Ora anche gli anziani sono chiamati a ripagare i prestiti d'onore negli Usa

Crescono in modo esponenziale le preoccupazioni del mondo finanziario e politico per i prestiti concessi agli studenti negli Stati Uniti, mentre anche gli anziani sono chiamati a ripagare i debiti contratti per frequentare l'università, vedendo decurtate le proprie pensioni.

Il problema dei prestiti agli studenti continua a preoccupare non poco il governo federale degli Stati Uniti e gli analisti finanziari. La cifra di oltre 1100 miliardi di dollari che graverebbe sulle casse statali e che ha ormai creato una bolla di dimensioni gigantesche, potrebbe prima o poi esplodere con esiti catastrofici, rinverdendo i fasti dei mutui subprime e proprio per impedire che questo accada, l'amministrazione Obama sta studiando le possibili soluzioni. Tra le quali sembra avanzare quella che vedrebbe accollata almeno una parte del debito sulla collettività, proprio per evitare una nuova crisi dei mercati che potrebbe portare ad una ulteriore glaciazione economica dagli esiti imprevedibili.
Peraltro il problema continua a crescere giorno dopo giorno, anche perché i prestiti agli studenti sono diventati negli ultimi anni un vero e proprio escamotage per molte persone che si iscrivono all'università in modo da poterne usufruire e trovare un mezzo di sostentamento in attesa magari di trovare un lavoro che è sempre più difficile ottenere. Se infatti le statistiche ufficiali sembrano indicare una situazione sotto controllo, nella realtà i senza lavoro che neanche si iscrivono più alle liste del collocamento, in quanto apertamente sfiduciati, sono decine e decine di milioni, addirittura novanta in base alle stime ufficiose. In una situazione di questo genere, non stupisce che molti vedano nei prestiti studenteschi il modo per avere risorse che poi non saranno restituite.

Continuano a crescere le preoccupazioni per i prestiti studenteschi negli Usa

(Continuano a crescere le preoccupazioni per la bolla dei prestiti universitari negli Usa)

Un fronte sinora rimasto sullo sfondo, quello riguardante i prestiti studenteschi delle persone più anziane, sta ora riversando i suoi effetti su una situazione già ampiamente deteriorata. Va infatti ricordato che essi non possono essere trasformati in un fallimento, in ragione delle clausole di salvaguardia. Di conseguenza, molti pensionati vedono ogni mese le loro pensioni decurtate al fine di ripagare il debito contratto.  Se nel 2002 le persone costrette a ripagare il debito contratto in epoca scolastica ammontavano a 31mila, nel corso del 2013 il numero è salito a quota 155.000. Di questi, 36mila sono over 65, contro i seimila del 2002. Un dato che preoccupa molto e provoca allarme sociale, proprio per la particolarità della situazione.
Obama ha cercato di porvi rimedio ponendo un limite del 10% sul reddito per la restituzione dei prestiti universitari, ma resta la preoccupazione per una massa ingente di denaro che potrebbe rientrare solo in parte e che ormai non grava solo su persone in età lavorativa, ma anche sui pensionati. Se la situazione economica dovesse subire un improvviso peggioramento, potrebbe diventare addirittura impossibile rientrare delle cifre concesse, esponendo i conti pubblici a rischi gravissimi. Un rischio che peraltro si accompagna a quello derivante dai prestiti per l'acquisto di auto di seconda mano concessi a persone che non vantano adeguato merito creditizio. Non stupisce quindi l'attenzione che il mondo finanziario continui a riservare agli Stati Uniti, visto che proprio da oltre oceano si è propagato lo tsunami che ha devastato l'economia mondiale dal 2007 in poi.

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Dott. Dario Marchetti
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