Crediti agevolati per 200 startup con il Fondo di Garanzia

Va registrato il grande successo riportato dal Fondo di Garanzia per le startup, capace di rilasciare finanziamenti per circa 105 milioni di euro a favore di quasi duecento aziende altamente innovative, ovvero un decimo di quelle attualmente operanti lungo lo stivale.

Il credito alle startup è una delle vie che potrebbe consentire la decisiva crescita di questo particolare tipo di aziende altamente innovative. Proprio per questo motivo va salutata come estremamente positiva la notizia riguardante il rilascio di crediti agevolati per circa 105 milioni di euro in favore di 197 startup e di due incubatori certificati. Il tutto ad opera di quel Fondo di Garanzia che era stato previsto all'interno del decreto Crescita 2.0 del 2012 entrato poi a pieno regime nel corso del 2013. In base ai dati in questione si può parlare ora di un vero e proprio successo. Un successo cui ha notevolmente contribuito il meccanismo estremamente semplificato predisposto per l'iniziativa, totalmente gratuito e diretto, il quale non prevede tra le altre cose una analisi dei dati contabili relativi al bilancio che chiedono il finanziamento. Proprio in questo modo, il Fondo di Garanzia ha rilasciato la propria garanzia su 246 operazioni di finanziamento, per un ammontare medio di 428mila euro ad operazione. Ad accedere ai prestiti sono state in pratica un decimo di tutte le imprese a carattere innovativo esistenti oggi sul territorio nazionale. 

Le startup sono una realtà in crescita

(Segnali contrastanti per le startup del nostro paese) 

Sono proprio gli ultimi dati a disposizione a confermare come l'Italia sia diventata uno di paesi più convenienti in assoluto all'interno della Comunità Europea per aprire una startup. L'adozione di una lunga serie di misure in grado di agevolare questo tipo di aziende, ha aumentato a dismisura l'attrattività del nostro paese, che ha puntato in particolare sugli incentivi fiscali, sull'azzeramento degli oneri relativi alla costituzione e registrazione presso le Camere di Commercio, sul credito d'imposta accordato in caso di assunzione di ricercatori e su una remunerazione dei collaboratori con stock option. Una lunga serie di facilitazioni che hanno spinto in particolare  i giovani a puntare su un canale che continua del resto ad essere oggetto di cure puntuali da parte istituzionale. Rientrano in questo quadro le nuove norme previste a favore delle aziende ad alto tasso di innovazione nel quadro della nuova Legge di Stabilità, come per esempio il credito d'imposta potenziato al 50% sulle spese incrementali in ricerca e sviluppo per tutte quelle aziende le quali decideranno di affidarsi a startup innovative. Altra direttrice su cui si cerca di puntare con decisione è il rafforzamento dell'equity crowdfunding, cioè la possibilità per le startup di utilizzare portali online al fine di raccogliere capitale di rischio attraverso gestori specializzati.
Un dato, quello del Fondo di Garanzia, che stride però notevolmente con quello proveniente dal'Aifi (Associazione Italiana del private equity e venture capital), secondo il quale per le startup tricolori tirerebbe una pessima aria. Nel corso del primo semestre dell'anno, infatti, sarebbero stati erogati finanziamenti da parte di istituzioni, fondi e venture capital per appena 17 milioni di euro, rispetto agli 81 del concomitante periodo del 2013, quando però era operante il fondo Ht per il Sud. Un dato che ricorda come il mercato da solo non sia ancora in grado di sorreggere il settore e come perciò resti necessaria una forte iniezione di liquidità da parte statale per sostenere un settore che è fondamentale per mantenere alto il tasso di innovazione del nostro settore produttivo. Anche se l'opinione pubblica italiana non sembra per ora accorgersene, preferendo pensare che la salvezza del paese possa dipendere dalla difesa di posti di lavoro in settori ormai obsoleti.

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Dott. Dario Marchetti
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