Cessione del quinto come richiedere il prestito più in voga

Cessione del quinto. Chi lo richiede e come funziona. Sono sempre più i pensionati ad ottenerlo, potendo contare su un'entrata sicura che garantisce l'istituto finanziatore(o della pensione).

La cessione del quinto, il prestito personale più semplice e diffuso, indirizzato a dipendenti - pubblici o privati -  e pensionati, è sempre più richiesto soprattutto da questi ultimi, in tempi in cui la ripresa sembra ancora un miraggio ed i pensionati fungono da ammortizzatori sociali per le famiglie che non arrivano alla fine del mese.

Si tratta di un finanziamento non finalizzato che non necessita appunto di un giustificativo di spesa, come ad esempio l'acquisto di un determinato bene o servizio (auto, moto, viaggi ecc.), da impiegare per qualsiasi evenienza immediata ed imprevista, che nel primo trimestre 2016 ha riportato una crescita a doppia cifra (+10.3%), secondo un'indagine effettuata da Crif. A ricorrervi sono stati soprattutto i pensionati, che rappresentano ben il 46% delle richieste, rispetto al 38% di quelle presentate dai dipendenti pubblici, mentre appena il 16% è la quota delle domande presentate dai dipendenti privati, maggiormente esposti al rischio di perdita di lavoro.

Se le cessioni del quinto ai pensionati sono i prestiti più concessi negli ultimi tempi è perchè i pensionati, pur contando su un livello di reddito inferiore a quello di un lavoratore, garantiscono però un'entrata certa con cui rimborsare il prestito ricevuto. Ed in tempi di crisi sono proprio gli anziani a fungere da ammortizzatore sociale, chiedendo prestiti per figli e nipoti.

Rata a tasso fisso che assorbe fino ad 1/5 della pensione o stipendio

Perchè un prestito denominato "cessione del quinto"? Perchè l'importo della rata di rimborso non può normalmente eccedere la quinta parte dello stipendio (o della pensione) netto mensile. 

Il rimborso avviene mediante rate mensili costanti a tasso fisso, addebitate direttamente sullo stipendio o sulla pensione del richiedente, da parte del datore di lavoro (o dall'istituto previdenziale nel caso di pensionati) a favore dell'Istituto finanziatore, per un periodo massimo di 10 anni.Mentre nel prestito personale è il debitore a restituire il credito ottenuto, 

Non si tratta di una forma di credito accessibile a tutti in quanto la platea dei beneficiari si restringe ai soli dipendenti con contratto a tempo indeterminato oltre che ai pensionati, quindi ai pochi fortunati che possono contare su un'entrata fissa mensile. In alcuni casi è però possibile anche per i lavoratori a tempo determinato ottenere liquidità attraverso tale formula, a patto che la durata del rimborso non ecceda quella del contratto a termine.

E' un prestito che gode di maggior favore in quanto permette in certi casi di ottenere maggiore liquidità se il richiedente dispone di un elevato reddito e di adeguata anzianità lavorativa.

La cessione del quinto è garantita dal TFR  Liquidazione di fine rapporto,  maturato dal dipendente o dalla pensione, per far fronte al rischio di perdita del lavoro, di infortunio oppure al rischio vita. Non sono dunque necessarie garanzie aggiuntive (ipoteche, firme di garanti...) perché il prestito è garantito da  di un'assicurazione rischio vita e/o rischio impiego che garantisca, in caso di mancato pagamento, la copertura dell'importo ancora dovuto eventualmente eccedente il TFR cumulato. L'unica verifica che verrà effettuata è contro il rischio del sovraindebitamento del richiedente. 
La cessione del quinto permette di finanziare anche chi ha subìto insoluti e/o protesti. 

Cresce il ricorso alla cessione del quinto(In crescita le cessioni del quinto della pensione nei primi mesi del 2016)

 Elementi del contratto

Cosa deve includere il contratto di cessione del quinto?

  • i tassi di interesse TAN (Tasso Annuo Netto) e TAEG (Tasso Annuo Effettivo Globale)
  • le spese di istruttoria e le commissioni bancarie  
  • l'ammontare e le modalità del finanziamento;
  • il numero, gli importi e la scadenza delle singole rate;
  •  le garanzie richieste le polizze assicurative obbligatorie

Se non si paga non si diventa "cattivi pagatori"

Uno dei vantaggi di questo tipo di debito, facilmente sostenibile dal debitore in quanto proporzionalmente correlato al proprio livello di retribuzione o all'ammontare della pensione, è che, in caso di pagamento ritardato od omesso di una o più rate, non è prevista l'iscrizione del debitore come cattivo pagatore nella centrale rischi finanziari, in quanto a pagare le rate è il datore di lavoro.
Naturalmente in tal caso il debitore dovrà però pagare le more relative agli interessi e le spese sostenute dalla banca per recuperare l'importo finanziato. 
Se invece si decide di estinguere il debito prima della scadenza, si ha diritto allo scorporo degli interessi (T.A.N) per il periodo di ammortamento non goduto. 

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Dott.ssa Laura Candeloro
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