Prestito Inpdap per ristrutturazione casa: ecco come ottenerlo

Come ottenere il prestito Inpdap per la ristrutturazione della prima casa?
Quando parliamo di prestiti Inpdadp di riferiamo ad una particolare tipologia di mutui che viene concessa dall'Istituto nei confronti dei propri iscritti che abbiano intenzione di effettuare degli investimenti che riguardano il miglioramento oppure la ristrutturazione della prima casa di proprietà del richiedente. Questi soldi, tuttavia, possono essere impiegati anche per la gestione delle spese straordinarie condominiali oppure di quelle relative al montaggio degli impianti di energia rinnovabile (ne sono un esempio gli impianti che funzionano ad energia solare).
Per ottenere un prestito Inpdap, tuttavia, è indispensabile avere determinati requisiti: è necessario essere un dipendente statale o della pubblica amministrazione da almeno quattro anni (le categorie di lavoratori sono molteplici: vanno dall'insegnante all'addetto allo sportello che trovate alle Poste, dal militare ad un lavoratore del Comune). Nel caso in cui il richiedente sia stato assunto da un lasso di tempo inferiore a quello richiesto, sarà necessaria la presenza di una terza persona che faccia da garante. Ma per procedere alla richiesta di questo finanziamento non è necessario essere in età lavorativa: possono averne accesso anche i pensionati che sono risultati in precedenza dei cattivi pagatori, a patto che non abbiano già compiuto i 60 anni di età.
Dove bisogna presentare la domanda per il prestito Inpdap? Se siete ancora lavoratori, potete portare tutta la documentazione necessaria presso l'ufficio territoriale di competenza. Se siete già andati in pensione, invece, potete rivolgervi alle agenzie di intermediazione creditizia presenti nella zona (questa seconda alternativa può essere usufruita anche dagli stessi lavoratori dipendenti).
Quali sono i documenti richiesti? Per ottenere un prestito Inpdap per la ristrutturazione della prima casa, è indispensabile presentare all'ufficio di competenza alcuni documenti, come la copia di tutti i preventivi relativi alle spese dei lavori che si hanno intenzione di svolgere e le fatture che riguardano i servizi già pagati. Oltre alla carta di identità, inoltre, bisognerà presentare anche una carta che attesti che l'edificio su cui volete effettuare tali lavori deve essere di vostra proprietà.
Come funziona il calcolo delle rate? Partiamo dal presupposto che tale finanziamento può essere richiesto a partire da un importo minimo di 10.000 euro fino ad un massimo di 30.000 euro. Tale somma dovrebbe essere sufficiente a sostenere completamente le spese di ristrutturazione ma, nel caso voleste richiedere un prestito di una cifra inferiore, è più conveniente valutare un altro tipo di soluzione.
Il piano di ammortamento viene calcolato in base all'importo richiesto, a cui verrà applicato un tasso fisso: non dimenticate, tuttavia, che il valore massimo di ogni singola rata mensile non può essere superiore ad un quinto del valore dello stipendio netto o della pensione percepito dal richiedente. Ogni pagamento mensile è composto da una quota capitale, la percentuale relativa agli interessi e una parte relativa all'assicurazione sulla vita intestata al richiedente (grazie a quest'ultima clausola, nel caso in cui il soggetto sottoscrivente al contratto dovesse morire prima di aver finito di pagare il finanziamento, gli eredi non dovranno essere responsabili di tale onere finanziario). Non dimenticate, infine, che il periodo di rimborso non può eccedere i 5 anni di durata.
Perchè è più conveniente? Il prestito Inpdap per la ristrutturazione della prima casa rappresenta una delle soluzioni più convenienti per ottenere un prestito, rispetto a quello che viene generalmente proposto da un istituto bancario o da una società finanziaria. L'Isituto Nazionale di Previdenza per i Dipendenti dell' Amministrazione Pubblica propone infatti dei tassi di interesse decisamente vantaggiosi e anche i costi relativi alla registrazione del contratto, all'assicurazione e alle commissioni, sono inferiori rispetto alle altre. Questo significa che, nel caso foste dipendenti statali, risulterebbe molto più conveniente affidarvi a questa tipologia di prestito piuttosto che andare alla ricerca di alternative più "classiche".
Perché l'Inpdap richiede dei limiti così stretti? Chi può accedere a tale prestito sono solamente i dipendenti statali o pubblici che sono riusciti a maturare già 3 anni di attività lavorativa, altrimenti viene richesta la presenza di una terza persona che ricopra il ruolo di garante. Oppure quei pensionati che non hanno compiuto ancora i 60 anni di età. Tali restrizioni sono state poste solo perché l'Istituto ha a disposizione un capitale dedicato ai prestiti che è davvero molto limitato: è proprio per questo motivo che non riuscirebbe a ricoprire i crediti richiesti da chiunque inoltri la richiesta.
Quando può essere presentata la domanda? Se si ha intenzione di affidarsi all'Inpdap per il finanziamento, bisogna ricordarsi che l'Istituto accetta le domande solo in alcuni particolari momenti dell'anno, ossia dal 1 al 10 gennaio, dal 1 al 10 maggio e dal 1 al 10 settembre. Nel caso foste a corto di liquidità nei periodi restanti, vi conviene valutare l'effettiva urgenza del finanziamento: se si tratta di attendere una manciata di settimane potete anche valutare l'ipotesi di attendere, ma se siete presi con l'acqua alla gola e la vostra necessità è immediata, allora è meglio optare per proporre la domanda attraverso i canali più classici del prestito, ossia ad un istituto bancario oppure ad una società finanziaria.
Non dimenticate, infine, che l'Inpdap effettua ogni trimestre una graduatoria che metterà in ordine chi merita di ottenere il mutuo rispetto agli altri: tale lista viene stilata tenendo conto del reddito percepito e dall'anzianità lavorativa. Può accadere, inoltre, che l'Istituto non sia in grado di sostenere tutti i prestiti richiesti a causa di mancanza di fondi: in questo caso, bisognerà presentare nuovamente la omanda il trimestre successivo.

Ma vediamo ora qualche esempio: Ricordate che tali importi vengono segnalati come valori di riferimento di un lavoratore dipendente pubblico o statale:

  • importo richiesto: 10.000 euro; da rimborsare a 60 mesi a 223,00 euro o a 84 mesi a 173,00 euro o a 120 mesi a 132,00;
  • importo richiesto: 20.000 euro; da rimborsare a 60 mesi a 445,00 euro o a 84 mesi a 345,00 euro o a 120 mesi a 264,00;
  • importo richiesto: 25.000 euro; da rimborsare a 60 mesi a 555,00 euro o a 84 mesi a 432,00 euro o a 120 mesi a 330,00;
  • importo richiesto: 30.000 euro; da rimborsare a 60 mesi a 667,00 euro o a 84 mesi a 518,00 euro o a 120 mesi a 397,00;
  • importo richiesto: 50.000 euro; da rimborsare a 60 mesi a 1.100,00 euro o a 84 mesi a 863,00 euro o a 120 mesi a 660,00;

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Giulia Ceschi
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