Webbank: guida al peer to peer made in Usa

Webbank è una azienda statunitense con sede a Salt Lake City, Utah, che con soli 38 dipendenti è riuscita a diventare uno dei colossi statunitensi del peer to peer lending, ovvero del prestito tra privati, tanto da vedere crescere il suo fatturato solo nell'ultimo anno, del 44%.

La ricerca di credito, non solo in Italia, proprio a causa del restringimento dei criteri di ammissione, si è arricchita nel corso degli ultimi anni di nuove forme, tese in particolare a sfruttare canali diversi da quelli tradizionali. Basti pensare ad esempio alle piattaforme online di crowdfunding, cui si rivolgono in particolare le start up, ovvero le imprese di nuovo conio che necessitano di fondi per poter portare avanti le loro idee e riuscire a confrontarsi con il mercato. 

Tra le forme creditizie alternative che hanno attirato l'attenzione di chi cerca fonti di finanziamento aggiuntive, c'è anche il peer to peer lending (P2P lending), noto anche come prestito tra privati. Andiamo dunque a vedere di cosa si tratti.

Cos'è il peer to peer lending

L'avvento di Internet ha in pratica portato ad una vera e propria rivoluzione anche nel settore delle attività finanziarie, una volta riservate ai soli istituti bancari. L'utilizzo della telematica ha infatti comportato un drastico abbattimento della necessità di intermediazione nei rapporti tra chi chiede il prestito e chi lo concede, con ovvie conseguenze sul lato dei costi.  
L'idea di disintermediare drasticamente i prestiti personali ha avuto come epicentro Inghilterra, ove il sito web Zopa, a partire dal 2005, ha riscosso un successo tale da collezionare 800 milioni di dollari in prestiti senza dover ricorrere al canale creditizio offerto dalle banche.
Un volume di affari basato appunto sul P2P lending, ovvero il prestito tra privati, un prestito personale erogato da privati ad altri privati attraverso siti di imprese od enti di social lending senza dover ricorrere agli intermediari finanziari autorizzati ai sensi dell'articolo 106 del Testo Unico Bancario, il Decreto Legislativo n° 385 del 1993.
Va peraltro specificato come nell'ordinamento giuridico italiano non esista una disciplina specifica del social lending, di modo che il fondamento legale di tale attività possa essere rinvenuta nel contratto di mutuo definito dall'articolo 1813 del Codice Civile.

Il P2P lending, o prestito tra privati,è sempre più diffuso


(Il P2P lending, o prestito tra privati,è sempre più diffuso)

L'articolo in questione lo definisce come "il contratto nel quale una parte consegna all'altra una quantità determinata di denaro o di altre cose fungibili e l'altra si obbliga a restituire altrettante cose della stessa specie o qualità". L'articolo 1815 si occupa invece degli interessi, ove siano espressamente previsti dal contratto.

I vantaggi del P2P lending

Come si sarà già capito, questa nuova formula basa il suo successo sul fatto che l'abbattimento dei costi di intermediazione reso possibile dal contatto diretto tra le parti e dall'utilizzo di servizi automatizzati vada a riflettersi in maniera positiva sia per chi presta il denaro, che per chi lo riceva. Il tasso di interesse percepito da chi presta denaro è solitamente più favorevole rispetto a quello proposto dagli intermediari finanziari tradizionali. Allo stesso tempo chi ricorre al P2P lending per ottenere un finanziamento è tenuto a pagare un tasso di interesse leggermente più alto rispetto ai finanziamenti a medio termine per l'acquisto di macchinari e impianti, ma notevolmente più esiguo rispetto ai tassi del normale credito al consumo.
A fronte di questo vantaggio va messo in rilievo un solo grande difetto, ovvero la mancanza di garanzie a favore del prestatore contro un eventuale fallimento del debitore.

Il grande successo di Webbank

Tra i nuovi protagonisti del peer to peer lending, va ricordato in particolare Webbank, un'azienda che ha la sua sede operativa nello Utah, precisamente a Salt Lake City. La scelta di dirigersi verso i servizi finanziari sul web è stata operata nel corso del 1999 e in breve ha dato risultati lusinghieri. Già la limitatezza dell'organico, che vede la presenza di appena 38 dipendenti, riesce a far capire come ci si trovi di fronte ad un'organizzazione del lavoro assolutamente originale. Bastano infatti poche decine di dipendenti per gestire un volume di affari in forte crescita, tanto da vedere il fatturato crescere ad un ritmo del 44% nel corso del 2015.

Non solo P2P

Se il grande successo di Webbank è strettamente collegato con la decisione di riservare i propri sforzi ai prestiti tra privati, va peraltro sottolineato come le modalità che ne distinguono la presenza in un comparto così particolare sono assolutamente originali rispetto a quelle presentate invece dalle piattaforme europee o italiane operanti nella stessa nicchia di mercato.

Webbank è tra i maggiori protagonisti di questa nicchia di mercato


(Webbank è tra i maggiori protagonisti di questa nicchia di mercato)

Se infatti la concorrenza ha puntato con forza sulla sfera dei prestiti, senza curarsi del resto e specializzandosi al massimo in questo comparto, Webbank ha a sua volta deciso di ampliare la sua proposta, offrendo alla clientela un bouquet di servizi molto più variegato, ad esempio puntando sulle carte di credito prepagate o co-branded.
Altra caratteristica che ne fa un caso a parte, è poi la decisione di ridurre al minimo i rischi derivanti dal prestito tra privati, cercando al contempo di massimizzare i profitti. Per fare ciò, lo strumento scelto è stato quello delle cartolarizzazioni, che viene usato in modo praticamente sistematico. Ogni volta che il prestito sia stato erogato, infatti, Webbank procede nel breve lasso di pochi giorni a vendere i pacchetti di finanziamento. Ciò vuol dire che usa soltanto in seconda battuta le procedure che caratterizzano le altre piattaforma di lending, assumendo la veste di intermediario.
Una formula che comunque ha saputo farsi largo sul mercato, assicurando all'azienda statunitense una funzione di assoluto rilievo, tale da farne un punto di riferimento per le aziende alla ricerca di consulenze e fondi per poter svolgere al meglio la propria attività.   

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Dott. Dario Marchetti

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