La normativa sul prestito personale: la Legge n.142/1992 e stipula di un contratto

Alla Legge n.142/1992 in materia di credito al consumo e la L. n.154/1992 è affidato il compito di stabilire le nozioni principali sul contratto di finanziamento e di dare disposizioni e dettagli sul contratto di prestito personale. Scopriamo insieme la normativa e i punti principali.

Nella sottoscrizione di un qualsiasi prestito personale è necessario stipulare un accordo che viene confermato e concluso con la forma di un contratto nel quale sono indicati il prezzo del bene mobile e immobile acquistato, il capitale erogato, l'importo della rata da rimborsare e il piano di ammortamento. Nel contratto di prestito sono inoltre presenti le clausole che disciplinano i rapporti tra le parti di venditore e acquirente in modo che i due siano tutelati durante tutta la durata del loro rapporto di finanziamento.

Il contratto di prestito personale è sancito e tutelato dalla Legge 19 febbraio 1992, n. 142 in materia di credito al consumo e dalla Legge 17 febbraio 1992, n.154 nelle quali sono contenute le nozioni principali indicate nel contratto che si andrà a sottoscrivere in fase di accettazione del finanziamento. Alcuni punti sono stati saltati per dare un'idea più chiara e semplice alla normativa: vediamola insieme.

Contratto di Prestito: Legge 19 febbraio 1992, n. 142

Il Contratto di Prestito ovvero la Legge 19 febbraio 1992, n. 142 - Disposizioni per l'adempimento di obblighi derivanti dall'appartenenza dell'Italia alle Comunità europee - in base alla legge comunitaria del 1991 - dispone di numerosi articoli tra cui quello più importante e esemplificativo della materia in oggetto di questo articolo è l'art.18 in materia di credito al consumo.

Contratto di Prestito: Art. 18 L. n.142/1992 DEFINIZIONE DI CREDITO AL CONSUMO

Art. 18. Credito al consumo: recepimento delle direttive del Consiglio 87/102/CEE e 90/88/CEE.

1. Ai fini della presente sezione, si definisce credito al consumo la concessione nell'esercizio di una attività commerciale o professionale di credito sotto forma di dilazione di pagamento o di prestito o di analoga facilitazione finanziaria (finanziamento) a favore di una persona fisica (consumatore) che agisce, in tale rispetto, per scopi estranei all'attività imprenditoriale o professionale eventualmente svolta.

Art. 18 L. n. 142/1992 ESCLUSI DAL CREDITO AL CONSUMO

2. Restano esclusi dall'ambito di applicazione della presente sezione, purché stipulati preventivamente in forma scritta e consegnati contestualmente in copia al consumatore, i contratti di somministrazione di cui agli articoli 1559 e seguenti del codice civile.

4. Le disposizioni della presente sezione NON SI APPLICANO inoltre, indipendentemente dall'importo:

  • alle concessioni di credito che sono rimborsabili in unica soluzione entro diciotto mesi, con il solo eventuale addebito di oneri non calcolati in forma di interesse, purché previsti contrattualmente nel loro ammontare;
  • alle concessioni di credito che sono prive direttamente o indirettamente di corrispettivo di interessi o di altri oneri a qualsiasi titolo, ad esclusione del rimborso delle spese vive sostenute e documentate;
  • alle concessioni di credito che sono destinate all'acquisto o alla conservazione di un diritto di proprietà, ovvero all'esecuzione di opere di restauro o di miglioramento, su un terreno o su un immobile edificato o da edificare;
  • ai contratti di locazione, a condizione che in essi sia prevista l'espressa clausola che in nessun momento la proprietà della cosa locata possa trasferirsi, con o senza corrispettivo, al locatario.

5. Le disposizioni della presente sezione si applicano, in quanto compatibili, anche ai soggetti che svolgono attività di mediazione finalizzata alla concessione del credito da parte del finanziatore. In particolare, nei casi in cui l'ottenimento del credito sia necessario l'intervento del terzo soggetto, il costo di tale intervento deve essere incluso nel tasso annuo effettivo globale, di cui all'art. 19.

Contratto di Prestito: Art. 19 L. n.142/1992 sul TASSO ANNUO EFFETTIVO GLOBALE

Art. 19. Tasso annuo effettivo globale.

1. E' denominato tasso annuo effettivo globale (TAEG) il costo totale del credito per il consumatore espresso in percentuale annua del credito concesso e comprensivo degli interessi e degli oneri da sostenere per utilizzarlo, calcolato conformemente alla formula matematica che figura nell'allegato II alla direttiva del Consiglio 90/88/CEE.

2. Nel rispetto degli indirizzi contenuti nella direttiva di cui al comma 1, il Comitato interministeriale per il credito e il risparmio stabilisce con propria delibera, da pubblicare nella Gazzetta Ufficiale, le modalità da applicarsi nel calcolo del TAEG, individuando in particolare gli elementi da computare in esso.

Contratto di Prestito: Art. 21 L. n. 142/1992 sui  CONTRATTI

Art. 21. Contratti

1. I contratti di concessione di credito al consumo devono essere stipulati per iscritto e un esemplare di essi va consegnato contestualmente al consumatore.
2. Fatto salvo quanto disposto al comma 4, i contratti devono indicare:

  • l'ammontare e le modalità del finanziamento; 
  • il numero, gli importi e le scadenze delle singole rate;
  • il TAEG;
  • il dettaglio delle condizioni analitiche secondo cui il TAEG può essere eventualmente modificato;
  • l'importo e la causale degli oneri che sono esclusi dal calcolo del TAEG. Nei casi in cui non sia possibile indicare esattamente tali oneri, deve esserne fornita una stima realistica. Oltre ad essi, nulla è dovuto dal consumatore;
  • le eventuali garanzie richieste;
  • le eventuali coperture assicurative richieste, ad esclusione di quelle stipulate in favore del finanziatore, intese a garantire il rimborso del credito in caso di morte, invalidità o infermità del consumatore, che devono essere incluse nel calcolo del TAEG.

PER RICAPITOLARE: TABELLA Art. 21 L. n. 142/1992 sui  CONTRATTI

CONTRATTO PRESTITO PERSONALE CONTENUTO DEL CONTRATTO DETTAGLI DEL CONTRATTO
SOTTOSCRIZIONE
  • CAPITALE EROGATO;
  • MODALITA' DI RIMBORSO;
  • IMPORTO RATA;
  • NUMERO RATE;
  • SCADENZA RATE.
  • TAEG E DETTAGLIO DELLE CONDIZIONI DEL TAEG;
  • CAUSALE DEGLI ONERI;
  • GARANZIE RICHIESTE;
  • PREMIO ASSICURATIVO.

Contratto di Prestito: Art. 21 L. n. 142/1992 sui  CONTRATTI

3. Oltre a quanto indicato nel comma 2, i contratti di credito al consumo che concernono l'acquisto di determinati beni o servizi devono contenere, a pena di nullità, le seguenti indicazioni:

  • la descrizione analitica dei beni o dei servizi che formano l'oggetto del contratto;
  • il prezzo di acquisto in contanti;
  • il prezzo stabilito dal contratto;
  • l'ammontare dell'eventuale acconto;
  • le condizioni per il trasferimento del diritto di proprietà al consumatore, nei casi in cui non sia immediato.

PER RICAPITOLARE: TABELLA Art. 21 L. n. 142/1992 sui  CONTRATTI

CONTRATTO PRESTITO PERSONALE CONTENUTO DEL CONTRATTO NEL DETTAGLIO DELLE CONDIZIONI
PUNTI DETTAGLIATI
  • descrizione analitica dei beni o dei servizi che formano l'oggetto del contratto;
  • il prezzo di acquisto in contanti;
  • il prezzo stabilito dal contratto;
  • ammontare dell'acconto;
  • condizioni per il trasferimento del diritto di proprietà al consumatore.

Contratto di Prestito: Art. 21 L. n. 142/1992 sui  CONTRATTI

4. L'art. 1525 del codice civile si applica anche a tutti i contratti di credito al consumo a fronte dei quali sia stato concesso un diritto reale di garanzia sul bene acquistato con il denaro ricevuto in prestito.

5. In via transitoria e fino all'adozione di una disciplina nazionale sulla trasparenza delle operazioni e dei servizi bancari e finanziari di contenuto almeno equivalente a quello stabilito dal presente comma e dai commi 6 e 7, agli effetti della protezione del consumatore, i contratti con cui un ente creditizio o una società finanziaria concedono a un consumatore un'apertura di credito in conto corrente non connessa all'uso di una carta di credito devono almeno contenere, a pena di nullità, le seguenti indicazioni:

  • il massimale e l'eventuale scadenza del credito;
  • il tasso di interesse annuo ed il dettaglio analitico degli oneri applicabili dal momento della conclusione del contratto, nonchè le condizioni che possono determinarne la modifica durante l'esecuzione del contratto stesso. Oltre ad essi, nulla è dovuto dal consumatore;
  • le modalità di recesso dal contratto.

PER RICAPITOLARE: Art. 21 L. n. 142/1992 sui  CONTRATTI CON CONTO CORRENTE

CONTRATTO PRESTITO PERSONALE OBBLIGO CONTO CORRENTE CONTENUTO DEL CONTRATTO
SOTTOSCRIZIONE APERTURA CONTO CORRENTE PER EROGAZIONE DEL CAPITALE
  • MASSIMALE E SCADENZA DEL PRESTITO;
  • TASSO DI INTERESSE ANNUO;
  • ONERI DEGLI INTERESSI;
  • MODALITA' DI RECESSO DAL CONTRATTO.

Contratto di Prestito: Art. 21 L. n. 142/1992 sui  RECEDERE DAL CONTRATTO DI PRESTITO

6. Il tasso di interesse annuo e gli oneri previsti nei contratti possono essere variati in senso sfavorevole al consumatore purchè ne sia data al medesimo comunicazione scritta presso l'ultimo domicilio notificato, con un anticipo di almeno cinque giorni lavorativi rispetto alla data di applicazione delle variazioni. In caso contrario, queste ultime sono inefficaci.

7. Entro quindici giorni dal ricevimento della comunicazione di cui al comma 6, il consumatore ha diritto di recedere dal contratto senza penalità e di ottenere, in sede di liquidazione del rapporto, l'applicazione delle condizioni precedentemente in essere.

8. Nessuna somma può essere addebitata al consumatore od a lui richiesta, se non sulla base di espresse previsioni contrattuali. Le clausole di rinvio agli usi sono nulle e si considerano non apposte.

9. Nei casi di assenza o nullità delle clausole contrattuali, queste ultime sono sostituite di diritto secondo i seguenti criteri:

  • il TAEG equivale al tasso nominale minimo dei buoni del tesoro annuali o di altri titoli similari eventualmente indicati dal Ministro del tesoro, emessi nei dodici mesi precedenti la conclusione del contratto di credito al consumo;
  • la scadenza del credito è a trenta mesi;
  • nessuna garanzia e copertura assicurativa viene costituita in favore del finanziatore;
  • le facoltà di adempimento anticipato ovvero di risoluzione del contratto spettano unicamente al consumatore, che le può esercitare in qualsiasi momento, senza oneri e penalità.

Contratto di Prestito: Art. 22 L. n.142/1992 sulla RESPONSABILITA' DEL FINANZIATORE

Art. 22. Responsabilità sussidiaria del finanziatore.

1. Nei casi di inadempimento del fornitore di beni e servizi, il consumatore che abbia effettuato inutilmente la costituzione in mora ha diritto di agire contro il finanziatore nei limiti del credito concesso, a condizione che vi sia un accordo che attribuisce al finanziatore l'esclusiva per la concessione di credito ai clienti del fornitore.

2. La responsabilità di cui al presente articolo si estende anche al terzo a cui il finanziatore abbia ceduto, ai sensi dell'art. 21, comma 11, i diritti derivanti dal contratto di concessione di credito.

Contratto di Prestito - Legge 17 febbraio 1992, n. 154 - "Norme per la trasparenza delle operazioni e dei servizi bancari e finanziari"

Art. 1 - Ambito soggettivo d'applicazione

1. Le norme della presente legge trovano applicazione nei confronti degli enti creditizi operanti nel territorio dello Stato e di ogni altro soggetto che, nel medesimo territorio, eserciti professionalmente attività di prestito e finanziamento o, in ogni caso, una o più delle attività indicate alle voci 2,3,4,5,,7,11 e 14 dell'elenco allegato alla direttiva del Consiglio n. 89/646/CEE del 15 dicembre 1989.

Art. 2 – Pubblicità (PRESSO GLI ISTITUTI BANCARI)

1. Gli enti e i soggetti di cui all'art. 1 devono rendere pubblici in ciascun locale aperto al pubblico:

  • i tassi di interesse effettivamente praticati per le operazioni di credito e di raccolta indicate nell'elenco allegato alla presente legge e per quelle eventuali che, pur avendo natura e requisiti delle predette operazioni, siano diversamente siano diversamente configurate dagli enti e dai soggetti di cui all'art. 1 deliberatamente per scopi elusivi;
  • dovranno essere indicati il tasso massimo per le operazioni attive e quelli minimo per le passive distinti eventualmente per forma tecnica, durata e classi di importo, nonché per le operazioni attive, la misura per gli interessi di mora; per l'emissione di titoli andranno indicati il rendimento effettivo nonché i parametri predeterminati in base ai quali tale rendimento può eventualmente variare;
  • le altre condizioni praticate per le operazioni di credito e di raccolta, ivi comprese le valute applicate per l'imputazione degli interessi a debito e a credito dei clienti;
  • il prezzo e le altre condizioni praticate per i servizi indicati nell'elenco allegato alla presente legge;
  • l'importo delle spese per le comunicazioni alla clientela.

[...]

Contratto di Prestito - Legge 17 febbraio 1992, n. 154: ART. 3

Art. 3 - Forma dei contratti

1. I contratti relativi alle operazioni e ai servizi devono essere redatti per iscritto ed un loro esemplare deve essere consegnato ai clienti.

2. La forma scritta non è obbligatoria per i contratti riguardanti la prestazione dei servizi che formano oggetto della pubblicità di cui all'art.2, sempre che il loro prezzo unitario non ecceda l'importo massimo stabilito con decreto del Ministro del tesoro e comunque, in sede di prima applicazione, lire 50.000.

3. Su conforme delibera del CICR, la Banca d'Italia può dettare, per motivate ragioni tecniche, particolari modalità per la forma dei contratti relativi a determinate categorie di operazioni e di servizi.

Contratto di Prestito - Legge 17 febbraio 1992, n. 154: ART. 4

Art. 4 - Contenuto dei contratti (VEDI LE TABELLE SOPRA)

1. I contratti devono indicare il tasso di interesse e ogni altro prezzo e condizione praticati, inclusi, per i contratti di credito, gli eventuali maggiori oneri in caso di mora.

2. L'eventuale possibilità di variare in senso favorevole al cliente il tasso di interesse e ogni altro prezzo e condizione deve essere espressamente indicata nel contratto con la clausola approvata specificamente dal cliente.

3. Le clausole contrattuali di rinvio agli usi sono nulle e si considerano non apposte.

4. Le clausole che prevedono tassi, prezzi e condizioni più sfavorevoli per i clienti di quelli resi pubblici sono nulle.

Contratto di Prestito - Legge 17 febbraio 1992, n. 154: ART. 5

Art. 5 - Integrazione dei contratti

1. Nelle ipotesi di nullità di cui all'articolo 4, comma 4, nonché nei casi di mancanza di specifiche indicazioni si applicano:

  • il tasso nominale minimo e quello massimo dei buoni ordinari del Tesoro annuali o di altri titoli similari eventualmente indicati dal Ministro del tesoro, emessi nei dodici mesi precedenti la conclusione del contratto, rispettivamente per le operazione attive e per quelle passive;
  • gli atri prezzi e condizioni resi pubblici nel corso della durata del rapporto per le corrispondenti categorie di operazioni e servizi, in mancanza di pubblicità è nulla.

Contratto di Prestito - Legge 17 febbraio 1992, n. 154: ART. 6

Art. 6 - Modifica delle condizioni contrattuali (VEDI SOPRA NELLA SEZIONE SU COME RECEDERE DAL CONTRATTO)

1. I tassi di interesse , i prezzi e le altre condizioni previsti nei contratti di durata possono essere variati in senso sfavorevole al cliente, purché ne sia data al medesimo comunicazione scritta presso l'ultimo domicilio notificato.

2. Nelle ipotesi in cui si proceda a variazioni generalizzate della struttura dei tassi, la comunicazione di cui al comma 1 potrà avvenire in modo impersonale tramite inserzione di appositi avvisi nella Gazzetta Ufficiale.

3. Su conforme delibera del CICR, la Banca d'Italia può prevedere diverse modalità di comunicazione per le variazioni riguardanti determinate categorie di operazioni e servizi ove ciò sia giustificato da motivate ragioni tecniche.

4. Le variazioni contrattuali per le quali non siano state osservate le prescrizioni del presente articolo sono inefficaci.

5. Entro quindici giorni dal ricevimento della comunicazione scritta il cliente ha diritto di recedere dal contratto senza penalità e di ottenere in sede di liquidazione del rapporto, l'applicazione delle condizioni precedentemente in essere. Ove siano ammesse forme di comunicazione impersonali, il termine suddetto decorre dalla pubblicazione dei relativi avvisi.

CONTRATTO PRESTITO VARIAZIONI CONTRATTO DIRITTO DI RECESSO

VARIAZIONE SU:

  • TASSO DI INTERESSE;
  • PREZZI;
  • CONDIZIONI DI DURATA DEL CONTRATTO.
COMUNICAZIONE INSERZIONE TRAMITE AVVISO SU GAZZETTA UFFICIALE
  • SENZA PENALITA';
  • OTTENIMENTO DELLA LIQUIDAZIONE DEL RAPPORTO.

Contratto di Prestito - Legge 17 febbraio 1992, n. 154: ART. 7

Art. 7 - Decorrenza delle valute

1. Per le operazioni passive gli interessi sui versamenti presso un ente creditizio di denaro, di assegni circolari emessi dallo stesso ente creditizio e di assegni bancari tratti sullo stesso sportello presso il quale viene effettuato il versamento devono essere conteggiati con la valuta del giorno in cui è effettuato il versamento e sono dovuti fino a quello del prelevamento.

CONTRATTO PRESTITO PRESONALE INTERESSI SUI VERSAMENTI CALCOLO INTERESSI GODUTI

OPERAZIONI PASSIVE:

  • ASSEGNI CIRCOLARI;
  • ASSEGNI BANCARI.
VALUTA DEL GIORNO IN CUI E' STATO EFFETTUATO IL VERSAMENTO INTERESSI DOVUTI FINO AL GIORNO DEL PRELEVAMENTO

Contratto di Prestito - Legge 17 febbraio 1992, n. 154: ART. 9

Art. 9 – Sanzioni

1. Gli imprenditori, gli amministratori, i direttori, i dipendenti, i curatori, i liquidatori e i commissari che non osservano le disposizioni in materia di pubblicità di cui all'art.2 sono puniti con la sanzione pecuniaria da lire due milioni a lire dieci milioni. Gli enti e soggetti di cui all'art.1 rispondono civilmente in solido e sono obbligati ad esercitare il diritto di rivalsa presso i responsabili. Si osservano le disposizioni degli artt. 89 e 90 del Regio Decreto Legge 12 marzo 1936 n. 375, convertito, con modificazioni, dalla legge 7 marzo 1938 n. 141 e successive modificazioni e integrazioni.

2. In caso di ripetute violazioni, il CICR, su proposta della Banca d'Italia, può disporre la sospensione dell'attività di sedi e filiali.

3. Entro il termine di trenta giorni il testo integrale del provvedimento del Ministro del Tesoro di cui all'art.90 del citato Decreto Legge n. 375 del 1936, convertito, con modificazioni, dalla citata Legge n. 141 del 1938, è altresì pubblicato, a cura e spese dell'ente o soggetto trasgressore, su almeno due quotidiani, di cui uno economico a diffusione nazionale. In caso di inadempienza, la pubblicazione è disposta dalla Banca d'Italia e la trasgressore si applica, per questo solo fatto, con la procedura di cui al comma 1, la sanzione pecuniaria di lire 5.000.000 oltre al rimborso delle spese per la pubblicazione.

4. Alle sanzioni previste dal presente articolo non si applicano le disposizioni degli artt. 16 e 26 della Legge 24 novembre 1981 n. 689.

5. Al fine di verificare il rispetto delle disposizioni della presente Legge, la Banca d'Italia può acquisire informazioni ed eseguire ispezioni presso i soggetti di cui all'art.1, ovvero richiedere che tali verifiche siano effettuate dalle competenti autorità di controllo o di vigilanza.

Contratto di Prestito - Legge 17 febbraio 1992, n. 154: ART. 10

Art. 10 – Fideiussione

1. L'articolo 1938 del codice civile è sostituito dal seguente: "Art. 1938 (Fideiussione per obbligazioni future condizionali). La fideiussione può essere prestata anche per un'obbligazione condizionale o futura con la previsione, in quest'ultimo caso, dell'importo massimo garantito".

2. All'articolo 1956 del codice civile è aggiunto il seguente comma: "Non è valida la preventiva rinuncia del fideiussore ad avvalersi della liberazione".

CONTRATTO PRESTITO PERSONALE FIDEIUSSIONE ART. 1938 CODICE CIVILE FIDEIUSSIONE ART. 1956 CODICE CIVILE
GARANZIE PRESTATA PER UN'OBBLIGAZIONE CONZIONALE O FUTURA CON PREVISIONE DI IMPORTO FINANZIATO MASSIMO GARANTITO PREVENTIVA RINUNCIA ALLA FIDEIUSSIONE NON VALIDA

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Maria Francesca Massa
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