Novità su prestiti INPS e pensione anticipata: le proposte e le alternative per un futuro più roseo

Dibattiti, proposte e riforme INPS: una pensione anticipata che garantisca il principio di eguaglianza sociale è ciò che sperano tutti. Ecco a voi tutte le proposte avanzate per rendere tale idea anche una realtà. L'idea del prestito Inps per color i quali sono prossimi alla pensione ma non hanno ancora maturato i requisiti necessari per richiederla.

Dall'ottobre 2013 l'Inpdap ha attuato nuovi regolamenti per poter concedere dei prestiti agevolati a favore dei dipendenti pubblici che, trovandosi in difficoltà economiche, dovevano richiedere un finanziamento. Lo scopo era quello di poter garantire una stabilità creditizia a quelle persone che stavano trascorrendo un periodo poco sereno, a causa delle ristrettezze economiche.

I finanziamenti in questione prevedevano un periodo di rimborso che andava da un anno a quattro anni, oppure fino a dieci anni per i prestiti pluriennali. Tali prestiti pluriennali erano destinati all'acquisto di una nuova casa, oppure per la sospensione  la rinegoziazione del mutuo.

Il 2015 ha aperto le porte a nuove riforme in questo settore, tanto che si parla proprio di novità sulle pensioni. L'ipotesi è quella di una pensione anticipata o in qualsiasi caso una maggiore scelta da parte dei lavoratori nell'accesso alla pensione.

Qui di seguito si desidera focalizzare l'attenzione sui tre punti salienti delle discussioni degli ultimi tempi, ovvero la riforma delle pensioni e prestiti Inps.

QUOTA 100 O QUOTA 97? CHE COSA SI INTENDE?

Da marzo 2015 è in corso una discussione, riguardo la flessibilità in uscita, con misure a favore della pensione anticipata e le pensioni di reversibilità. Il ddl Damiano vorrebbe veder concessa ai lavoratori la pensione quota 97, ovvero la possibilità di poter accedere anticipatamente alla quiescenza per tutti coloro i quali hanno un'età compresa tra i 62 e che abbiano maturato almeno 35 anni di contributi.

In questo modo, il lavoratore potrebbe optare per una scelta cosciente, che lo condurrebbe a ritirarsi dal lavoro prima dei 66 anni previsti dall'attuale Legge Fornero pur consapevole di dover pagare pegno. Il meccanismo della Quota 97 prevede penalizzazioni pari all'8% e decurtazione del 2%, in diminuzione per ogni anno lavorato in più, fino al completo annullamento al momento del raggiungimento dei 66 anni; il meccanismo consentirebbe di concedere premi maggiori per coloro che decideranno di permanere più a lungo nel mondo del lavoro.

Dall'altra parte, invece, ci sono i sostenitori della pensione quota 100; il ritorno alle quote è fortemente sponsorizzata dai sindacati e dai lavoratori, i secondi, a maggior ragione vedono la quota 100 come la soluzione ideale in quanto priva di penalizzazioni, così da consentire a tutti coloro che raggiungono la soglia prevista (età anagrafica e contributiva) di poter accedere all'assegno pensionistico senza subire alcuna decurtazione.

In qualsiasi caso, molti sono i sostenitori dell'urgente e necessaria riforma della Riforma Fornero, definita troppo rigida e scritta male e il fulcro delle discussioni rimane sempre questo: consentire la libertà di scelta nell'accesso dei lavoratori al trattamento pensionistico.

VIDEO: FLESSIBILITÀ DELLE PENSIONI IN BASE ALLA TIPOLOGIA DEL LAVORO

LA PROPOSTA BOERI E IL PRINCIPIO DI EGUAGLIANZA SOCIALE

In base a quanto dichiarato dall'economista Boeri, agendo sui tagli sulle pensioni d'oro si potrebbe introdurre una maggiore flessibilità in uscita, raggiungendo così un principio di eguaglianza sociale. Il presidente INPS ha focalizzato il proprio discorso sulla rivitalizzazione economica delle fasce della popolazione, fortemente colpite dalla Legge Fornero, quali, ad esempio i lavoratori tra i 55 e i 65 anni, i quali, perdendo il lavoro, non hanno ancora maturato i requisiti necessari per poter accedere alla pensione.

Entro l'estate, tale proposta dovrebbe  maturare misure ad hoc, tra i quali gli ammortizzatori sociali e progetti di maggiore flessibilità in uscita a fronte di un assegno pensionistico più basso.

UN PROBLEMA DA NON SOTTOVALUTARE: GENERAZIONI DI PENSIONI INPS A CONFRONTO

Una panoramica mordace e realistica sulla situazione pensionistica italiana.

ECCO UN'IDEA: UN PRESTITO INPS PER COLORO I QUALI SONO PROSSIMI ALLA PENSIONE MA NON HANNO ANCORA MATURATO I REQUISITI NECESSARI PER RICHIEDERLA, IN BASE ALL'ATTUALE RIFORMA DELLE PENSIONI

Un pensiero ben preciso sugli esodati: intervenire sulla situazione di chi è vicino alla pensione e magari è rimasto in standby perché disoccupato o perché si è visto aumentare l'età pensionabile di colpo.

Il ministro del Lavoro Poletti ha più volte lasciato intendere che si dovrebbe cercare una soluzione previdenziale per quanti hanno perso il lavoro o sono prossimi alla pensione. La sua proposta è quella di concedere un Prestito Inps per coloro  quali che nonostante siano prossimi alla pensione non hanno ancora maturato i requisiti richiesti dall'attuale Riforma pensioni.

In questo modo, coloro i quali rientrano tra il profilo precedente, potrebbero ottenere sin da subito una Mini pensione pari a 600€/700€, ovvero un prestito Inps da rimborsare con decurtazioni mensili, una volta aver maturato l'ultimo assegno.

Tuttavia, tale proposta potrebbe veder la luce solamente con l'inizio del dibattito sulla nuova legge di stabilità, dunque non rimane che attendere l'inizio dell'estate. 

VIDEO: IN PENSIONE PRIMA MA CON MENO SOLDI

Il video seguente consente di fare il punto della situazione su quanto detto precedentemente in merito al Prestito Inps, ma al contempo fornisce gli spunti per attenzionare anche le altre proposte avanzate per migliorare la Riforma Fornero sulle pensioni, rendendola molto più flessibile.

NON È DETTA L'ULTIMA PAROLA DI…RENZI

Renzi potrebbe protendere per una riforma certamente poco amata dai pensionati ma sicuramente meno costosa rispetto alla quota 100. Di sicuro il prestito Inps è la strada che più di tutti sembra poter condurre ad uno sbocco roseo: scegliendo il prestito Inps si stima una spesa di circa 1 miliardo, mentre con la quota 100, tale cifra potrebbe arrivare a 10 miliardi, per ciò che riguarda la pensione flessibile sono necessari circa 8 miliardi per attuarla.

Messa su questi piani, la scelta del Prestito Inps sembrerebbe la via più plausibile anche se poco compresa da molti lavoratori che, dopo anni di lavoro, dovranno vedersi prestati i propri soldi che un domani dovrà anche restituire.

Tuttavia, non è detta l'ultima parola: tutto è ancora da decidere, va da sé che un intervento veloce per modificare al più pesto la Riforma Fornero è opportuno: è necessario trovare uno strumento flessibile in grado di risolvere concretamente le problematiche del Paese.

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Dott.ssa Sara Tomasello
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