I prestiti per dipendenti pubblici e statali protestati o cattivi pagatori: LE 3 SOLUZIONI per riequilibrare la situazione finanziaria

I dipendenti pubblici e statali hanno la possibilità di richiedere varie forme di finanziamento in quanto il loro contratto, solitamente a tempo indeterminato, è una maggiore garanzia per gli Istituti bancari che concedono il prestito. Ma è la stessa cosa se si è protestati?

Richiedere una qualsiasi forma di finanziamento o un prestito personale è molto più semplice per un lavoratore che ha un contratto lavorativo a tempo indeterminato, in quanto costituisce una maggiore garanzia per gli Istituti bancari di regolare restituzione del capitale. Per questo motivo, un dipendente pubblico o statale, con contratto a tempo indeterminato, ha numerose possibilità di scelta di prestiti personali, in rapporto alle spese da sostenere, alla somma di denaro che si intende richiedere e al piano di ammortamento che si necessita di ottenere.

Solitamente gli enti finanziari sono maggiormente propensi a erogare un capitale a soggetti lavoratori come dipendenti pubblici e statali, ma è la stessa cosa se il soggetto richiedente è protestato o inserito nella categoria di cattivo pagatore? Vediamo insieme i dettagli di accesso al credito per un dipendente pubblico e statale che presenta una segnalazione Crif, quali sono le tipologie di prestito personale che è possibile scegliere, i limiti e le condizioni di accettazione del finanziamento, a chi rivolgersi.

PRIMA DI INIZIARE: perché il PROTESTO?

Perché il protesto? E' una segnalazione alla banca dati CRIF, collegata a ciascuna delle banche date degli Istituti bancari che erogano prestiti personali, che fa presente che "Tizio o Caio" non ha pagato regolarmente le rate del finanziamento di cui ha beneficiato, mettendo in guardia gli enti finanziari dal proporre e erogare altri capitali. Il protesto è dunque una segnalazione nella lista nera di coloro che non sono affidabili nel rimborso del capitale.

Un dipendente pubblico o statale che riceve una segnalazione Crif diventata un cattivo pagatore o un protestato, con la limitazione nell'accesso al credito, a qualsiasi tipologia di prestito personale, e in alcuni casi anche di cessione del quinto, nonostante la detrazione della rata mensile sia direttamente effettuata dal datore di lavoro, proprio per limitare i casi insolvenza o di mancato pagamento. Ogni Istituto bancario utilizza una propria politica di rischio nell'erogazione di un prestito, calcolando preventivamente i movimenti bancari del cliente, le sue entrate economiche e le sue uscite, per farsi un'idea dell'affidabilità e della sostenibilità della rata da restituire.

PER COMPRENDERE MEGLIO: una segnalazione al Crif significa l'impossibilità di ottenere dei prestiti personali fino alla cancellazione dall'apposita banca dati: per un dipendente pubblico e statale implica una vera e propria riduzione di possibilità nella richiesta di finanziamenti, che prima di quel momento erano numerosi, con tasso di interesse ridotto, e con capitali erogabili maggiori rispetto a quelli offerti alle altre categorie di lavoratori (anche se ciò è variabile in rapporto alla retribuzione mensile).

Da RISPARMIATORE a PROTESTATO: PRIMO CONSUNTIVO SUL PRESTITO DEL 1959

Qui di seguito si offre un video-preambolo all'articolo che segue, a cura dell'Istituto LUCE, che offre il Primo Consuntivo del Prestito del 1959, che ha erogato un finanziamento di circa 300 miliardi di lire, per la realizzazione di infrastrutture, dighe, per il settore del turismo, dell'agricoltura, per le aree depresse del Mezzogiorno, con l'obiettivo di effettuare interventi di ammodernamento del territorio nazionale e per incentivare lo stabilimento della lira. Insomma, uno sguardo al Luglio 1959  e uno al Novembre 2013 e ci troviamo in una situazione in cui l'italiano, da fama di risparmiatore, è passato alla fama di non pagatore!

PRIMA SOLUZIONE: LA CESSIONE DEL QUINTO per dipendenti pubblici e statali protestati

Un dipendente pubblico e statale inserito nella lista dei cattivi pagatori o protestati, ovvero coloro che hanno avuto una segnalazione alla banca Crif per insolvenza o mancato pagamento di due o più rate, possono scegliere tra ben poche soluzioni di finanziamento e, come abbiamo avuto modo di dire precedentemente, anche l'accesso al credito di alcune proposte di finanziamento che esporremo di seguito sono legate alle condizioni e alle politiche di rischio di ciascun Istituto bancario che, a propria discrezione accetta o rifiuta una proposta di prestito personale in base alla fattibilità e ai rischi economici che porta con sé il soggetto richiedente.

Una delle prime soluzioni di prestito per un dipendente pubblico e statale protestato o inserito nella lista di cattivo pagatore è la cessione del quinto, che per la modalità di pagamento, che avviene tramite detrazione diretta dalla busta paga da parte del datore di lavoro, è la forma di finanziamento che meglio permette di controllare la regolare restituzione del capitale erogato. E' infatti lo stesso datore di lavoro a prelevare la somma di denaro dovuta e versarla all'ente finanziario. Per questo motivo, il dipendente pubblico o statale che necessita di un finanziamento può optare per questa prima soluzione di finanziamento.

Dipendenti pubblici e statali protestati: TEMPI DI ATTESA PER LA CESSIONE DEL QUINTO

Per un dipendente pubblico e statale protestato o inserito nella lista dei cattivi pagatori, la scelta della cessione del quinto permette di ottenere un finanziamento con maggiore facilità, in quanto la regolare restituzione delle rate non dipende dal soggetto, che, per gli Istituti bancari, ha dimostrato precedentemente la sua inaffidabilità, ma dal datore di lavoro che versa l'importo dovuto detraendolo direttamente dalla sua busta paga. Per accedere alla tipologia di finanziamento con cessione del quinto è però necessario attendere un periodo di tempo in seguito alla segnalazione CRIF: non è infatti possibile fare subito richiesta di un prestito personale, qualsiasi sia la forma.

PRIMO CASO: si è un dipendente pubblico o statale con 2 o più di 2 rate insolute, che in seguito alla segnalazione CRIF ha saldato il debito. Il tempo di attesa per richiedere un nuovo finanziamento, per esempio con la cessione del quinto, va dai 12 ai 24 mesi.

SECONDO CASO : si è un dipendente pubblico o statale con 2 o più di 2 rate insolute, che non ha saldato il suo debito. Il tempo di attesa per richiedere un nuovo finanziamento è di 36 mesi - anche se la possibilità di ottenere un ulteriore finanziamento senza aver corrisposto le somme dovute, è molto difficile.

SECONDA SOLUZIONE: il CONSOLIDAMENTO DEBITI per pagare le rate INSOLUTE

Il secondo caso di cui abbiamo parlato sopra, ovvero il dipendente pubblico o statale con 2 o più di 2 rate insolute, che non ha saldato il suo debito nemmeno in seguito alla segnalazione Crif, e che vede maggiorate le sue rate, l'applicazione di interessi di mora e, nei casi peggiori, anche il pignoramento dei beni, può risolvere la situazione richiedendo il prestito di consolidamento debiti e incorporare tutto il capitale dovuto in un altro prestito con rate mensili di importo ridotto. In questo modo, la rata è maggiormente sostenibile, si risolve il debito e in seguito è possibile ottenere un altro finanziamento.

La cessione del quinto è infatti accettata anche a coloro che sono stati protestati, che non hanno saldato il debito nemmeno in seguito alla segnalazione Crif, e che hanno subito un pignoramento. Con questa tipologia di prestito, è possibile ridurre le rate aumentando il piano di ammortamento, ma è anche possibile richiedere della liquidità per saldare, per esempio, il debito contratto, riducendo la tempistica di attesa della richiesta della cessione del quinto dello stipendio e riequilibrare la propria condizione finanziaria.

La SOLUZIONE DI EMERGENZA per dipendenti pubblici e statali protestati: VIDEO

Per comprendere meglio si consiglia di visualizzare anche il video seguente dal minuto 1:02, nel quale si spiega in maniera dettagliata la forma di prestito con consolidamento debiti per dipendenti pubblici e statali che sono stati protestati o inseriti nella lista di cattivi pagatori, indirizzando il soggetto verso la soluzione più adatta per risolvere e riequilibrare la propria situazione finanziaria e magari intraprendere la via di un altro prestito ma con regolare restituzione delle rate:

TERZA SOLUZIONE per dipendenti pubblici e statali protestati: LE GARANZIE

Un terza soluzione all'accettazione di un finanziamento, è quella di apportare maggiori garanzie nella restituzione del capitale. Un dipendente pubblico o statale può risolvere la situazione in due modi:

  • sottoscrivere una polizza assicurativa rischio vita e impiego;
  • porre come garanzia il suo TFR;
  • la presenza di un garante.

SOTTOSCRIZIONE DI UNA POLIZZA ASSICURATIVA: con la sottoscrizione di una polizza assicurativa rischio vita e impiego, si tutela l'Istituto bancario nel caso di insolvenza o mancato pagamento, dovuta a morte prematura o perdita del lavoro: sarà la stessa compagnia assicurativa a saldare il debito con il premio versato dal soggetto beneficiario del prestito.

GARANZIA DEL TFR: in caso di insolvenza, Istituto bancario può avvalersi della somma del TFR del soggetto richiedente il prestito, considerando gli anni di anzianità del soggetto e la somma cumulata, che corrisponde a una mensilità per ogni anno di servizio.

LA PRESENZA DI UN GARANTE: è un'ulteriore garanzia che permette di garantire all'Istituto bancario di rifarsi su un altro soggetto, che diventa responsabile della regolare risoluzione del contratto di finanziamento. Il garante non deve essere stato a sua volta protestato e deve avere un contratto di lavoro a tempo indeterminato.

COME SI DIVENTATA CATTIVI PAGATORI? GUARDATE UN PO' QUESTO VIDEO

Qui di seguito si propone un video - a cura di "Vite da recupero" - che mostra l'immagine dell'Italia sotto la spinta del voler acquistare anche ciò per cui non si hanno le disponibilità economiche. Da un tempo in cui fare dei finanziamenti non era per tutti, si è arrivati alla pioggia di prestiti, carte di credito e debiti che vanno di pari passo con la mentalità del pagatore: "se il bene non funziona, decido di non pagare; non ho i soldi e non pago; decido quando pagare perché sono in crisi". E invece, no. Chi sottoscrive una finanziaria la deve pagare: guardate un pò la situazione italiana raccontata da un soggetto di recupero crediti.

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Maria Francesca Massa
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