine di sostenere i propri consumi, senza però avere i requisiti di base considerati necessari sino a qualche tempo fa dagli istituti bancari e dalle finanziarie per erogare i finanziamenti. Il risultato di questa riflessione, sono nuovi prodotti creditizi, come ad esempio i prestiti personali senza busta paga, che tengono nel debito conto il fatto che il contratto a tempo indeterminato è ormai diventato una rarità e che di conseguenze molti lavoratori non sono in grado di dare adeguate garanzie, ovvero possedere il merito creditizio in grado di assicurare la loro possibilità di onorare il piano di ammortamento predisposto.

Sono in arrivo i prestiti senza busta paga

(Sono in arrivo i prestiti senza busta paga, con o senza garante)

I prestiti senza busta paga, sono quindi disponibili anche per lavoratori atipici, studenti e disoccupati, solitamente con una particolare condizione: la presenza di un garante il quale possa eventualmente sopperire all'eventuale insolvenza del contraente. Inoltre questi soggetti possono avere il finanziamento richiesto ove siano in possesso di un immobile sul quale l'istituto erogante potrà rivalersi nel caso di mancato pagamento delle rate concordate.

Esistono anche i prestiti personali senza busta paga e senza garante, cui si può accedere dimostrando all'istituto chiamato ad erogare il credito l'entrata pressoché costante di redditi, anche in nero, tali da costituire una garanzia per il futuro adempimento delle scadenze rateali da parte del sottoscrittore. 
Si tratta quindi di una iniziativa che va senz'altro salutata positivamente, in quanto tiene conto della rivoluzione in atto nella nostra società. Se infatti sino a qualche anno i nostri connazionali finalizzavano la richiesta di un prestito personale legandolo a spese extra, o comunque non a esigenze prioritarie, oggi lo fanno per riuscire a resistere magari ad una pressione fiscale sempre più forte o per rispettare scadenze vitali, come ad esempio le bollette. Considerato il grande numero di persone che iniziano ad avvertire queste esigenze, in ragione del progressivo scivolamento di interi settori sociali verso il basso, spesso ai confini con la povertà, la scelta del sistema creditizio va vista anche nell'ottica di una necessità ben precisa, quella di non tagliare fuori dal mercato troppi soggetti che, pur problematici, rappresentano comunque una opportunità.

Va ricordato che già nel corso del 2014, si è verificato un vero e proprio boom nella richiesta di prestiti di piccola entità, tesi a sostenere esigenze primarie. In pratica chi li richiede presenta un elevato rischio di insolvenza e di conseguenza banche e finanziarie cercano di limitare per quanto possibile l'erogazione del credito in termini quantitativi. Inoltre il tasso di interesse di questi prodotti è abbastanza elevato, circostanza che consiglierebbe di guardare con attenzione gli indicatori di base, ovvero il Tan e il Taeg, per capire meglio la portata dell'operazione. Infine andrebbe letto nel dettaglio il contratto, studiando tutte le clausole che lo compongono, in modo da non incorrere in spiacevoli sorprese, che potrebbero far ben presto rimpiangere la sua sottoscrizione.

Il mercato del credito sta quindi predisponendo le offerte in tal senso, anche se qualcosa è già iniziato a comparire. Ad esempio è già a disposizione di chi voglia richiederlo il carniere di proposte predisposto da Findomestic, a partire da Altri progetti, un finanziamento che può arrivare ad un importo di 14mila euro, con Tan e Taeg fissati rispettivamente al 7,58 e 7,85%. Dopo le prime sei rate, il piano di ammortamento può essere ridisegnato in base alle particolari esigenze del sottoscrittore, aumentando o diminuendo la rata. 
Altra offerta già disponibile è quella elaborata da Compass Facile.it, con un tetto di 10mila euro, che prevede un rimborso per mezzo di rate mensili fissate a 167.15 euro, mentre il Tan e il Taeg sono rispettivamente al 9,90 e 11,02%.

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Dott. Dario Marchetti
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