Il prestito d'onore agli studenti in crisi nel Regno Unito, ma c'è chi lo propone in Italia

Mentre il prestito d'onore fa temere una nuova crisi negli Stati Uniti e mostra chiaramente la corda nel Regno Unito, nel nostro paese viene proposto da due economisti, Daniele Terlizzese e Andrea Ichino, provocando una vera levata di scudi da parte del movimento studentesco.

Il prestito d'onore per gli studenti si affaccia anche nel nostro paese. A proporlo sono stati in particolare gli economisti Daniele Terlizzese e Andrea Ichino, autori di un libro, "L'università salvata dagli studenti", che è stato oggetto di roventi polemiche. Il motivo della discussione è proprio la ricetta suggerita, ritagliata sulla riforma approvata nel Regno Unito, con la quale sono state introdotte tasse molto più alte a fronte delle quali viene concessa la possibilità di ottenere il prestito d'onore, da ripagare una volta terminati gli studi. Una ricetta che sta mostrando chiaramente la corda non solo nel Regno Unito, ma anche negli Stati Uniti, ove addirittura si teme l'esplosione di una bolla che potrebbe ricordare molto da vicino quella dei mutui subprime che riversa ancora venti di crisi sull'economia mondiale, a distanza di sette anni dal suo scoppio.

La proposta di Terlizzese e Ichino, è stata aspramente contestata dal movimento studentesco, sulla base della contrarietà a quello che è visto come un ennesimo attacco ai diritti delle fasce più deboli della popolazione. A preoccupare, però, dovrebbe essere più l'aspetto puramente economico della proposta, in quanto proprio le notizie che giungono da oltre Manica e dagli Stati Uniti sembrano dimostrare come il modello prefigurato rischi a gioco lungo di diventare un vero pericolo pubblico.

Il prestito d'onore per gli studenti è ormai in crisi

(Il prestito d'onore è in crisi negli Stati Uniti e nel Regno Unito)

E' infatti notizia di pochi giorni fa il crescere dei timori per una nuova bolla in arrivo dagli Stati Uniti, stavolta dovuta alla massa di finanziamenti concessi sotto forma di prestito d'onore a studenti che molto spesso non restituiscono quanto ricevuto. In pratica lo stesso modello che ha visto alla fine lo scoppio della bolla relativa ai mutui subprime, quando la concessione di finanziamenti per l'acquisto della casa a soggetti non affidabili preparò le basi per la crisi epocale che ancora oggi riverbera a livello globale i suoi drammatici effetti. A rendere preoccupante la situazione è in particolare il fatto che il meccanismo di finanziamento per gli studenti sia stato usato impropriamente da una grande massa di persone non al fine di finanziarsi gli studi, bensì per spese di altro genere. La pratica impossibilità di riavere indietro le somme erogate e l'entità delle stesse, potrebbe presto spingere l'amministrazione Obama a spalmare sui contribuenti almeno una parte del debito totale, nel tentativo di attutire gli effetti che da più parti si annunciano catastrofici.

Anche nel Regno Unito, però, il modello del prestito d'onore comincia a mostrare la corda. L'innalzamento delle tasse che si unisce all'elargizione di somme in grado di permettere agli studenti di far fronte alle spese per il completamento dei corsi, ha infatti spinto fuori dalle università molti ragazzi dei ceti più poveri, provocando l'accusa di classismo al governo Cameron. Anche in questo caso, inoltre, la difficoltà a rientrare dei soldi prestati, in particolare agli studenti provenienti da fuori, preoccupa non poco dal lato puramente finanziario. In definitiva, i contestatori di Terlizzese e Ichino farebbero meglio a puntare sulla non sostenibilità economica del prestito d'onore in un paese come il nostro, già alle prese con problemi finanziari molto seri, più che sull'attacco al diritto allo studio che questa formula potrebbe comportare.

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Dott. Dario Marchetti
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