Cessione del quinto: normativa su concessione di altri prestiti, estinzione anticipata, rinnovo e sanzioni

Sottoscrivere una cessione del quinto è una forma di prestito comoda perchè detratta direttamente dalla retribuzione mensile ma cosa è possibile fare o non fare? E' possibile estinguere, rinnovare, chiedere un altro finanziamento? Che cosa dice la normativa, senza legende o bugie?

La cessione del quinto permette di non occuparsi di corrispondere la rata mensile con il bollettino ma è lo stesso datore di lavoro a detrarre direttamente la quota dallo stipendio. La cessione è una soluzione di prestito comoda ma cosa è possibile fare e cosa è vietato? Estinzione, rinnovo, sanzioni e....? Vediamolo insieme attraverso una semplice guida alla normativa della cessione del quinto, la legge 180/50.

La comodità della cessione

La cessione del quinto dello stipendio o della pensione è sicuramente la forma di prestito personale più comoda, in quanto non ci si deve occupare del pagamento ma nonostante ciò nasconde della insidie che solo conoscendo bene la normativa possiamo evitare o non farci fregare, soprattutto nel caso di impossibilità nel corrispondere la rata.

PRIMA DI INIZIARE: uno sguardo alla cessione del quinto

Se si è un dipendente pubblico o statale, una soluzione di prestito personale particolarmente vantaggiosa è la cessione del quinto, la quale permette di rimborsare le rate dovute senza occuparsi di pagare mensilmente un bollettino postale o effettuare un bonifico. La cessione del quinto, infatti, permette al datore di lavoro di detrarre direttamente la somma dovuta dalla retribuzione mensile e versarla all'ente di credito con il quale si è sottoscritto il prestito.

La cessione del quinto è dunque una forma di prestito personale molto comoda per coloro che intendono non occuparsi della restituzione del debito e soprattutto per i soggetti lavoratori che hanno bisogno di un piano di ammortamento medio. Questa forma di prestito permette infatti di ottenere un piano di rimborso fino a 10 anni, ovvero 120 rate mensili, cedendo fino a 1/5 della propria retribuzione al netto.

I LIMITI della CESSIONE DEL QUINTO: quali?

La durata del piano di rimborso e la somma massima cedibile sono gli unici due limiti della cessione del quinto, ma vi sono anche degli altri punti importanti da conoscere prima di stipulare questa forma di prestito e quale modo migliore se non leggere direttamente la normativa? La normativa della cessione del quinto, infatti, permette di avere le informazioni dettagliate e precise sulla possibilità di richiedere o meno un altro prestito personale con la cessione in corso; se è possibile richiedere l'estinzione anticipata o meno; quando è possibile richiedere il rinnovo, quali sono le sanzioni in caso di mancato pagamento e tante altre modalità  e di rapporti che non possono solo essere conosciuti per sentito dire.

E' vero che le normative molto spesso hanno una terminologia difficile da comprendere ma è anche possibile comprendere e imparare come leggerle in moda da trovarsi sempre preparati all'atto della sottoscrizione del contratto. A tal proposito qui di seguito si offrono gli articoli più importanti della normativa della cessione del quinto, in cui si elencano le situazioni tipo in cui un soggetto che ha sottoscritto la cessione del quinto può trovarsi, come per esempio rinnovare o estinguere la cessione, mettendo in evidenza in azzurro i punti chiavi e spiegano fin dall'inizio la possibilità o meno di richiedere o meno tale opzione con in corso una cessione del quinto.

Il RINNOVO della CESSIONE DEL QUINTO: quando è possibile o NO?

Il rinnovo della cessione del quinto dello stipendio o della pensione, non è sempre possibile, ovvero, lo è ma solo in parte. La possibilità di rinnovare, ovvero di richiedere un'altra cessione del quinto, non quindi di allungare il prestito con il numero delle rate come molti pensano, è in rapporto al numero delle rate che si sono già corrisposte, ovvero il tempo del piano di ammortamento trascorso dalla prima sottoscrizione della cessione: se la cessione è di 10 anni, non è possibile il rinnovo prima di a anni; se la cessione è di 5 anni, il rinnovo non è possibile prima di 2 anni.

Art.39
(Rinnovo di cessione)

"E' vietato di contrarre una nuova cessione prima che siano trascorsi almeno due anni dall'inizio della cessione stipulata per un quinquennio o almeno quattro anni dallo inizio della cessione stipulata per un decennio, salvo che sia stata consentita l'estinzione anticipata della precedente cessione, nel qual caso può esserne contratta una nuova purché sia trascorso almeno un anno dall'anticipata estinzione. Qualora la precedente cessione non sia estinta, può esserne stipulata una nuova [...]

Anche prima che siano trascorsi due anni dall'inizio di una cessione quinquennale, può essere contratta la cessione decennale, quando questa si faccia per la prima volta, fermo restando l'obbligo di estinguere la precedente cessione!.

Dopo il RINNOVO della CESSIONE DEL QUINTO: restituzione del capitale

Come abbiamo visto precedentemente, il rinnovo della cessione del quinto dello stipendio o della pensione è possibile, ma solo in seguito a un certo periodo di tempo e in base al piano di ammortamento scelto in fase di sottoscrizione del contratto. Ma non solo. La cessione del quinto è possibile solo con l'estinzione della precedente e con la restituzione del capitale dovuto:

Art.40
(Effetti di una nuova cessione in rapporto alla precedente)

"In caso di nuova cessione, al primo cessionario è dovuta la restituzione della somma capitale ancora non rimborsata oltre gli interessi pattuiti e maturati fino a tutto il mese nel quale si effettua la restituzione, nonostante qualunque patto in contrario. Il fondo per il credito ai dipendenti dello Stato restituisce la quota del premio di garanzia a norma del terzo comma dell'art.38. Il mutuante deve pagare al primo cessionario il residuo suo credito contemporaneamente al pagamento al mutuatario del ricavato netto del nuovo mutuo. L'obbligo della garanzia da parte del Fondo e l'obbligo dell'amministrazione di versare le quote di ammortamento del prestito sono subordinati alla condizione che lo istituto mutuante adempia all'estinzione della precedente cessione".

CESSIONE DEL QUINTO e cessazione del servizio lavorativo: COSA RENDERE?

Art.43
(Estensibilità dell'efficacia delle cessioni sui trattamenti di quiescenza)

"Nel caso di cessazione dal servizio prima che sia estinta la cessione, l'efficacia di questa si estende di diritto sulla pensione o altro assegno continuativo equivalente, che al cedente venga liquidato in conseguenza della cessazione stessa, dalla amministrazione dalla quale dipendeva o da istituti di previdenza o di assicurazione ai quali fosse iscritto per effetto del rapporto di impiego o di lavoro, in base a disposizioni di leggi generali o speciali, di regolamenti organici o di contratto. La quota da trattenere non può eccedere il quinto della pensione o assegno continuativo[...]

Se non si può pagare con lo stipendio!

Se si è sottoscritta una cessione del quinto sullo stipendio o sulla pensione, se non si ha la possibilità di ricevere più questa somma, il debito si estende su qualsiasi altra forma di reddito.

Art.44
(Perseguibilità di somme dovute una volta tanto oltre gli assegni di quiescenza)

Quando l'impiegato o salariato all'atto della cessazione dal servizio, oltre alla pensione od altro assegno continuativo equivalente, abbia diritto, a qualsiasi titolo, a percepire una somma una volta tanto dall'amministrazione dalla quale dipende, l'Ispettorato generale per il credito ai dipendenti dello Stato può stabilire che tale somma sia ritenuta, in tutto o in parte, a scomputo del debito per cessione.

CESSIONE DEL QUINTO e DIPENDENTI: CHI PUO' E CHI NON PUO'?

Non tutti i soggetti lavoratori possono contrarre un prestito e richiedere la modalità di pagamento attraverso la cessione del quinto, che consente di detrarre direttamente dalla propria retribuzione mensile la somma dovuta. E' il datore di lavoro che versa direttamente all'ente di credito la somma dovuta, per cui è anche il motivo per cui non tutte le aziende possono accettare una tale richiesta, in base agli articoli seguenti: in linea generale, i parametri da richiedere sono almeno 5 anni di anzianità di servizio e uno stipendio fisso e continuativo.

Inutile richiedere la cessione!

Diffidate se vi dicono che la cessione del quinto dello stipendio può essere richiesta da tutti: solo chi ha uno stipendio fisso e continuativo può avere la possibilità che sia accettata. Si consideri, inoltre, che è possibile cedere ESCLUSIVAMENTE 1/5 della propria retribuzione AL NETTO.

Art.52
(Impiegati e salariati a tempo indeterminato o con contratti collettivi di lavoro)

"Gli impiegati e salariati delle amministrazioni indicate nel precedente articolo, assunti in servizio a tempo indeterminato a norma della legge sul contratto d'impiego privato od in base a contratti collettivi di lavoro, possono fare cessione di quote di stipendio o di salario non superiore al quinto per il periodo di cinque o di dieci anni, quando siano addetti a servizi di carattere permanente, siano provvisti di stipendio o salario fisso e continuativo ed abbiano compiuto, nel caso di cessione quinquennale, almeno cinque anni e, nel caso di cessione decennale, almeno dieci anni di servizio utile per l'indennità di anzianità".

CESSIONE DEL QUINTO e ASSICURAZIONE: obbligatoria o no?

L'assicurazione vita e contro rischio impiego è obbligatoria  e nessun altro soggetto può dare garanzia di tale rischio attraverso la propria persona: la cessione del quinto prevede, dunque, all'atto della sottoscrizione del contratto, la stipula di una polizza con copertura contro decesso e perdita della posizione lavorativa.

Art.54
(Garanzia dell'assicurazione o altre malleverie)

"Le cessioni di quote di stipendio o di salario consentite a norma del presente titolo devono avere la garanzia della assicurazione sulla vita e contro i rischi di impiego od altre malleverie che ne assicurino il ricupero nei casi in cui, per cessazione o riduzione di stipendio o salario o per liquidazione di un trattamento di quiescenza insufficiente, non sia possibile la continuazione dell'ammortamento o il ricupero dei residuo credito.

NOTA BENE: Non è consentito prestare garanzia in favore del cedente mediante cessione, da parte di altro impiegato o salariato di pubblica amministrazione, di una quota del proprio stipendio o salario. Gli istituti autorizzati a concedere prestiti ai sensi del presente titolo non possono assumere in proprio i rischi di morte o di impiego dei cedenti, ad eccezione dell'Istituto Nazionale delle Assicurazioni e delle società di assicurazione.

CESSIONE DEL QUINTO e ASSICURAZIONE: il VIDEO INFORMATIVO

Qui di seguito, si offre un importante video informativo, a cura di supermoney.it, che mette in evidenza l'importanza, ma soprattutto l'obbligatorietà di sottoscrivere una polizza assicurativa vita e rischio impiego in fase di stipula della cessione del quinto, che consenta di avere garanzia di restituzione del capitale prestato, non solo per l'ente erogatore del credito, che necessita di riavere il denaro prestato, ma anche per il soggetto che ha contratto il prestito.

In caso di decesso, il soggetto che ha sottoscritto la cessione del quinto del proprio stipendio o della pensione passa il debito ai suoi famigliari; in caso di invalidità, lo stesso non avrà la possibilità di pagare, in quanto temporaneamente assente dal lavoro. Con la sottoscrizione di un'assicurazione vita e rischio impego, è la stessa compagnia assicurativa a sostituirsi nel pagamento:

CESSIONE DEL QUINTO e SEQUESTRO: i LIMITI

Nella situazione in cui non vi è la possibilità di pagare, per qualsiasi motivo, e si è sottoscritta una cessione del quinto del proprio stipendio o della pensione, il datore di lavoro è comunque tenuto a detrarre la somma dovuta da proprio stipendio, ma vi sono anche dei limiti al pignoramento e al sequestro, nel caso in cui si sia insolventi:

Art.68
(Limiti nella consistenza di sequestri o pignoramenti e cessioni)

"Quando preesistono sequestri o pignoramenti, la cessione, fermo restando il limite di cui al primo comma dell'art.5, non può essere fatta se non limitatamente alla differenza tra i due quinti dello stipendio o salario valutati al netto delle ritenute e la quota colpita da sequestri o pignoramenti. Qualora i sequestri o i pignoramenti abbiano luogo dopo una cessione perfezionata e debitamente notificata, non si può sequestrare o pignorare se non la differenza fra la metà dello stipendio o salario valutati al netto di ritenute e la quota ceduta [...]"

Art.69
(Limiti nella consistenza di sequestri o pignoramenti e delegazioni)

"Quando preesistano sequestri o pignoramenti, la delegazione sullo stipendio, salario o pensione a norma dello art.58 e la ritenuta a norma dell'art.60 sono consentite soltanto sulla differenza fra la metà dello stipendio, salario o pensione valutati al netto di ritenute e le somme precedentemente vincolate. La limitazione di cui al precedente comma non si applica alle ritenute disposte a norma degli articoli 61 e 62. Quando preesista delegazione o ritenuta, i sequestri e i pignoramenti non possono colpire se non l'eventuale differenza fra la metà dello stipendio, salario o pensione valutati al netto di ritenute e l'importo della delegazione o ritenuta".

Art.70
(Limiti nel caso di concorso di cessione e delegazione)

"Nel caso di concorso di cessione e delegazione, non può superarsi il limite della metà dello stipendio o salario se non quando l'amministrazione dalla quale l'impiegato o il salariato dipende ne riconosca la necessità e dia il suo assenso. Per i pensionati l'assenso è dato dall'amministrazione alla quale fa carico la pensione.

CESSIONE DEL QUINTO e PIGNORAMENTO: ALTRI CASI

Con la sottoscrizione della cessione del quinto del proprio stipendio e un altro prestito in corso, sequestro o pignoramento per insolvenza, è necessario anche conoscere i limiti di tali operazioni, come espresso nei punti successivi:

1. Nel caso di preesistenza di sequestri o pignoramenti, la cessione può essere fatta entro il limite della differenza tra i due quinti dello stipendio o salario, valutati al netto delle ritenute, e la quota colpita da sequestri o pignoramenti e fermo restando il limite previsto dall'art.5 del medesimo Decreto.

2. Nel caso di preesistenza di cessione perfezionata e debitamente notificata, il sequestro o pignoramento può essere ordinato entro il limite della differenza tra la metà dello stipendio o salario, valutati al netto delle ritenute, e la quota ceduta, fermi restando i limiti previsti dall'art.2 del medesimo Decreto.

3. Nel caso di preesistenza di sequestri o pignoramenti, la delegazione [...] fino alla metà dello stipendio, salario o pensione per il pagamento delle quote del prezzo o della pigione afferenti agli alloggi popolari od economici specificati negli stessi artt.58 e 60) sono consentite soltanto entro la differenza tra la metà dello stipendio, salario o pensione, valutati al netto di ritenute, e le somme precedentemente vincolate[...]

4. Nel caso di preesistenza delle delegazioni o ritenute di cui al paragrafo precedente, i sequestri o pignoramenti non possono colpire se non l'eventuale differenza fra la metà dello stipendio, salario o pensione, valutati al netto di ritenute, e l'importo della delegazione o ritenuta.

5. Nel caso di concorso di cessione e delegazione, non può superarsi il limite della metà dello stipendio o salario se non con l'assenso dell'Amministrazione dalla quale si dipende che ne deve riconoscere la necessità. Per i pensionati l'assenso è dato dall'Amministrazione alla quale fa carico la pensione.

CESSIONE DEL QUINTO e PIGNORAMENTO: il VIDEO INFORMATIVO

Per comprendere meglio e ricapitolare i casi in cui è possibile continuare ad avere la cessione del quinto del proprio stipendio e della propria pensione anche con sequestro e pignoramento in corso, si propone qui di seguito un video informativo sugli importi dovuti nei differenti casi, che solitamente non arrivano a una somma superiore al 50% della propria retribuzione al netto, come abbiamo visto nella normativa sopra:

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Maria Francesca Massa
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