La normativa sulla cessione del quinto: uno sguardo alla Legge 180/50

Autore:
Maria Francesca Massa

La Legge 180/50 è la normativa che disciplina la stipula del contratto di cessione del quinto e ne stabilisce le condizioni, gli importi erogabili e le rate massime da rimborsare con l'obiettivo di rendere regolare la risoluzione del contratto senza provocare difficoltà economiche.

La cessione del quinto dello stipendio è la forma di prestito personale che permette di ottenere un finanziamento pari ad una rata mensile sostenibile fino al 20% della propria retribuzione al netto. La somma massima erogabile dall'agenzia creditizia è determinata dalla condizione lavorativa del soggetto richiedente e da un importo complessivo in proporzione della rata mensile di 1/5 e la durata massima del contratto di 10 anni, pari a 120 rate.

La cessione del quinto è la tipologia di finanziamento che permette di avere una rata mensile perfettamente adattabile ad ogni esigenza economica e non può mai superare la somma del 20% della retribuzione, evitando in questo modo le difficoltà economiche dovute al peso delle rate sulle spese famigliari e personali e limitare i casi di insolvenza che portano alle maggiorazione della rata o alla risoluzione del contratto da parte dell'ente erogatore.

La cessione del quinto è disciplinata dalla normativa dell'articolo 1260 del Codice Civile, la quale norma stabilisce che chi vanta un credito su qualcuno acquisisce la facoltà  di cederlo a terzi a titolo oneroso o gratuito. La cessione del quinto è, inoltre, regolata dal DPR n.180/1950 e dal suo regolamento attuativo DPR n. 895/1950 che sono stati integrati dalle leggi 311/2005 e 80/2005. Le due leggi hanno inserito nella cessione del quinto la possibilità per i dipendenti delle aziende private e per i pensionati di accedere a questa tipologia di prestito non finalizzato.

Normativa 180/50: i limiti della cessione del quinto

In base all'Art. 54 (Garanzia dell'assicurazione o altre malleverie): Le cessioni di quote di stipendio o di salario consentite a norma del presente titolo devono avere la garanzia della assicurazione sulla vita e contro i rischi di impiego od altre malleverie che ne assicurino il ricupero nei casi in cui, per cessazione o riduzione di stipendio o salario o per liquidazione di un trattamento di quiescenza insufficiente, non sia possibile la continuazione dell'ammortamento o il ricupero dei residuo credito.

Non è consentito prestare garanzia in favore del cedente mediante cessione, da parte di altro impiegato o salariato di pubblica amministrazione, di una quota del proprio stipendio o salario. Gli istituti autorizzati a concedere prestiti ai sensi del presente titolo non possono assumere in proprio i rischi di morte o di impiego dei cedenti, ad eccezione dell'Istituto Nazionale delle Assicurazioni e delle società di assicurazione".

In base all'Art. 70 (Limiti nel caso di concorso di cessione e delegazione), anche se è possibile ottenere fino al 40% della retribuzione al netto in particolari casi, nella normativa si sostiene che: "Nel caso di concorso di cessione e delegazione, non può superarsi il limite della metà dello stipendio o salario se non quando l'amministrazione dalla quale l'impiegato o il salariato dipende ne riconosca la necessità e dia il suo assenso. Per i pensionati l'assenso è dato dall'amministrazione alla quale fa carico la pensione".

Normativa 180/50: l'erogazione del capitale nella cessione del quinto

Il prestito personale con cessione del quinto fu istituito durante dal Re Vittorio Emanuele II con l'obiettivo di offrire un credito agevolato a tutti i dipendenti statali, regolamentando questa particolare e innovativa possibilità di benessere con la Legge 180 del 5 gennaio 1950. Nella normativa sono disciplinate non solo le condizioni per ottenere la cessione del quinto ma anche le modalità di erogazione del capitale finanziato.

In base all'Art. 29 (Versamento delle quote trattenute per cessione): "Le quote di stipendio o salario trattenute per cessione debbono essere versate all'istituto cessionario entro il mese successivo a quello in cui si riferiscono. Qualora i cedenti siano retribuiti con ruoli di spese fisse sul bilancio dello Stato e cessionario sia il Fondo per il credito ai dipendenti dello Stato, dette quote sono versate in una sola volta per ciascun esercizio finanziario, nel mese di gennaio, salvo rimborso da parte del Fondo delle quote o parti di quote che in seguito risultassero non dovute".

In base alla normativa 180/50, l'erogazione del capitale avviene tramite:

  • il versamento del'intera somma su assegni circolari non trasferibili intestati al soggetto richiedente;
  • bonifico bancario su un conto corrente intestato al soggetto richiedente.

In base all'art. 5 (Facoltà e limiti di cessione di quote di stipendio e salario) "Gli appartenenti al ruolo diplomatico e consolare e al ruolo degli addetti commerciali all'estero non hanno tale facoltà. Per il personale dipendente dalle Camere del Parlamento si osservano le norme speciali stabilite dalle Camere stesse.
Gli impiegati e salariati dipendenti dallo Stato e dagli altri enti, aziende ed imprese indicati nell'art. i possono contrarre prestiti da estinguersi con cessione di quote dello stipendio o del salario fino al quinto dell'ammontare di tali emolumenti valutato al netto di ritenute e per periodi non superiori a dieci anni, secondo le disposizioni stabilite dai titoli II e III del presente testo unico".

Il TFR/montante: cos'è?

Il TFR/montante rappresenta il rischio di perdita di impiego da parte dei lavoratori di un'azienda privata.

Normativa 180/50: importo rata mensile e tasso di interesse

In base alla normativa sulla cessione del quinto, l'importo delle rate mensili non deve mai superare 1/5 dello stipendio e il tasso di interesse vantato è fisso  per tutta la durata del prestito. In fase di stipula del contratto viene stabilito l'ammontare della rata e il piano corrispondente di ammortamento, che non deve mai superare i 10 anni, in base alla sostenibilità di 1/5 della retribuzione al netto.

In base all'Art. 26 (Interessi e inizio dell'ammortamento dei prestiti) si sostiene che "Gli interessi sono liquidati con il metodo a scalare al tasso del 4,50 per cento, modificabile, in seguito a conforme richiesta del Comitato amministrativo, di cui all'art. 22, con decreto del Presidente della Repubblica, da emanare su proposta del Ministro del tesoro e sentito il Consiglio dei Ministri. Gli interessi sono trattenuti in anticipo allo atto della somministrazione del prestito. L'estinzione di ciascun prestito ha inizio dal primo giorno del mese immediatamente successivo a quello in cui il prestito è somministrato; agli effetti del calcolo degli interessi, si considera iniziata dal primo giorno del terzo mese".

La normativa stabilisce che è il coefficiente assicurativo, o anche conosciuto come rapporto TFR/montante, il valore con il quale é possibile individuare l'importo erogabile ad un determinato soggetto lavoratore: ad ogni azienda privata viene assegnato un numero, un coefficiente per l'appunto, che rappresenta il rischio di perdita di impiego. Per i dipendenti di aziende private, il TFR/montante della cessione del quinto richiesta è l'importo della rata moltiplicato per il numero delle rate che deve essere pari o inferiore all'ammontare complessivo della liquidazione moltiplicata per tale coefficiente.

Ciò significa che se un dipendente che lavora in un'azienda privata alla quale è stato assegnato un coefficiente assicurativo pari a 5 ha un TFR di 5.000 euro potrà  richiedere un capitale massimo di 25.000 euro. per comprendere meglio, osserva anche la seguente tabella in cui si cerca di rappresentare delle simulazioni per meglio comprendere quanto è possibile richiedere con la cessione del quinto in base all'azienda in cui si lavora:

TFR MONTANTE DELLA CESSIONE DEL QUINTO COEFFICIENTE AZIENDA CALCOLO CAPITALE MASSIMO OTTENIBILE
RISCHIO DI PERDITA DI IMPIEGO 5
  • IMPORTO DELLA RATA MOLTIPLICATO PER IL NUMERO TOTALE DELLE RATE;
  • IMPORTO TFR UGUALE O INFERIORE ALL'IMPORTO DELLE RATE.
SOMMA MASSIMA EROGABILE TFR/MONTANTE 5 X 5.000 EURO = 25.000 EURO EROGABILI

Normativa 180/50: rate mensili e collocamento a riposo

In base all'art Art. 23 (Casi di licitazione della durata dei prestiti): "L'impiegato o il salariato cui manchino, per conseguire il diritto al collocamento a riposo, a norma delle disposizioni in vigore, meno di dieci anni, non può contrarre un prestito superiore alla cessione di tante quote mensili quanti siano i mesi necessari per il conseguimento del diritto al collocamento a riposo.

Gli ufficiali invalidi o mutilati di guerra, riassunti in servizio sedentario, possono contrarre prestiti in misura non superiore alla cessione di tante quote mensili quanti siano i mesi necessari per il raggiungimento dello speciale limite di età per il loro collocamento a riposo. Per gli ufficiali nelle posizioni speciali, di cui all'articolo 8, i prestiti non possono essere superiori alla cessione di tante quote mensili quanti siano i mesi che mancano per la fine della posizione speciale".

Normativa 180/50: richiedere fino al 40% dello stipendio o pensione

la normativa prevede la richiesta di un capitale superiore al 20% dello stipendio nel caso il soggetto lo richiede e si trovi in difficoltà: la cessione del quinto di un capitale massimo del 40% dello stipendio/pensione al netto. L'accettazione di questa tipologia di prestito personale è a discrezione del Datore di Lavoro che può decidere o meno la fattibilità della richiesta e sopratutto del capitale erogato. Per avere maggiori informazioni, consulta anche il dettagliato articolo sul doppio quinto, in cui sono presenti tutte le informazioni, i requisiti e le condizioni per accedere a questa tipologia di finanziamento.

In base all' Art. 7 (Periodo minimo di servizio per l'esercizio della facoltà di cessione): "La facoltà di contrarre prestiti di cui al precedente articolo non può essere esercitata da chi non abbia compiuto quattro anni di servizio effettivo nel rapporto di impiego o di lavoro, valido ai fini del trattamento di quiescenza.

Il limite di quattro anni è ridotto ad anni due per gli impiegati e salariati ex combattenti della guerra italo-austriaca 1915-1918, ai quali sia stato riconosciuto il diritto alla polizza di assicurazione dei combattenti, nonché per gli impiegati e salariati ex combattenti della guerra 1940-43 e della guerra di liberazione e per coloro che abbiano ottenuto il riconoscimento della qualifica di partigiano ai sensi del decreto legislativo luogotenenziale 21 agosto 1945 n. 518. Il limite di quattro anni è ridotto a due anche per gli impiegati e salariati che risultino invalidi, mutilati o feriti di guerra oppure decorati al valor militare".

Normativa 180/50: l'assicurazione

In base alla normativa sulla cessione del quinto dello stipendio o della pensione, per l'ottenimento del finanziamento è necessario sottoscrivere una polizza assicurativa vita e rischio impiego in modo da tutelare famigliari ed eredi nel caso di decesso prematuro del soggetto richiedente o di perdita del posto di lavoro l'assicurazione versata è la garanzia di restituzione del capitale finanziato.

In base all'Art. 27 (Ritenute per spese di amministrazione e premio rischi): "Sull'importo lordo complessivo di ciascun prestito, concesso o garantito, si trattengono in anticipo a favore del Fondo:

  • una somma calcolata in ragione di L. 0,50 per cento per spese di amministrazione, modificabile, nei modi e con le forme di cui all'articolo precedente, con decreto del Presidente della Repubblica; 
  • un premio compensativo dei rischi dell'operazione pari al 2 per cento per i prestiti estinguibili fino a cinque anni ed al 4 per cento per i prestiti estinguibili oltre il quinquennio, salva nuova determinazione da adottarsi con decreto del Presidente della Repubblica [...]".

In caso di premorienza o di sopravvenuta invalidità permanente durante il corso di pagamento di una cessione del quinto, la normativa 180/50 stabilisce che l'ente assicuratore salda all'agenzia finanziaria il capitale dovuto che viene estinto completamente; in caso di perdita del posto di lavoro, l'ente assicuratore salda all'agenzia finanziaria l'importo non coperto dal TFR, che costituisce l'unica garanzia per il soggetto richiedente insolvente, rivalendosi sul soggetto richiedente o anche passando la cessione del quinto verso il datore di lavoro del nuovo posto di lavoro.

Normativa 180/50: detrarre fiscalmente la polizza assicurativa

Per compredere meglio, osserva anche il video seguente in cui si mette in evidenza la possibilità di detrarre la polizza assicurativa del 19% su un capitale massimo di 1.291 euro: non tutti conosco questa possibilità, stabilita anche nella normativa di finanziamento della cessione del quinto:

Normativa 180/50: assicurazione e fondo garanzia rischio

In base all'Art. 32 (Rischi che assume il Fondo con la garanzia - Conseguenti obblighi e diritti): "Con la prestazione della garanzia di cui al n. 1 dello art.16 il Fondo per il credito ai dipendenti dello Stato assume i seguenti rischi:  

  • morte del cedente prima che sia estinta la cessione;  
  • cessazione del cedente dal servizio per qualunque causa, senza diritto a pensione, indennità o altro assegno di quiescenza, oppure con diritto ad assegno insufficiente al normale ammortamento del prestito;  
  • riduzione dello stipendio o salario del cedente per effetto della quale non sia più consentita la ritenuta della intera quota ceduta. Il Fondo ha facoltà di adempiere l'obbligo della garanzia corrispondendo mensilmente la quota o parte di quota di stipendio o salario ceduta, per la quale sia venuta a mancare la possibilità di trattenuta ovvero riscattando la cessione con l'abbuono degli interessi in più percepiti dal cessionario.

Il Fondo, nel rivalersi verso il cedente delle somme pagate per conto di lui, liquida a proprio favore gli interessi a scalare sulle somme stesse al saggio originario del contratto di mutuo fino alla scadenza del contratto ed al saggio legale civile dopo tale scadenza. Nel caso di cui alla lettera c) il Fondo ricupera le somme pagate per conto del cedente, con gli interessi, mediante il corrispondente prolungamento della ritenuta mensile sullo stipendio o salario [...]".

Normativa 180/50: il video informativo

Si presenta qui di seguito il video informativo sulla legge n. 180/50 durante il quale si evidenziano le caratteristiche generali della cessione del quinto e le sue condizioni di ottenimento mettendo in evidenza il momento in cui la stessa normativa è stata scritta, (circa 60 anni fa, nonostante le moderne modifiche ne hanno mantenuto inalterata la struttura) risultando - comunque - in alcune parti incompleta:

Articolo letto 824 volte



Visualizza i principali capitoli della guida

(Clicca sulla freccia per espandere più articoli)